sabato 8 dicembre 2012

Miles Davis Quintet – Live In Europe 1969: The Bootleg Series Vol. 2

La Columbia/Legacy rende ancora una volta omaggio alla leggenda musicale di Miles Davis con la pubblicazione di Miles Davis Quintet - Live In Europe 1969: The Bootleg Series Vol. 2, la seconda edizione della annunciata serie Miles Davis Bootleg. 


Sequel del clamoroso successo di critica e pubblico, Miles Davis Quintet - Live In Europe 1967: The Bootleg Series Vol. 1, questa nuova serie va avanti di due anni e presenta il 'Terzo grande quintetto' di Miles, con Wayne Shorter, Chick Corea, Dave Holland e Jack DeJohnette, una formazione costituita da alcuni tra i più stimati musicisti jazz di allora come di oggi. 
Questo cofanetto di 3-CD +  DVD sarà disponibile il prossimo 29 gennaio 2013.
Live In Europe 1969 presenta alcune inedite performance dal vivo, pubblicate in precedenza solo su bootlegs, o molto rare. Questo nuovo cofanetto rappresenta la prima collezione importante dedicata esclusivamente al 'terzo grande quintetto', una formazione di breve durata (1969-70) con: Shorter al sax soprano e tenore, Corea al piano elettrico (e, occasionalmente, pianoforte acustico), Holland al basso acustico, e DeJohnette alla batteria.
Questa formazione (in tandem con altri musicisti) si cominciò a consolidare nelle sessioni di registrazioni del 1968-69 che portarono agli album Filles De Kilimanjaro e In A Silent Way. E fu il nocciolo del gruppo di musicisti riunito da Miles nel mese di agosto del 1969, per le sessioni di quello che divenne il punto di svolta della sua carriera, Bitches Brew.
Il 'Terzo grande quintetto' non è mai stato documentato in studio di registrazione. Nel tour europeo del 1969, documentato da questo nuovo cofanetto, ci sono alcune delle sole registrazioni esistenti del gruppo, e le prime legittime registrazioni audio pubblicate di questa formazione stellare.
A sottolineare il loro debutto ufficiale, oltre 43 anni dopo, c'è un superbo DVD multi-camera a colori filmato a Berlino nel mese di novembre del 1969.
Miles era in ottima salute nel 1969, dopo una dieta macrobiotica (insieme agli altri membri della band), ed aver rinunciato alle droghe. Di conseguenza, il suo playing non fu mai così forte come in questi concerti del 1969, con i suoi chops che raggiunsero un picco assoluto.
Live In Europa 1969 cattura il quintetto in tre differenti concerti, partendo da due set integrali al Festival Jazz di Antibes, in Francia sul CD 1 (del 25 luglio) e sul CD 2 (del 26 luglio). Il Cd 3 invece è tratto dal concerto di Stoccolma del 5 novembre, dove il quintetto apparve come parte del "The Newport Jazz Festival in Europa" dove furono introdotti dal produttore del festival e fondatore, George Wein.
Il DVD riprende gli interi 46 minuti di performance del quintetto alla Philharmonie di Berlino il 7 novembre 1969.
Come con Live In Europe 1967, il paradosso di Live In Europa 1969 deriva dal fatto che i concerti furono registrati dalle radio e dalle televisioni statali, un caso di burocrazie europee che (per fortuna) hanno provveduto alla conservazione del patrimonio jazz americano. Questo ha anche permesso alla Legacy di avere accesso ai master originali.
Le originali sorgenti audio e video di Live In Europe 1969 sono state rimasterizzate dai migliori tecnici disponibili; come per tutti i precedenti progetti storici della Legacy di Miles Davis nel corso degli ultimi due decenni, la rimasterizzazione è stato fatta dall'ingegnere, vincitore di Grammy Award, Mark Wilder. L'audio e il video di questo materiale è di gran lunga superiore a qualsiasi versione circolante in precedenza.
Nella tradizione delle storiche pubblicazioni Legacy, Live In Europe 1969 comprende un libretto con note di copertina complete. La confezione include anche tutti i dati discografici completi, così come rare e inedite fotografie e memorabilia.
Per questo cofanetto, il noto giornalista Josef Woodard, vincitore del ASCAP Deems Taylor Award per la scrittura jazz nel 1998, meglio conosciuto per i suoi scritti di jazz nel Los Angeles Times, ha scritto un esteso saggio intitolato Field Recordings from a Future-Leaning Past.  Il saggio presenta citazioni da un'intervista con Miles nel 1989, e le interviste in vari momenti (fino al 2012), con tutti i membri sopravvissuti della band. 
Live In Europa 1969 è stato prodotto da Richard Seidel e Michael Cuscuna, e co-prodotto da Steve Berkowitz, lo stesso team responsabile di Live In Europe 1967, tutti vincitori multipli di Premi Grammy.
La tracklist di Live in Europe 1969 rivela che il Quintetto stava suonando un ispirato e vasto repertorio. Il materiale spazia da In a Silent Way (It’s About That Time) a Bitches Brew (Miles Runs the Voodoo Down, Sanctuary, Spanish Key, Bitches Brew) per tornare indietro nel tempo con standard come I Fall in Love Too Easily (da Seven Steps To Heaven del 1963) a 'Round Midnight di Thelonious Monk.
In nessuna occasione Miles ha eseguito contemporaneamente composizioni della sua be-bop era ('Round Midnight), dell'era modale (Milestones del 1958), ballate e blues degli inizi degli anni '60 (I Fall In Love Too Easly, No Blues), materiale del 'secondo grande Quintetto' di metà/fine anni '60 (Footprints, Nefertiti) e dell'era elettrica di fine anni '60/inizio anni '70  (It’s About That Time, Spanish Key) come ha fatto ad Antibes.
E' cruciale notare come le versioni di Miles Runs The Voodoo Down e Spanish Key di Antibes furono eseguite dal vivo nel mese di luglio, ben prima delle storiche sessioni dell'agosto del 1969 di Bitches Brew, dove furono registrate in studio. Allo stesso modo, le versioni di Bitches Brew di Stoccolma e Berlino sono sentite parecchi mesi prima che l'album fosse pubblicato dalla Columbia Records nel mese di aprile del 1970.
Come in Live In Europe 1967, le interpretazioni delle composizioni non sono solo profondamente diverse rispetto alle versioni originali in studio di altre formazioni di Miles, ma differiscono anche selvaggiamente da una notte all'altra in questi quattro spettacoli, dimostrando ancora una volta il livello straordinariamente elevato di creatività tra questi musicisti.
Il cofanetto contiene anche numerosi esempi della abilità senza pari di Wayne Shorter come compositore, da Footprints (risalente a Miles Smiles del 1967) a diverse esecuzioni delle sue gemme, Nefertiti e Masqualero. Nel set per lo più acustico di Stoccolma, vi è anche un bonus track di This, una composizione di Chick Corea che non è mai stata ufficialmente registrata da Miles Davis.
Miles Davis Quintet - Live In Europe 1969: The Bootleg Series Vol. 2 è un indispensabile collegamento tra il lavoro di uno dei musicisti jazz più importanti ed influenti tra la fine degli anni '60, e la strada che avrebbe percorso negli anni '70. 
Come Jack DeJohnette ha detto a Woodard pochi mesi fa, "Miles continua a crescere e crescere e crescere", una cosa sorprendente da dire di un musicista dopo più di 20 anni dalla sua scomparsa.
Ma con Miles Davis Quintet - Live In Europe 1969: The Bootleg Series Vol. 2, ancora una volta si scava in profondità per rivelare un periodo poco conosciuto del lavoro di un gigante, visto e sentito suonare, con una incredibile band, una musica che era diversa da qualsiasi altra cosa registrata prima o dopo.
"E così," conclude Woodard, "queste importanti 'registrazioni sul campo' da un misterioso passato e da un futuro in svolgimento, ci portano in un luogo e un tempo inserito tra le fessure della storia di Miles Davis come essa viene comunemente intesa. Solo per questo motivo, questo è un documento culturale significativo per le orecchie e per le età, non solo per gli archivi".

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