mercoledì 12 dicembre 2012

Shai Maestro

Shai Maestro è sicuramente uno dei giovani protagonisti più interessanti del panorama jazzistico contemporaneo. Il 25enne pianista, che per sei anni ha fatto parte stabilmente dei trio di Avishai Cohen, ha recentemente pubblicato un sensazionale album di debutto, Shai Maestro Trio, accompagnato dal bassista Jorge Roeder e dal batterista Ziv Ravitz, nel quale mette in mostra oltre alla sua straordinaria abilità al piano, anche notevoli doti di compositore.  


L'album, pubblicato dall'etichetta francese Laborie Jazz, è uno dei più sorprendenti e compiuti album di debutto che mi è capitato di ascoltare, almeno recentemente. 
Per l'occasione il pianista presenta una collezione di dieci pezzi originali più un pezzo della tradizione folcloristica bulgara, Kalimankou Denkou, tutti a forte impatto melodico. 
Maestro è certamente un pianista con una decisa impronta classica, ma è allo stesso tempo in grado di rimanere ben radicato nel jazz, grazie ad una strepitosa vena improvvisativa che gli permette di buttare giù un gran numero di idee, pur all'interno di melodie stupendamente costruite.
Il suo playing ha quel tipo di approccio classico/melodico che può far ricordare grandi pianisti moderni come Esbjorn Svensson o Brad Mehldau, mentre nella sua musica coesistono in maniera sublime elementi di jazz, musica classica, sonorità folcloristiche est-europee e mediorientali.
In una raccolta così piena di calore e colori, è realmente difficile trovare dei pezzi che si elevino decisamente sugli altri, segnalerei il sublime Brave Ones, che riecheggia paesaggi bucolici, il delicato Paintings nel quale è maggiormente pronunciato l'approccio classico di Maestro, in particolare nel toccante preludio, a cui si aggiunge l'ottimo Roeder con l'archetto.
La prodigiosa tecnica di Maestro si evidenza nella bellissima melodia di The Flying Shepherd, un pezzo brioso e vivace che in avvio ricorda una Sonata per piano di Mozart, prima di prendere una direzione decisamente più ritmica grazie al poderoso drumming di Ravitz; quindi l'album si conclude con One for AC, dedicata al suo grande mentore Avishai Cohen, con una melodia che riprende le sonorità tipiche del grande bassista.
Un album che consiglio vivamente per cominciare ad apprezzare un pianista che, a mio parere, presto diventerà una vera star del firmamento jazzistico internazionale.
Indubbiamente molto importante nella riuscita di questo splendido album è la partecipazione di due eccellenti sideman come Jorge Roeder e Ziv Ravitz.
Roeder, originario di Lima, in Perù, è molto attivo in studio e sulla scena musicale di New York, facendo parte di numerosi progetti, come ad esempio il gruppo di Julian Lage, l'Avantrio e il Victor Prieto Trio. E’ membro fondatore e direttore artistico del gruppo di Sofia Reikoutsovitis che suona la musica sudamericana tradizionale, nonché composizioni originali jazz. Dotato di una tecnica eccellente, Jorge ha suonato con alcuni grandi musicisti jazz come Roy Haynes, Alex Acuna, Geoffrey Keezer, Steve Lacy, Maria Schneider,Kenny Werner and Matt Wilson.
Ziv Ravitz, nato a Beer-Sheva (Israele) da una famiglia di musicisti, ha fatto parte del Quartetto di Lee Konitz, durante questi ultimi anni, registrando due albums (uno in studio e uno Live at Village Vanguard). Ravitz a avuto l’occasione di suonare con musicisti come Hal Crook, Joel Frahm, Joe Lovano, Tomasz Stanko, Mick Goodrick, Eli Dejibri, Ralph Alessi, George Garzone, Ben Monder, Avishai Cohen, Omer Avital, Aaron Goldberg, Aaron Parks e Esperanza Spalding, Omer Avital Quintet, TAQ, Minsarah, Lee Konitz Quartet. Attualmente risiede anche lui a New York ed è uno dei batteristi i più ricercati.

Shai Maestro, nato in Israele il 5 febbraio 1987, fa parte del nuovo circuito di jazzisti israeliani (o di origini israeliane) che stanno scrivendo una nuova pagina del jazz newyorkese e non solo (tra cui vanno ricordati Avishai Cohen, Anat Cohen, Yuval Cohen, Omer Avital, Gilad Hekselman, Abi Lebovich). 
Maestro si è avvicinato al pianoforte all'età di cinque anni studiando musica classica. Già a otto anni ha iniziato ad ascoltare jazz grazie a un casuale incontro con i dischi di Oscar Peterson.
Dopo essere stato ammesso alla Thelma – Yellin High School of Performing Arts a Givataim, dove si è diplomato con il massimo dei voti, ha proseguito studiando e approfondendo la sua passione per la musica afro-americana fino all’ammissione alla Berklee College of Music di Boston.
Una volta trasferitosi a New York all’inizio dello scorso decennio, ha iniziato a frequentare i principali jazz club dove si è esibito da solo o in compagnia di musicisti di primo piano tra cui Jimmy Green, Jorge Rossy, Myron Walden, Ari Hoenig, Jonathan Blake, Anthony Hart.
Il grande colpo d’ala nella sua carriera è avvenuto con l’ingaggio nel trio di Avishai Cohen con il quale ha registrato quattro dischi e ha suonato in alcune delle principali jazz location del mondo e in svariati festival internazionali. 
Nel maggio del 2011 Maestro ha abbandonato la formazione di Cohen per perseguire una propria strada come bandleader, compositore ed arrangiatore.
Il Shai Maestro Trio fu costituito nel luglio del 2010 dopo una sessione in studio a Brooklyn. "Il collegamento tra noi tre era così forte che siamo diventati una band in maniera naturale. Fu subito evidente" dice Maestro.
Da allora, il trio è stato in tour in tutto il mondo, suonando in festival, sale da concerti e jazz club ricevendo incredibili accoglienze da parte del pubblico.
"Questo è solo il nostro inizio come band ... c'è così tanto da fare e le opzioni sono infinite. Sono molto curioso di vedere dove tutto questo ci porterà."

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