domenica 20 gennaio 2013

La Hot Jazz Band di Hitler (prima parte)

Sul blog dello Smithsonian Institute è stato pubblicato un interessante articolo sul tormentato rapporto tra l'ideologia nazista ed il jazz.

Ecco un estratto dell'articolo:
In quella accozzaglia di criminali, leccapiedi, assassini dagli occhi di pietra, e sopravvalutati incompetenti che costituivano la leadership in tempo di guerra della Germania nazista, Joseph Goebbels si distingueva.
Per un verso, era genuinamente intelligente, aveva conseguito un dottorato in letteratura romantica, prima di diventare capo della propaganda di Hitler. Per un altro, aveva capito che il suo ministero doveva fare di più che semplicemente ribadire i messaggi dell'ideologia di Hitler.
Goebbels sapeva di aver bisogno di impegnarsi, con un pubblico sempre più stanco della guerra tedesca, e con i militari degli Alleati il cui morale doveva cercare di minare. 
Questa lucida determinazione lo portò ad alcuni curiosi accomodamenti. Nessuno di questi, tuttavia, fu così strano come i suoi tentativi di sfruttare le pericolose attrazioni della musica da ballo, per la causa di Hitler. Questo fu uno sforzo che portò direttamente alla creazione di questo ossimoro in forma di quattro battute: una hot jazz band approvata dal nazismo e sponsorizzata dallo Stato, conosciuta come Charlie and His Orchestra. 
Alla fine degli anni '30, lo swing ed il jazz erano di gran lunga le musiche più popolari, sia per la danza che per l'ascolto. Ma, visto che erano originarie dagli Stati Uniti e con il contributo minimo di musicisti ariani, i nazisti le detestavano. La linea ufficiale del partito era che queste forme fossero Entartete Musik (musica degenerata), e che le improvvisazioni ed i ritmi martellanti rischiavano di minare la purezza e la disciplina tedesca. Nei discorsi pubblici, i nazisti la mettevano ancora più duramente. Il jazz, insisteva Goebbels, non era altro che "musica della giungla".
Durante gli anni della guerra, fu la politica tedesca a sopprimere la musica, o almeno tentare di domare. Ciò fu il risultato di alcuni importanti decreti, come il divieto promulgato da un Gauleiter nazista in Boemia e richiamato da parte del dissidente ceco Josef Skvorecky nell'introduzione al suo romanzo The Bass Saxophone.
E' possibile rintracciare la paura dei nazisti del jazz e dello swing, indietro almeno ai locali notturni radicali della Germania di Weimar, che Goebbels descrisse nel suo diario come "Babilonia del peccato." Ma il Ministro del Reich anche riconobbe, che "la musica proposta dal nazionalsocialismo non era quella che voleva maggior parte degli ascoltatori quando accendeva la radio", e quando la guerra iniziò ad influire sul morale dei tedeschi e le bombe piovevano sulle città tedesche, iniziò a fare dei compromessi che sarebbero stati inconcepibili prima del 1939.
C'era ancora una certa riluttanza a concedere che il vero swing americano ed il jazz fossero ascoltati sul fronte interno; Fritz Pauli della radio di stato tedesca delineò i criteri per una "model dance band", che sarebbe parsa aliena a Glenn Miller: dodici violini, quattro viole, ottoni, basso, batteria ed una cetra. Goebbels andò oltre, ordinò che il jazz fosse bandito completamente dalle onde radio, e che tutti i programmi radiofonici di danza dovessero esseri preceduti da una "marcia neutrale o ouverture".
Dietro le quinte, però, il capo della propaganda di Hitler covava un complotto: le musiche considerate inadatte per decenti tedeschi, dovevano essere sfruttate per contribuire a guidare lo sforzo di guerra nazista. In questo caso il fantoccio di Goebbels era un fanatico di jazz di nome Lutz "Stumpie" Templin, un ottimo tenorsassofonista che aveva diretto uno dei migliori gruppi swing tedeschi prima della guerra.
Templin era un personaggio ambiguo, pur non essendo un nazista, aveva comunque sfruttato appieno le opportunità che si aprivano sotto il regime di Hitler. Già nel 1935, quello che sarebbe diventato il nucleo della Lutz Templin Orchestra cacciò il suo leader ebreo, James Kok, al fine di ottenere un contratto discografico con la Deutsche Grammophon. Entro l'autunno del 1939, la reputazione di Templin come sassofonista ed i suoi legami con i nazisti erano abbastanza forti, tanto che il Ministero della Propaganda decise di rivolgersi a lui quando prese la decisione di iniziare a svolgere della propaganda musicale per le truppe britanniche.
In agguato nell'ombra della nuova iniziativa c'erano William Joyce, il famigerato "Lord Haw Haw", un irlandese-americano impiegato da Goebbels per trasmettere la propaganda in Gran Bretagna, e Norman Baillie-Stewart, un altro pentito fascista la cui fama principale fama fu quella di essere stato l'ultimo inglese ad essere imprigionato nella Torre di Londra. Essi fornirono le idee, e forse alcuni testi, ad un ex funzionario civile di nome Karl Schwedler, l'uomo incaricato riunire i musicisti jazz che costituirono la band di Templin.
Schwedler era un personaggio notevole, un ciarlatano ed un camaleonte adatto a prosperare nella Germania nazista. Figlio di un idraulico di Duisburg nel 1902, parlava perfettamente in inglese, e rivelò un talento inaspettato per il canto mentre lavorava per la sezione americana del Ministero degli Esteri nel dipartimento per le trasmissioni, il Kultur-R. 
Fu talmente bravo nel suo lavoro da guadagnarsi l'esenzione dal servizio militare sulla base del fatto che stava facendo un "essenziale lavoro di guerra" e di godere della protezione dello stesso Goebbels.
Schwedler aveva sviluppato delle idee sulla sua stazione. Per la maggior parte della guerra, visse la vita di un playboy a Berlino, vestito in camicie di seta con il monogramma delle SS e viaggiando molto, spesso in Svizzera, con il pretesto di raccogliere le ultime registrazioni ed alcune idee nuove. Questo gli dette l'accesso al contrabbando (calze di seta, liquori, sapone, cioccolato, sigarette) che, combinato con il suo fascino, lo mise in una posizione privilegiata e quasi inattaccabile in un sempre più corrotto Terzo Reich. 
The Templin Orchestra, poi rinominata Charlie e la sua Orchestra in onore del suo nuovo vocalist, iniziò a trasmettere nel gennaio del 1940 come parte di uno spettacolo di propaganda conosciuto come "Cabaret politico." Mike Zwerin e Michael H. Kater riferiscono che l'ispirazione per la band venne dall'asso degli aerei da caccia tedesco Werner "Vati" Mölders, un appassionato di jazz che aveva la fama di sintonizzarsi con i programmi di danza della BBC quando attraversava la Manica per combattere nella battaglia d'Inghilterra. "Hitler aveva un debole per i piloti," dice Zwerin , "[e] quando Mölders si lamentò della mancanza di swing della musica programmata sulla radio tedesca, Hitler parlò a Goebbels di questo." 
Vero o no, l'orchestra di Schwedler divenne lo specchietto per le allodole per un pubblico che ben presto si trovò ad ascoltare dei pesanti sketches di propaganda che interrompevano la musica. Ma Joyce e Baillie-Stewart erano troppo intelligenti per perdere l'occasione di mescolare ancora più messaggi nella musica. Con l'aiuto di "Charlie" iniziarono la riscrittura degli standard che i jazzisti suonavano.... (continua)

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