martedì 21 gennaio 2014

Stefano Bollani – Carioca Live (Blu-ray)

Esce in formato Blue-ray, Carioca Live, il concerto evento di Stefano Bollani, registrato durante la tournèe estiva dell'album Carioca al Festival di Villa Arconati, Bollate, il 23 luglio 2009.


C’è un legame profondo che unisce Stefano Bollani e la musica brasiliana; qualcosa di più intenso e complesso rispetto a una semplice corrispondenza artistica o a un’affinità estetica. 
L’istrionico ed eclettico jazzista italiano lo ha ampiamente dimostrato dando alla luce alcuni progetti discografici come l’album Falando de amor - appassionato tributo al grande Antonio Carlos Jobim - o il più recente e pluripremiato Carioca, dalla cui costola è ora nato il Dvd Video, Carioca Live, registrato dal vivo in occasione della relativa tournée.
Ad accompagnarlo sul palco troviamo una strepitosa formazione “mista”, composta da artisti brasiliani come il sassofonista Zé Nogueira, il chitarrista Marco Pereira, il contrabbassista Jorge Helder, il percussionista Armando Marçal, il batterista Jurim Moreira e da due musicisti di casa nostra, il sassofonista Mirko Guerrini e il clarinettista Nico Gori; con questo “dream team” Bollani ha intrapreso un lungo viaggio alla scoperta del samba e del choro, vere e proprie colonne sonore portanti della musica popolare di Rio de Janeiro, dalle cui radici è poi fiorita la bossa nova. 
E in concerto si svelano progressivamente le anime più segrete e affascinanti di questo ricco repertorio: tra le atmosfere raccolte e sfumate di brani come Luz negra, Samba e amor o A voz do morro, ma anche tra i ritmi trascinanti di Segua ele, Ao romper da aurora o della pirotecnica versione di Tico Tico (il pezzo senz’altro più celebre, contrappuntato da continui cambi di tonalità), nelle sempre diverse combinazioni di organico, tra assoli, duetti e funambolici passaggi all’unisono, dove il virtuosismo non prevarica mai sullo spirito autentico delle composizioni originali.
Con i suoi arrangiamenti, infatti, Bollani le avvicina, le legge e le interpreta, alla luce del suo temperamento e del suo linguaggio, che è fondamentalmente quello jazzistico dell’improvvisazione. L’estro c’è, la fantasia pure, ma non prendono mai il sopravvento in modo invadente e inopportuno; bruciano piuttosto in tanti piccolo fremiti, in qualche modo disciplinati dal grande rispetto che tutti gli interpreti provano per questa straordinaria musica, sempre diversa, imprevedibile e cangiante, mai scontata o ripetitiva come invece troppo spesso risulta durante l’ascolto di tanti altri interpreti poco ispirati che non riescono ad allontanarsi dai più banali luoghi comuni.
(Fonte Tracce.it)

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