giovedì 16 gennaio 2014

Helen Sung - Anthem for a New Day

La pianista/compositrice Helen Sung pubblicherà il suo sesto album, Anthem for a New Day, una collezione di dieci canzoni che la posiziona in prima linea di un sestetto di talento e diversificato, il prossimo 28 gennaio per la Concord Jazz.


La talentuosa formazione che l'accompagna in questo progetto è composta dal sassofonista Seamus Blake, dalla trombettista Ingrid Jensen, dal bassista Reuben Rogers, dal batterista Obed Calvaire, e dal percussionista Samuel Torres, con ospiti come il sassofonista John Ellis che presta il suo clarinetto basso su un pezzo, la violinista Regina Carter e il clarinettista Paquito D'Rivera.
L'album si apre con "Brother Thelonious", un pezzo effervescente con un'origine interessante. Sung originariamente lo scrisse su commissione, come "colonna sonora" per una birra belga con lo stesso nome, realizzata dalla piccola North Coast Brewing Company con sede a Fort Bragg in California.
La vivace "Armando’s Rhumba", una composizione di Chick Corea, riesce ad esprimere le sonorità latina con un minimo di strumentazione. E' solo pianoforte e clarinetto - per gentile concessione di Sung e D'Rivera - insieme ad alcune tecniche di percussione molto organiche.
"Hidden", una composizione originale della Sung, ottiene gran parte della sua sensibilità malinconia dall'emozionante violino di Regina Carter, così come dalla cascata di note della tromba di Ingrid Jensen - due voci che si stabiliscono sin dall'inizio del pezzo. In seguito, il lavoro da solista della Sung sul Rhodes aggiunge uno strato luccicante all'intero pezzo.
Sung indulge nel suo occasionale senso di ironia, nell'arrangiamento di un reinterpretazione di "It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing)", che comprende cenni occasionali delle sue radici classiche. Mentre il titolo - e l'intento originale - del classico di Duke Ellington era esclusivamente swing.
La title-track prende il via con un interludio tranquillo, che poi sfocia in un interplay travolgente tra Rhodes, sassofono, tromba, e la sezione ritmica del bassista Reuben Rogers e del batterista Obed Calvaire. Il risultato è tutto ciò che un inno dovrebbe essere; energico, imperturbabile e audace. In questo caso, è una dichiarazione di identità creativa da parte dell'artista.
Anthem for a New Day comprende una rilettura unica di "Epistrophy" di Monk, risultata da un braccio di ferro tra pianificazione e spontaneità.
Una versione per piano solo di "Equipoise" chiude il disco con una nota riflessiva e piena di promesse. 
"Per certi aspetti", dice la Sung, "quest'album è il mio modo di dire, 'Questa sono io, prendere o lasciare,' invece di qualcosa di più sperimentale come, 'Okay, lasciami lavorare un po' più'. Non che io non voglia continuare a crescere ed a svilupparmi, ma sono felice di essere in un posto dove sono più fiduciosa per il tipo di artista che sto diventando. Non posso credere quanto sia raro quel sentimento nella mia esperienza. Che questo coincida con la possibilità di pubblicare l'album per la Concord Records, è una grande benedizione, che sono entusiasta di condividere con il mondo: questo è un nuovo capitolo, un nuovo giorno, e vi invito a unirvi a me nella celebrazione di questo disco e della musica!".
(Fonte Concord Records)

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