mercoledì 22 gennaio 2014

Sarah Gillespie - Glory Days

E' stato appena pubblicato Glory Days, terzo album della cantante britannica Sarah Gillespie che con il suo personalissimo mix di jazz e folk ha spinto la critica inglese a paragonarla a un mito vivente come Joni Mitchell.


Ecco un'estratto di una recensione di Tino Montanari, pubblicata sul blog Disco Club:
(...) Questo nuovo lavoro Glory Days, prodotto dal polistrumentista di origine israeliana Gilad Atzmon al sassofono, fisarmonica, clarinetto e chitarre elettriche, oltre a Sarah chitarra e voce, si avvale di musicisti di grande valore  come Enzo Zirilli (che risiede e lavora stabilmente a Londra da anni) alla batteria e percussioni, il fido Ben Bastin al contrabbasso, Kit Downes al pianoforte e Marcus Bates al corno francese, alle prese con una serie di canzoni tutte scritte dalla penna di Sarah Gillespie (eccetto il famoso conclusivo traditional St.James Infirmary).
Una chitarra acustica introduce Postcards To Outer Space, il brano di apertura dell’album, una performance per voce e chitarra, di impronta “mitchelliana”, seguita dalla title track Glory Days (nessuna relazione con il brano di Springsteen), dedicata alla defunta madre Susan Ann Broyden, una perfetta folk-song, con fisarmonica e corno francese a dettare il ritmo, mentre Sugar Sugar è un altro esempio di melodia folk jazz, che valorizza le capacità della band. 
Oh Mary è il secondo brano per chitarra e voce, dove si dimostra la bravura di strumentista di Sarah, mentre il valzer Signal Failure viene ripescato dall’EP The War On Trevor, per poi passare all’arrangiamento esotico e sensuale di The Bees And The  Seas, con la fisa di Atzmon e gli strumenti di Bastin e Zirilli sugli scudi. 
Si riparte con una canzone politica The Soldier Song (storia di un disoccupato, che si arruola nell’esercito per avere una retribuzione), cui fanno seguito le atmosfere “jazzate” di Babies And All That Shit, per  poi chiudere con St.James Infirmary, rifatta in una chiave New Orleans, dove il clarinetto di Gilad e la voce languida di Sarah, valorizzano un brano immortale.
Sono sempre più convinto che per trovare dei talenti come Sarah Gillespie bisogna rivolgersi nei circuiti indipendenti (e non nei contesti televisivi di successo sopravvalutati come X Factor), e la dimostrazione è questo Glory Days, dove la Gillespie confeziona piacevoli e raffinate ballate acustiche, accompagnate dalla chitarra.(....)
(leggi la recensione integrale sul sito originario)

Sarah Gillespie originaria di Londra, di madre americana e padre inglese, cresce tra Norfolk, in Inghilterra e il Minnesota, dove acquista familiarità con il sound di artisti come Bessie Smith, Bob Dylan e Cole Porter; familiarità che emergerà prepotente nella sua attività di autrice e cantante. L'incontro casuale con l'energico sassofonista e polistrumentista di origine israeliana Gilad Atzmon porta alla nascita di un connubio artistico fertile, che sfocia nella produzione da parte di Atzmon nel 2009 del primo CD di Sarah Stalking Juliet, debutto acclamato dalla critica inglese ed europea. 
Da allora Sarah è stata ospite della BBC e si è esibita in numerosi festival e jazz club di tutta la Gran Bretagna, raccogliendo un successo sempre crescente. 
Nel 2011 esce il suo secondo CD, In the current climate, sempre prodotto da Atzmon, che replica il successo del primo. 
Personalità poliedrica (dipinge, scrive poesie, è impegnata politicamente), Sarah combina le sue notevoli doti vocali in uno stile molto personale: folk metropolitano, un lirismo che sconfina nella poesia, un'influenza jazz sempre presente. 
...è una incandescente nuova presenza che unisce una potente esecuzione a composizioni superbe... (John Fordham, The Guardian); ...una cantante e autrice di qualità superiore, Sarah Gillespie è una delle voci più particolari e al tempo stesso riconoscibili che sia emersa da molto tempo a questa parte... (All About Jazz); ...l'eccellente Gillespie confeziona piacevoli ballate acustiche accompagnate dalla sua chitarra fingerpicking. Mischia blues, jazz, vaudeville e gypsy swing, un talento da tenere d'occhio... (Time Out).

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