giovedì 20 dicembre 2012

Michele Polga e Fabrizio Bosso al Torrione di Ferrara

È un dialogo a colpi di travolgente swing e formidabile perizia tecnica quello tra il sassofono di Michele Polga e la tromba di Fabrizio Bosso che, sostenuti da una sezione ritmica assolutamente portentosa (Luca Mannutza al piano; Luca Bulgarelli al basso e Tommaso Cappellato alla batteria), travolgerà il pubblico della torre estense del jazz nella serata di venerdì 21 dicembre (ore 21.30).


Alle porte del Natale, il sassofonista vicentino ci presenta il cd Live at Panic Jazz Club (Abeat, 2011), ovvero il frutto della registrazione del concerto tenuto proprio da questa formazione il 15 dicembre 2010 presso il noto jazz club di Marostica, Vicenza.
Già il giorno seguente Fabrizio Bosso mi disse che a suo parere il livello delle esecuzioni era ottimo e che se fosse stato un suo progetto avrebbe cercato di pubblicarlo: lo ascoltai e decisi di realizzare l’album.” racconta Polga in una recente intervista e ciò che emerge chiaramente, oltre alle indiscutibili doti di compositore del leader, è il magico interplay tra gli elementi del gruppo che conduce a esplorare territori intrisi di tradizione e innovazione con assoluta spontaneità e traboccante buonumore, totalmente contagioso.
Michele Polga vanta una solida formazione che include il conseguimento di una borsa di studio presso il prestigioso Berklee College of Music di Boston, nel 2001.
Da allora sono numerose le sue esibizioni sia in qualità di leader, sia di sideman a fianco di artisti, quali: Steve Swallow, Carla Bley, Maria Schneider, Paul Jeffrey, Eliot Zigmund, Jeff Gardner, Paolo Fresu, Franco D’Andrea e tanti altri; e altrettanto numerose le partecipazioni ad importanti festival nazionali.
Di Fabrizio Bosso, infine, appare ultroneo sperticarne lodi già ampliamente, e a ragione, consacrate da pubblico e critica pressoché mondiali.
Nell’alternarsi di brani originali a grandi classici sapientemente reinterpretati, la penna di Eugenio Mirti ha così descritto il progetto: “…La musica è incentrata su un hard bop spumeggiante, con assolo lunghi e ben sviluppati e un marcato equilibrio generale, che rende l’ascolto leggero pur nella notevole densità dei contenuti musicali. I solisti sono tutti di altissimo livello e la sezione ritmica è una vera ‘macchina pulsante’.”

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