martedì 14 gennaio 2014

Paolo Fresu, dall'amore per il cinema a quello per la mia Sardegna

Chiedere a Fresu dei suoi progetti futuri proietta in una vita che sembrano cento: un altro disco in arrivo a marzo, quello che festeggia i 30 del suo quintetto storico dal titolo 'Trenta' ("Siamo sicuramente una delle formazioni più longeve del jazz europeo", ha spiegato con orgoglio), una tournée che include un concerto a Parigi il 3 febbraio e a seguire un tour asiatico. 


Ancora, un disco in duo con Daniele Di Bonventura, suo collaboratore anche in 'Vinodentro'. 
Poi, naturalmente, già al lavoro per la 27ma edizione di 'Time in jazz', il festival jazz estivo di Berchidda, paese natale di Fresu, che si è affermata negli anni sempre più come una delle più importanti rassegne di livello mondiale.
Un successo ancora più eclatante in tempi così difficili per l'arte.
I motivi del risalto internazionale di 'Time in jazz', a parte la bravura del suo 'deus ex machina', Fresu li spiega a vari livelli. "Abbiamo la conferenza stampa tra un mese e mezzo - è la sua analisi - e credo sia l'unico festival che fa in inverno una conferenza per una manifestazione estiva. Questo perchè lavoriamo con grande anticipo, non si chiama a partecipare chi è in tourneé: c'è una partitura, un progetto, che deve diventare una sinfonia". 
Prima di tutto dunque la passione, senza la quale nulla conoscerebbe la luce, ma dall'altra anche una idea e una grande serietà programmatica. "Finita un'edizione - ha sottolineato l'artista - stiamo già lavorando a quello successivo. Non ci fermiamo, lo dobbiamo alla nostra terra".
E il suo amore per la Sardegna è proprio quello dal quale è nata la manifestazione, ripagata ampiamente dall'affetto dei suoi abitanti. "Un festival è davvero una realtà che appartiene a tutti - ha osservato Fresu - Organizzarlo è un lavoro duro e complesso, e se riusciamo a cascare in piedi, o a rialzarci quando cadiamo, è perchè la realta del paese lo permette. Affianco a chi ci lavora ci sono tanti volontari che danno gratuitamente il loro aiuto". 
L'artista ama ricordare come durante il Festival "il paese diventa un laboratorio culturale, e questo dimostra quanto un piccolo luogo possa diventare il centro dell'attenzione del mondo, se c'è la passione e la volontà". 
Senza la passione, ha concluso, "saremmo cascati al primo soffio di vento, e si sa: il maestrale in Sardegna, quando tira è veramente duro".
(Fonte Adnkronos)

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