martedì 7 gennaio 2014

Valdarno Jazz Winter Festival

Dal trio con Roberto Gatto a Ravi Coltrane, figlio del gigante John Coltrane: 23° edizione per il Valdarno Jazz Winter Festival, kermesse jazzistica che indaga i territori del jazz e affini, ospitando i talenti internazionali e le stelle del panorama musicale contemporaneo. 


Diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool, Associazione Valdarno Culture e Associazione I-Jazz, questa edizione propone 9 appuntamenti, che si svolgeranno tra il 2 febbraio e il 13 maggio in 3 comuni del Valdarno: l'Auditorium le Fornaci e il Quasi Quasi Social Cafè a Terranuova Bracciolini, il Teatro Bucci a San Giovanni Valdarno e l'Auditorium comunale a Montevarchi. 
Il programma si inaugurerà domenica 2 febbraio, alle ore 17.30 presso Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, con il trio composto da Roberto Gatto, Daniele Malvisi e Daniele Mencarelli (produzione VJ – Valdarno Jazz), guidato dal percussionista Roberto Gatto, uno dei più importanti compositori e musicisti del panorama jazzistico internazionale (le collaborazioni vanno da Mina a Lucio Dalla, passando per Gilberto Gil, Ennio Morricone, George Coleman e Chet Baker); proseguirà domenica 9 febbraio al Quasi Quasi Social Cafè di Terranuova con ‘To Bill or not to Bill', omaggio, in prima assoluta alla leggenda pianistica di Bill Evans del quartetto composto da formato da Max De Aloe all'armonica, Roberto Olzer al pianoforte, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria (ore 18.30 aperitivo in musica, ore 22.00 concerto). 
Terzo appuntamento, sabato 15 febbraio a Le Fornaci, con un altro omaggio, quello al compositore e pianista Bill Strayhorn, storico e enigmatico collaboratore di Duke Ellington, interpretato dal batterista Alessandro Fabbri e dal suo settetto, composto quasi interamente di fiati, con Maurizio Giammarco al sax, Ares Tavolazzi al contrabbasso, Roberto Rossi al trombone, Alberto Serpente al corno, Fabrizio Gaudino alla tuba (ore 21.30). 
Sabato 22 febbraio, all'Auditorium Le Fornaci, sarà invece di scena il ‘South Connection Quartet', viaggio espressivo che il sassofonista spagnolo Javier Vercher, il pianista Matteo Alfonso, il contrabbassista Lorenzo Conte e il batterista Giovanni Paolo Liguori intraprenderanno insieme per rileggere le proprie composizioni originali e alcuni classici del repertorio jazz di Broadway (ore 21.30).
Il Valdarno Jazz si racconterà poi nell'appuntamento speciale ‘Art of the Duo', incontro-concerto in cui Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, direttori artistici del festival, parleranno, insieme ai tanti artisti, amici del festival, della storia e delle produzioni delle 23 edizioni del VJ, spiegandone il percorso, spesso complesso, che ha portato il festival ad affermarsi come realtà di riferimento nazionale, pur mantenendo salde le radici nel territorio (domenica 2 marzo ore 17.30, Auditorium comunale, Montevarchi). 
Sesto appuntamento, domenica 9 marzo, sempre all'Auditorium comunale di Montevarchi, con Angelo Lazzeri Trio, progetto originale composto da Angelo Lazzeri alla chitarra, Daniele Mencarelli al contrabbasso, Paolo Corsi alla batteria, uno spettacolo di jazz a tutto tondo su composizioni dello stesso Lazzeri, a base di swing, improvvisazione, cantabilità, modernità ed un sound originale.
Venerdì 21 marzo al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno (Corso Italia 3, ore 21.30) ci sarà un appuntamento atteso, il concerto degli Oregon, quartetto di musica jazz – e non solo –, tra i più longevi del pianeta, formato da Ralph Towner alla chitarra, Paul McCandless al sax, Glen Moore al contrabbasso e al piano, Mark Walker alle percussioni. Divenuta una vera ‘cult-band', fra le prime ad aver mischiato sonorità occidentali ed orientali, creando per tale via un sound realmente unico, con il loro ultimo CD ‘Family tree' gli Oregon festeggiano i 42 anni di attività, in un lavoro che ha i colori del Mediterraneo e dell'Europa e che sarà un emozionante viaggio nel loro mondo musicale.
Sarà un'altra prima esecuzione assoluta, firmata Valdarno Jazz e Le Facezie Musicali, quella che si terrà domenica 6 aprile a Le Fornaci: la classica e il jazz si incontreranno nell'evento in cui saranno interpretate ‘Le quattro stagioni di Astor Piazzolla', produzione targata Valdarno Culture, con Alessandro Perpich al violino, Marta Lazzeri al violino, Paola Rubini alla viola, Niccolò Degl'Innocenti al violoncello, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Fabrizio Mocata al pianoforte. Tutti conoscono ‘Le quattro Stagioni', i celeberrimi concerti di Vivaldi. Ben pochi invece sono quelli che conoscono la versione che l'argentino Astor Piazzolla compose 250 anni dopo. «Las cuatro estaciones porteñas» (cioè di Buenos Aires), lontanissime dai colori brillanti e dai leggiadri equilibri del barocco veneziano, rappresentano un mondo fatto di struggimento e di tenerezza, che palpita al ritmo del tango. Perché per questo compositore nato nel 1921 a Mar del Plata, la vita e le sue stagioni si muovono a ritmo di danza. Ora con lentezza cullante, ora col brio di un locale notturno, emergono le luci e i suoni di un mondo lontano. 
L'ultimo appuntamento del Winter Festival sarà, martedì 13 maggio all'Auditorum Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, quello con Ravi Coltrane, figlio del leggendario John, tra i massimi esponenti mondiali di questo genere musicale (ore 21.30). Ravi Coltrane si è messo in luce come uno dei giovani jazzman più ispirati, da un lato continuando la tradizione del padre e legandosi al clima del jazz degli anni '60, dall'altro perfezionando sempre di più il suo stile di fianco a coetanei e leader del jazz d'oggi quali Steve Coleman, Don Byron, Ralph Alessi. Coltrane è ottimo solista al soprano e anche quando suona il tenore ha una sonorità piuttosto lieve. Nella sua musica il giovane Coltrane sintetizza esperienze differenti in un jazz coinvolgente, moderno e palpitante, riuscendo a fondere atmosfere liriche e fresche, momenti incalzanti e densi di passione, e le frasi brevi e secche del bop. Con lui ci saranno il contrabbassista Dezron Douglas, il batterista e compositore Jonathan Blake ed il pianista cubano David Virelles.
Da sempre sinonimo di qualità e di legame con il territorio, il Valdarno Jazz Festival anche quest'anno rinnova la collaborazione con il tessuto sociale e con le istituzioni, che sono coinvolti a più livelli, dal concerto dei ragazzi delle scuole, alle guide all'ascolto. Valdano Jazz infatti vuole essere una chiave di accesso al mondo del jazz, educando, da piccoli, i fruitori del futuro.

Nessun commento:

Posta un commento