venerdì 14 dicembre 2012

Jason Moran: rendere il jazz personale

Sul blog Around the Mall dello Smithsonian Museum è stato pubblicato un bell'articolo su Jason Moran, recentemente diventato il Direttore Artistico del programma jazz del prestigioso Kennedy Center for the Performing Arts.


"Anche se la generazione di Mozart avesse indossato cappelli maschili piuttosto che parrucche incipriate, il pianista Jason Moran dubita che avrebbe optato per una carriera di musica classica oltre il jazz.
Anche se trova la musica classica europea, che ha studiato da quando aveva sei anni, bella artisticamente, essa non lo smuove emotivamente allo stesso modo del jazz, dice.
Il jazz, la musica classica americana, ha un suono che si riferisce ad una storia culturale con cui può identificarsi, e modelli di ruolo che lo hanno ispirato fin da quando era un adolescente cresciuto a Houston.
"Per me Thelonious Monk è diventata la cima della montagna," dice.
Ora, come consulente artistico per il Jazz presso il Kennedy Center for the Performing Arts, il vincitore del MacArthur Genius Award attinge da quei ricordi, per rendere il jazz sia personale che emotivamente coinvolgente per una nuova generazione.
Fare musica rilevante in modo che tocchi le persone dove essi vivono, è stato il focus di un recente evento al Kennedy Center, "Insider Event with Jason Moran," che ha offerto una visione delle aspirazioni di Moran per la musica jazz e per la programmazione educativa al Kennedy Center, un ruolo già tenuto dal suo mentore, il compianto pianista jazz Billy Taylor.
"Billy chiedeva, 'riesci a far ballare la gente? Stanno le persone ascoltando la tua musica, Jason?'", ricorda ciò che Taylor gli diceva per incoraggiarlo a rimanere in sintonia con i bisogni ed i sentimenti dei suoi spettatori.
Se la musica è un linguaggio universale, Moran è un articolato multi-linguista, che fornisce il giusto suono per l'occasione. All'innovativo e storico Mall del National Museum of African American History and Culture nel mese di febbraio del 2012, Moran suonò come artista jazz di scelta.
Durante l'incontro al Kennedy Center, le sue parole e i suoi pensieri fluiscono senza sforzo tra le sue risposte all'intervistatore Willard Jenkins ed il pianoforte che suona per sottolinearne musicalmente i punti.
"La musica è più che solo note. E' emozione," dice il 37enne pianista. Il pubblico più giovane ha bisogno di coinvolgimento emotivo nel loro apprendimento. Le persone ricordano la musica che li tocca, è generazionalmente rilevante ed emotivamente stimolante. Egli offre esempi.
Dopo la morte della nonna, dice di aver reso omaggio musicalmente al suo spirito, durante una riunione di famiglia, suonando un pezzo di Ellington, Single Petal of a Rose. Mentre l'artista racconta, la stanza si riempie con il suono della bella ed ammaliante melodia, con le improvvisazioni di Moran che rievocano i ricordi di sua nonna.
"Sapevo che le note che stavo suonando avrebbero fatto piangere i miei zii," ricorda Moran. Parlò alla sua famiglia, lasciando che la musica dicesse parole che la sua voce non riusciva a dire.
La notte delle elezioni, ha ospitato una festa al Millennium Stage del Kennedy Center. I partecipanti parlavano e guardavano i risultati sul grande schermo, mentre suonavano dal vivo jazz infuso con qualsiasi cosa dal Blue Grass all'elettronica, miste a canzoni di vecchie campagne come You Ain’t Seen Nothing Yet or Crazy, che era la sigla Ross Perot, dice Moran, suonando le melodie.
L'idea era quella di creare un'esperienza memorabile che rendesse il jazz, la musica della campagna, e le notizie politiche, una combinazione vincente.
Un altro recente programma jazz, ha presentato la band Medeski, Martin e Woods offrire un evento millenario, mentre più di 300 persone restarono in piedi per ore connesse con il jazz infuso questa volta con ritmi che andavano dal funk all'hip hop.
Un recente evento musicale ha invocato lo spirito del vaudeville e della scene dei jazz club del passato, quando Woody Allen suonava al Village Vanguard e Miles Davis condivise una serata con Richard Pryor. Presentato come un inno al jazz ed al divertimento, il comico David Allen Grier ha ospitato un programma che usava la commedia come un connettore per la musica.
Con gusti culturali che svariano da Fats Waller all'hip hop, dagli Afrika Bambaataa e Jaki Byard a sua moglie Alicia, una nota cantante d'opera, Moran dice che vede se stesso come una "guida turistica musicale" che offre alla gente "una storia musicale che è molto personale e coinvolgente."
Se lui ha una sua visione, la programmazione jazz al Kennedy Center diventerà un tour de force musicale, che rifletterà le molteplici gioie e dolori e che coinvolgerà la vita di tutti i giorni delle persone."

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