sabato 11 gennaio 2014

Il centenario di Kenny Clark, l'inventore della moderna batteria jazz

Lo scorso 9 gennaio è ricorso il centenario della nascita del grande batterista Kenny Clarke. Uno dei fondatori del bebop, Clarke benchè molto meno noto di alleati come Dizzy Gillespie e Thelonious Monk, ebbe un influenza altrettanto profonda.

Wikimedia Commons

Egli fu uno dei grandi innovatori dello stile bebop alla batteria. Come batterista della casa al Minton's Playhouse nei primi anni 1940, partecipò alle jam sessions notturne, che portarono alla nascita del Be-Bop. Mentre era a New York, suonò con i maggiori innovatori dell'emergente stile bop; Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Curly Russell ed altri, così come musicisti della generazione precedente, tra cui Sidney Bechet.
Nato a Pittsburgh in Pennsylvania, nel 1914, da una famiglia di musicisti, studiò diversi strumenti, tra cui vibrafono e trombone, così come teoria musicale e composizione, mentre era ancora al liceo. 
Da adolescente, Clarke suonò nelle band di Leroy Bradley e Roy Eldridge; quindì girò tutto il Midwest per diversi anni con la band di Jeter-Pillars, che presentava anche il bassista Jimmy Blanton ed il chitarrista Charlie Christian. Successivamente lavorò in gruppi guidati da Edgar Hayes e Lonnie Smith ed iniziò a sviluppare i concetti ritmici che avrebbero  definito il suo contributo alla musica.
Mentre lavorava nelle band di Edgar Hayes e Roy Eldridge, Clarke iniziò a sperimentare con il mantenimento del tempo con i cimbali, piuttosto che con la grancassa, il familiare "ding-ding-a-ding", che Clarke sembra abbia inventato; un'innovazione che è stata copiata ed utilizzata da un numero incalcolabile di batteristi fin dai primi anni '40.
Questo nuovo approccio incorporò le "bombe", gli accenti sincopati sulla grancassa sviluppati da Jo Jones, mentre liberava la mano sinistra per suonare figure più sincopate. Sotto Roy Eldridge, che incoraggiò questo nuovo approccio al mantenimento del tempo, Clarke scrisse una serie di esercizi per sviluppare l'indipendenza della grancassa e del rullante, pur mantenendo il tempo sul piatto. 
Uno di questi passaggi, una combinazione di un "rim-shot" sul rullante, seguita direttamente da un accento di grancassa, gli fece guadagnare il suo soprannome, "Klook", che è l'abbreviazione di "Klook-mop", un'imitazione del suono che questa combinazione produceva. Questo soprannome fu sancito su "Oop Bop Sh'Bam", pezzo registrato da Dizzy Gillespie nel 1946 con Clarke alla batteria, che aggiungeva una lirica scat al ritmo bebop "oop bop sh'bam a klook a mop."
Lo stesso Clarke affermava che questi elementi stilistici erano già in vigore, quando mise insieme la famosa band della casa al Minton's Playhouse di New York, dove da qualche anno si era trasferito, che ospitò Monk, Parker, Gillespie, Russell, il sassofonista Don Byas e molti altri, mentre prestava servizio come incubatore dell'emergente suono per piccoli gruppi. La combinazione degli accenti improvvisati sul rullante e sulla grancassa, e la sonorità del tempo mantenuto dai cimbali, rivoluzionò il suono e la dinamica del combo jazz. 
L'innovazione di Clarke pose le basi per lo sviluppo del combo bebop, che faceva affidamento su scambi improvvisati tra il batterista ed il solista per spingere la musica in avanti. Per questo motivo, come ha detto Ed Thigpen "ogni batterista ha verso di lui un debito di gratitudine».
Mentre suonava al Minton, Clarke fece molte registrazioni, soprattutto come batterista di casa per la Savoy Records. Quando i musicisti della banda del Minton presero strade diverse, Clarke iniziò a lavorare con il giovane pianista e compositore John Lewis ed il vibrafonista Milt Jackson. Con l'aggiunta del bassista Ray Brown, formarono il Modern Jazz Quartet, o MJQ. 
Il gruppo divenne pioniere di quello che poi sarà chiamato jazz da camera o Third Stream, riferendosi alla sua incorporazione di un'estetica classica e barocca, come alternativa all'hard bop, il successore del bebop che emerse alla metà degli anni '50.
Clarke rimase con il MJQ fino al 1955, quando iniziò a pensare di trasferirsi a Parigi, cosa che avvenne nel 1956. Clarke aveva girato l'Europa numerose volte durante il suo periodo nell'esercito alla metà degli anni '40. Fu attratto sopratutto dalla paga migliore che poteva guadagnare in Francia. 
Ira Gitler lo cita come aver detto, "Mi guadagno da vivere bene, una vita molto buona". E' anche possibile che, come molti musicisti e scrittori afro-americani espatriati, fu attratto dal migliore trattamento sociale che potevano ricevere in Europa. 
Trasferito a Parigi, iniziò a lavorare regolarmente con i musicisti americani in visita, tra cui Miles Davis nella leggendaria colonna sonora di "Ascenseur pour l'échafaud", un film noir diretto da Louis Malle. 
Clarke costituì un trio noto come The Three Bosses, con il pianista Bud Powell, un altro residente a Parigi ed il bassista francese Pierre Michelot, che aveva suonato nella colonna sonora di Davis. Nel 1963 The Three Bosses registrarono il classico album Our Man in Paris con il grande sassofonista Dexter Gordon.
Nel 1961, con il pianista belga Francy Boland, Clarke formò una big band, The Kenny Clarke-Francy Boland Big Band, con importanti musicisti americani ed europei espatriati, tra cui Johnny Griffin e Ronnie Scott al sax tenore. La big band, che era nata da un idea del produttore italiano Gigi Campi, durò undici anni.
Dopo il 1968 Kenny Clarke suonò e registrò per 10 anni con il compositore francese e clarinettista Jean-Christian Michel.
Clarke continuò a registrare e suonare sia con musicisti americani in visita che con i suoi abituali compagni di band francesi, fino alla sua morte giunta nel 1985 a Montreuil. Nel 1988, fu inserito nella Down Beat Jazz Hall of Fame.
(Fonte Wikipedia)

Nessun commento:

Posta un commento