martedì 7 gennaio 2014

Roberto Magris Trio - One Night in With Hope and More, Vol. 2

L'etichetta JMood Records annuncia l'uscita del nuovo album del Roberto Magris Trio intitolato One Night In With Hope and More Volume 2


L'album è un complemento alla stellare sessione di One Night In ... Volume 1. Esso continua a riflettere sulla grande musica scritta e registrata dai giganti avorio degli anni 1950. 
Alla tipica formazione in trio sono stati aggiunti un paio di altri artisti per aumentare il piacere dell'ascolto. 
"L'unità in trio è sempre stato un grande veicolo per esprimere la creatività, la passione e la musicalità di ogni artista selezionato per i nostri progetti", dice l'impresario musicale e produttore Paul Collins. 
"Questo progetto non è diverso. Con tre magnifici batteristi (Albert " Tootie " Heath, Brian Steever e Idris Muhammad) e due eccellenti bassisti (Elisa Pruett e Dominique Sanders) condotti dal suono distintivo del pianoforte di Roberto Magris, abbiamo catturato lo spirito di ogni composizione registrata per questa sessione."
Questo progetto è stato registrato anche in "High Definition Audio" per un uso eccezionale in home theater, auto, MP3 o dispositivi mobili.

Ecco un estratto di una bella recensione pubblicata sul sito Sound Contest:
... qui approda alla formula del piano trio in un’accezione di cui le tracce, a poco a poco, un po’ malinconicamente, sembrano andar perdendosi; finche’ dischi del genere non ce le mostrano sorprendentemente e quasi come d’incanto, ancora fresche e assolutamente inseguibili, a portata di mano, piu’ attuali che mai.
"Anche se il mio pianismo contiene, come e’ ovvio per un musicista jazz europeo,riferimenti diversi e trasversali – ha affermato Magris alla gia’ citata 4Arts - mi riconosco essenzialmente nella linea Monk-Bud Powell-Randy Weston-Jaki Byard-Mal Waldron-Andrew Hill". Verissimo. Ascoltare per credere. Un pianismo dai colori intensi e netti, a tratti vorticoso, intriso di profonda cultura blues, costantemente e intimamente pulsante ("ho sempre considerato il pianoforte uno strumento a percussione e quindi prima di tutto ritmico, non a caso nel jazz fa parte della sezione ritmica").
Tutto chiaro, dunque. Fin dal brano iniziale: una rilettura scintillante, dal suono ampio, emozionante e profondo (il contrabbasso del nuovo talento, al femminile, di Elisa Pruett, la batteria del leggendario Albert ‘Tootie’ Heath) nientemeno che di Third World di Herbie Nichols.
In realta’, la sola scelta dei brani merita un encomio a se’ e andrebbe ’raccontata’ brano per brano. Dalla riscoperta di Young And Foolish a Little Susan di Randy Weston. Ma la gratitudine maggiore va espressa a Magris per averci dato una nuova, suggestiva lettura di un brano adorabile, quel Dianna di Makanda Ken McIntyre che nessuno piu’ suona e che il suo autore suonava in duo con un altro fiatista multi strumentista che si chiamava Eric Dolphy.
E come poteva allora intitolarsi uno dei pochi, tutti pregevoli, originali di Magris se non appunto Makanda?
(leggi la recensione integrale sul sito originario)

Nessun commento:

Posta un commento