martedì 11 dicembre 2012

Lecce Jazz Festival - Winter Edition

Torna vestito di freddo il Lecce Jazz Festival e torna per vestire ancora una volta di musica la Città. Si terrà il 27, 28 e 29 dicembre sul palcoscenico del Teatro Paisiello. Se l’edizione primaverile ha ospitato nomi ormai affermati del panorama jazzistico nazionale, l’edizione invernale punta sulle giovani promesse per riempire di calore, passione, talento e speranza il Teatro, la Città, questi tempi difficili.


Il Festival prevede nella serata di giovedì 27 dicembre due set, il primo con il trio composto da Roberto Gagliardi ai fiati e all’harmonium, Emanuele Coluccia al pianoforte e ai fiati e Maurizio De Tommasi alla batteria e alle percussioni. Tre navigatori di lungo corso, provenienti da luoghi diversi, che prenderanno a cuore una rotta e una meta. La rotta sarà il flusso del suono, la musica sarà il mare e le sue infinite forme. La meta è il tempo reale in cui vivono, e quindi, in ultima analisi, l'attimo, l'istante. L'improvvisazione più pura potrà trarre spunto da un famoso motivo melodico come da un canto di natale, da un jingle pubblicitario come da un celebre tema classico, oppure dall'interpretazione di una partitura contemporanea, o forse di un disegno, una foto, o un diagramma di elettronica.
Il secondo set ospiterà il nuovissimo progetto di Silvia Manco “Casa Azul” con brani originali scritti dalla Manco e con alcune canzoni messicane radicalmente riarrangiate , un progetto che si ispira alla figura della pittrice messicana Frida Kalho, alle sue tinte forti, alla sua visionarietà, al suo rapporto anticonvenzionale con la vita e l’arte. Per il Lecce Jazz festival la Manco sarà presente con un trio di recente formazione che ha le sue radici in Puglia (con Francesco Pennetta, batterista leccese molto attivo sulla scena, e Francesco Angiuli, bassista barese da poco rientrato alla base da un lungo soggiorno di studio e lavoro in Olanda). Il repertorio proposto attingerà alle produzioni precedenti con una proiezione verso la musica in divenire attraverso le composizioni originali e i nuovi arrangiamenti di brani che attingono a repertori anche inaspettati.
Venerdì 28 sarà la volta di due set di altissimo profilo: il primo con il solo di Gianni Lenoci. Dal 1979 Gianni Lenoci esplora le possibilità dell’improvvisazione contemporanea come pianista e compositore. Di quest’anno l’inserimento del suo nome nel Dictionnaire du jazz di Philippe Carles, Lenoci è docente di Prassi Esecutiva, Improvvisazione e Composizione nei corsi di jazz del Conservatorio “N. Rota" di Monopoli e pianista capace di collaborazioni con i massimi specialisti mondiali del jazz e della musica improvvisata come Massimo Urbani, Steve Lacy, Joelle Leandre, Steve Grossman, Enrico Rava, Glenn Ferris, Eugenio Colombo, Antonello Salis, Carlo Actis Dato, David Gross, Steve Potts, Carlos Zingaro, William Parker per citarne alcuni. La profonda libertà della sua musica crea una bellezza inquietante e misteriosa, rendendo ogni performance un evento unico, sempre in bilico tra avanguardia e tradizione.
Il secondo set della serata sarà affidato al Fabrizio Savino Quartet. Fabrizio Savino è un giovane chitarrista di grande potenzialità, che fa della passione e della ricerca i suoi fondamenti culturali, oltre che stilistici. E’ affamato di suoni, di contrappunti, di cambi di passo ritmico e melodico, ma allo stesso tempo è capace di misura e pieno controllo dinamico, unito ad un completo affiatamento con il resto del quartetto. Il suo ultimo lavoro “Aram” nasce dopo un percorso di studi e approfondimenti avuti in America precisamente a New York e verrà presentato in occasione del festival con un quartetto di giovani talenti: Enrico Zanisi al piano, Luca Alemanno al contrabbasso e Dario Congedo alla battera.
Sabato 29 si chiuderà il festival con un nuovo progetto del pianista Mauro Tre, pianista, compositore, animatore della scena jazz salentina da decenni. A questa scena, ai suoi elementi più giovani e promettenti guarda questo suo nuovo progetto: il Mauro Tre Young Lab che vede la partecipazione di Simone Stefanizzi alla tromba, Antonio Vantaggiato al contrabbasso e Marco Girardo alla batteria. Tutti e tre giovanissimi, intorno ai vent'anni, ma già ricchi di talento ed esperienze. Insieme ad esplorare il repertorio jazz degli anni '60 e '70, da Miles Davis a Bill Evans, da Freddie Hubbard a Herbie Hancock.
Dell’ultimo set di quest’avventura natalizia sarà ospite il trio di Alessandro Lanzoni. A soli 20 anni Alessandro Lanzoni è una delle personalità più interessanti della nuova scena jazzistica italiana, “Best Young Soloist” a Parigi nel 2010, in occasione dell'ultima edizione del concorso internazionale Martial Solal, la più prestigiosa fra le competition jazzistiche internazionali dedicate al pianoforte. Per il suo nuovo trio ha scelto due giovani musicisti di grande spessore: il contrabbassista di origine pugliese Matteo Bortone, formatosi al Conservatorio Superiore di Parigi, e il batterista romano Enrico Morello, già insieme a Lanzoni nel selezionatissimo gruppo che ha rappresentato Siena Jazz (come studenti del Master di alta specializzazione InJam) nelle trasferte di Panama e Boston.
Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00

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