sabato 22 dicembre 2012

E' morto il pianista Ken Chaney

Il pianista, direttore d'orchestra, compositore e insegnante chicagoano Ken Chaney, che ha suonato un single di soul jazz che vendette milioni di copie nel 1968, è morto lo scorso mercoledì a Chicago. Ieri avrebbe compiuto 74 anni.


Oltre a guidare i suoi gruppi dagli anni '70 fino ad oggi, Chaney da giovane pianista accompagnò molti dei giganti del jazz che erano di passaggio in città (soprattutto per suonare al Jazz Showcase), assemblando delle sezioni ritmiche locali per le loro settimane di concerti a Chicago: Milt Jackson, Eddie Harris, Slide Hampton, David "Fathead" Newman.
Avendo svolto il suo compito, poi Chaney sarebbe tornato alla musica facendo da mentore ad un elenco molto più lungo di giovani di Chicago, molti dei quali hanno espresso la loro gratitudine su Facebook: le vocalists Dee Alexander e Kimberly Gordon; i bassisti Steve Hashimoto e Frank Russell (membro del trio di Chaney nel corso degli ultimi 30 anni); il pianista William Kurk; il trombonista Norman Palm, il bassista Marlene Rosenberg, e il batterista Vince Wilburn Jr. (nipote di Miles Davis), il quale ha ricordato di aver guardato la banda di Chaney, The Xperience, aprire il concerto Miles at the Auditorium Theater negli anni '70.
Nato e cresciuto ad Edmonton, in Canada, Chaney da adolescente ha diretto orchestre da ballo, quindi ha fatto la sua strada oltre il confine a Detroit, dove ha lavorato per breve tempo, prima di trasferirsi a Chicago nei primi anni '60.
In possesso di una solida e grintosa tecnica percussiva ed una notevole conoscenza della teoria armonica, Chaney esplorò interessi di ampio respiro, come l'ethos dell'epoca. 
Nel 1965 prese parte alla prima riunione di quella che sarebbe diventata l'Associazione per l'Avanzamento dei Musicisti Creativi (AACM), e nel 1967, insieme ai colleghi pianisti Muhal Richard Abrams e la defunta Jodie Christian, iniziò ad insegnare teoria musicale ad alcuni dei musicisti autodidatti più giovani che entravano nel bastione dell'avanguardia.
Ma entro l'anno si unì al trio soul jazz Young-Holt Unlimited per registrare la canzone Soulful Strut che in realtà era un pezzo vocale pubblicato in precedenza, Am I The Same Girl, con la voce del cantante rimossa e sostituita dall'assolo di Chaney. La versione strumentale divenne disco di platino in pochi mesi, vendendo oltre un milione di copie, schizzando al 3° posto della classifica della rivista "Billboard".
Young-Holt Unlimited si sciolse nel 1974, ma Chaney era già passato al progetto successivo: un sestetto post-hard-bop chiamato The Awakening. La band aggiornò il suono del Art Blakey’s Jazz Messengers aggiungendo il piano elettrico; il repertorio rifletteva la intelligente muscolosità di Woody Shaw, ma anche l'allucinata fusion di Pharoah Sanders.
La formazione aveva un cast promettente, tra cui il trombettista Frank Gordon, che poi si sarebbe unito alla Thad Jones-Mel Lewis Orchestra; il trombonista Steve Galloway, che aveva trascorso quasi due decenni nei Paesi Bassi prima di tornare a Chicago a metà degli anni '90, e il tenorista Richard [Ari] Brown, che presto abbandonò il suo nome di battesimo per diventare uno dei più importanti e conosciuti sassofonisti della AACM in città. 
Chaney ha diretto una riunione di The Awakening, con membri i originali Galloway e Brown, il mese scorso a  a Poznan, in Polonia.
The Awakening registrò un paio di album prima di sciogliersi, solo un paio di anni dalla nascita. 
Da allora in poi, Chaney ha lavorato costantemente in città, lucidando la sua reputazione (nonostante una escursione, per fortuna breve, verso lo smooth jazz negli anni '80). 
Egli non divenne mai molto noto fuori Chicago, ma comunque ebbe una carriera stellare almeno fino agli anni '90, dopo di che si affermò come uno stimato insegnante ed un mentore ancora più rispettato, facendo da guida (musicale e non) ad un paio di generazioni di giovani musicisti.

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