sabato 29 dicembre 2012

Hamid Drake ad Aperitivo in Concerto

Aperitivo in Concerto” presenta, domenica 20 gennaio 2013, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), un progetto musicale, affascinante quanto peculiare, ideato in collaborazione con il noto Punkt Festival, diretto in Norvegia da Brian Eno.


La percussività africana e afroamericana di Hamid Drake, uno fra i più grandi e acclamati batteristi sulla scena musicale internazionale, dialoga con la nuova improvvisazione nordica. 
Un connubio appassionante proprio per la sua apparente improbabilità: da un lato la piena coscienza della propria eredità africana e della sua evoluzione nell’ambito della cultura afroamericana, dall’altro un’estetica che, per quanto ispirata al jazz, ha intrapreso un cammino che guarda alla tradizione europea, sia colta che popolare, di stampo ovviamente nordico.
Può trovare un terreno comune un incontro fra il patrimonio musicale africano ed afroamericano e il mondo inquieto delle brume e dei fiordi, di Nielsen e Sibelius, di Grieg e Halvorsen, o, in questo caso, dei norvegesi Eivind Aarset (eccellente ed originale chitarrista, a lungo collaboratore di Ketil Bjornstad, Dhafer Youssef e Nils Petter Molvaer), Jan Bang ed Erik Honoré (maestri dell’elettronica, ideatori dell’acclamato Punkt Festival), Arve Henriksen (affascinante trombettista dalle magiche sonorità)
La risposta, nettamente affermativa, la offre proprio questo originalissimo ensemble, fatto di timbri e ritmi inusitati, di melodie dal sapore antico eppure modernissimo che si trasformano in elettronici e percussivi rituali incantatorî.
Lo straordinario batterista Hamid Drake è nato a Monroe in Louisiana nel 1955; la sua famiglia si trasferisce poco dopo ad Evanston , Chicago. 
Drake si è immerso da adolescente nell’ascolto di R & B e funk, di tutto il Motown, Stax e Atco. Ha iniziato a suonare in gruppi di Rhythm & Blues, ancora giovanissimo, attirando l’attenzione del sassofonista Fred Anderson, suo mentore. Dal 1974 in poi la loro collaborazione diviene sempre più stabile ed è continuata sino alla recente scomparsa del leggendario musicista. 
E’ lo stesso Anderson a introdurlo presso Douglas Ewart, George Lewis e gli altri componenti dell’AACM (Chicago's Association for the Advancement of Creative Musicians). Le sue influenze musicali più significative per quanto riguarda le percussioni risalgono a quel periodo, ovvero ad Ed Blackwell, Adam Rudolph, Philly Joe Jones, Max Roach, Jo Jones. Altro incontro fortunato è quello con Don Cherry da cui scaturirà un’altra avventura musicale duratura che risale al 1978 e che continua fino alla prematura scomparsa di Cherry nel 1995. 
Dopo aver conosciuto Don Cherry, Drake e il suo collega percussionista Adam Rudolph si sono frequentemente esibiti al suo seguito in Europa, occasione per dedicare più tempo all’esplorazione dell’infinito universo percussivo, condividendo con lo stesso Cherry il significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue infinite possibilità di trasformazione ed evoluzione. 
Il bisogno continuo di Drake di sperimentare le varie espressioni ritmiche dalle radici della musica lo conduce all’esperienza, alla fine degli anni ’70, del collettivo guidato da Foday Muso Suso, “Mandingo Griot Society”, una fusione fra tradizione musicale africana e narrativa, con l’inserimento di elementi jazz, funk, and blues, con cui ha registrato fin dall’album di esordio, approfondendo nel contempo l’universo reggae con band come Itals e Heptone. 
Negli anni è stato inventivo supporto ritmico di lungimiranti artisti tra cui Borah Bergman e Peter Brotzmann, con il quale ha suonato in quartetto con William Parker e Toshinori Kondo, Marylin Crispell, Pierre Dørge, il pianista compositore norvegese Georg Gräwe, Herbie Hancock , Misha Mengelberg , Pharoah Sanders , Wayne Shorter, Malachi Thompson, David Murray, Archie Shepp, Nicole Mitchell, Michael Zerang con cui celebra dal 1991 il Solstizio d’Inverno, Kent Kessler e Ken Vandermark nel DKV trio. 
Negli ultimi anni, nonostante i molteplici impegni di lavoro, dedica sempre più, parte della sua attività a progetti personali quali Bindu, Indigo trio (con Nicole Mitchell ed Harrison Bankhead) il trio con Antonello Salis e Paolo Angeli, il duo con il pianista Lafayette Gilchrist e con il talentuoso vibrafonista italiano Pasquale Mirra e, occasionalmente, con altri esponenti del panorama musicale europeo.

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