venerdì 7 dicembre 2012

Le due date in Sardegna di Jan Garbarek

Jan Garbarek, una delle bandiere della casa discografica Ecm, tra i più grandi jazzisti della scena internazionale, arriva per due tappe in Sardegna in esclusiva per Rocce Rocce&Blues Winter's Edition: il 7 dicembre sarà al Teatro Verdi di Sassari e l'8 dicembre al Teatro Lirico di Cagliari.


Jan Garbarek è uno dei pilastri del jazz europeo. Uno dei più grandi sassofonisti che da quarant’anni entusiasma il pubblico con la sua musica definita da alcuni critici “di impatto scultoreo”. 
Perché il suono inconfondibile di Jan Garbarek non solo va ben oltre la dimensione convenzionale del jazz ma, secondo alcuni, si erge come monumento sonoro davanti all’ascoltatore. 
Artista schivo, che ama vivere lontano dai riflettori, Garbarek, col suo stile suadente e celestiale che è stato il vero grimaldello per la nascita e lo sviluppo dell’ambient-jazz. 
Jan Garbarek suonerà insieme al tastierista che lo accompagna da anni, Rainer Brüninghaus, al bassista brasiliano Yuri Daniel, special guest della serata, un autentico maestro delle percussioni, Trilok Gurtu, musicista indiano già partner privilegiato di mostri sacri come Pat Metheny, Joe Zawinul, Bill Evans, John McLaughlin e David Gilmore. 
La sua musica punta dritto all’anima grazie anche alla straordinaria facilità con la quale compone e improvvisa rendendola ora giocosa ora seria, ma sempre intensa più che sentimentale. 
Folgorato dalla musica jazz ad appena 14 anni, Garbarek comprò subito un libro per imparare a suonare il sassofono: “Quando ho potuto permettermelo ero veramente preparato e molto ansioso di suonarlo”. 
La passione nacque ascoltando alla radio John Coltrane, una scelta fortuita di modello. Ma il seguire le sue orme aprì a Garbarek nuovi orizzonti. Perché l’interesse di Coltrane per Ravi Shankar, ad esempio, lo avvicinò alla musica indiana nel 1963 e quindi alla possibilità di musica non occidentale.
Fu dal Coltrane Quartet che il giovane musicista scandinavo imparò la dinamica della band e le relazioni tra gli strumenti.
L’apertura di Coltrane verso gli spiriti più liberi della New Thing attirò l’attenzione di Garbarek che si concentrò in particolare su Pharoah Sanders, Archie Shepp e Albert Ayler. 
La Scandinavia, in quel periodo, era un vero paradiso per i musicisti americani e Garbarek ebbe molte opportunità di ascoltare e imparare da alcuni mostri sacri dell’epoca. 
Oggi, le sue scelte sonore irradiano un appagante senso di pace senza, per questo, sfiorare la noia. Garbarek, che nei suoi concerti trasmette tensione positiva, lasciando spazio fondamentale al respiro, sfugge ai tentativi di chi vuol creare etichette e categorie musicali definite. 
I suoi lavori – pubblicati su etichetta ECM – scalano normalmente le classifiche di jazz, classica e pop. I moltissimi dischi prodotti, i concerti nelle sale più importanti del mondo, la lunga collaborazione con Keith Jarrett e quella del tutto inedita con l’Hilliard Ensemble hanno dato al musicista norvegese una popolarità senza confini di genere. 

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