martedì 27 novembre 2012

New Street - Ben Powell

Stéphane Grappelli non è pronto per passare il testimone del violino jazz a Ben Powell, ma Gary Burton è un bel rimpiazzo per il pioniere del Hot Club. Infatti tra le numerose attrazioni di New Street, un album che mette in mostra i molteplici doni musicali del violinista di origine britannica, c'è la prima mondiale di Gary, un brano che Grappelli compose per Burton decenni fa, ma mai registrato dal leggendario vibrafonista. Un talent scout notoriamente astuto, Burton si unisce a Powell nel brano omonimo, insieme al brillante chitarrista Julian Lage.
New Street, un album autoprodotto uscito in maggio, riflette la sensibilità stilisticamente eterogenea di un musicista che affonda le proprie radici in distinti mondi musicali. 


Un prodigioso musicista classico che è diventato ossessionato con il jazz da adolescente, Powell suona swing con virtuosismo e brio, mentre esplora varie correnti del jazz moderno con uguale fluidità.
"Ho sempre voluto fare un omaggio a Stephane in un modo particolare", dice Powell. "Sapevo di voler dedicare alcuni brani del CD per fare questo, quindi con Gary e con il contributo di Julian questo è stato un omaggio davvero speciale."
L'album si apre con la ballata di Powell Judith, un pezzo caldo, amorevole che introduce il suo quartetto con il pianista Tadataka Unno, il bassista Aaron Darrell e il batterista Devin Drobka (notate il felice riferimento a Bach nelle ultime battute).
Poi ingrana una marcia più alta con la title track New Street, una corsa ad ostacoli con tempi alternati e intricate armonie post-bop.
Come il titolo di Monk 4 Strings suggerisce, Powell evoca l'abile uso della dissonanza ed il cauto umorismo di Thelonious, stratificando le parti di violino per creare tessiture più spesse. Per una pura emozione strumentale, è difficile superare Powell mentre esegue What Is This Thing Called Love con il chitarrista zingaro Adrien Moignard, il più giovane chitarrista rappresentativo della scena jazz mondiale Gypsy.
"Non sono tutti radicati nel passato", dice Powell. "Tutti loro attingono da tante influenze contemporanee per mantenere la musica in continua evoluzione. La proiezione del suono e la qualità del tono che riescono a creare con le loro chitarre acustiche è sorprendente. Mi piace il parallelismo tra questo e un bel playing del violino".
Powell ha recentemente trascorso sei mesi a Parigi, esibendosi ampiamente con musicisti gitani e forgiando strette amicizie, Moignard è una di loro. 
Mostrando con grazia la facilità con cui si muove tra jazz e classica, Powell segue con il suo arrangiamento per quartetto di Sea Shell, un classico pezzo per violino e pianoforte scritto agli inizi del '900. Con il suo violino che svetta su ricche armonie, è facile dimenticare che è un pezzo scritto interamente.
"Il vasto repertorio classico del violino mi dà la possibilità di esplorare questi due idiomi fianco a fianco. Essendo un violinista di formazione classica che suona jazz, mi piace miscelare queste sfere e spero di incoraggiare un maggior numero di violinisti a fare lo stesso."
Powell fa una convincente dimostrazione della compatibilità tra violino e voce su La Vie En Rose, un arrangiamento ispirato da Wynton Marsalis, che presenta l'agile cantante bostoniana Linda Calise.
"Il violino è considerato lo strumento con il suono più vicino alla voce umana. Non mi capita spesso di sentire violino jazz e voce insieme, così ho voluto celebrare questa combinazione."
Fulcro dell'album è però Gary, un brano che Grappelli ha scritto per Burton dopo il loro classico album Atlantic del 1969, Paris Encounter. Grappelli mandò il brano a Burton, che l'ha incorniciato ed appeso nel suo ufficio a Berklee.
Presentato a Burton dal compagno di studi alla Berklee, Julian Lage, Powell menzionò come fosse interessato a registrare un omaggio a Grappelli. "Gary disse: 'E' buffo che tu ne faccia menzione, perché Stéphane ha scritto una canzone per me'", dice Powell. "Ma era svanita nel corso degli anni. Fortunatamente Grappelli l'aveva registrata, ed ho una cassetta dell'album che avevo ascoltato per anni senza conoscere il nome del brano o che fosse stata scritta per Gary."
Arrangiata come un valzer, Powell ha registrato Gary come un intimo pezzo di jazz da camera, che mescola magnificamente i suoni di questa unica strumentazione.
Il trio contribuisce su un'altra incantevole performance in La Chanson Des Rues, una melodia popolare francese che Grappelli eseguiva spesso, e conclude l'album con l'arrangiamento di Powell di Piccadilly Stomp, un pezzo che Grappelli scrisse in occasione della sua prima visita a Londra prima della seconda guerra mondiale.
"Ho pensato che sarebbe stato molto divertente visto dell'angolazione britannica", dice Powell. "Ed ha funzionato bene con il trio, che incorpora le linee moderne nell'arrangiamento, pur mantenendo quella sensazione da Hot Club".
Nato e cresciuto a Cheltenham, una città piccola ma cosmopolita nel sud-ovest dell'Inghilterra, Powell è cresciuto circondato dalla musica classica. Sua madre è un insegnante di violino Suzuki e suo padre è un violoncellista classico.
Quando scoprì Grappelli nella sua prima adolescenza, Powell iniziò foneticamente a dettare il jazz sul violino e si unì a varie ensemble per condividere il suo amore per il jazz con gli altri. Allo stesso tempo, ha continuato intensamente a proseguire i suoi studi classici.
Durante i suoi ultimi tre anni di liceo, Powell fu selezionato per esibirsi con l'altamente competitiva National Youth Orchestra del Regno Unito. Il direttore Keith Lockhart era in servizio come ospite con l'Orchestra quando sentì improvvisare Powell.
Lockhart suggerì a Powell la Berklee College of Music come un luogo di studio, e dopo il suo ritorno a Boston  connesse Berklee con la sua scoperta. Entro un anno Powell era a Berklee, con una borsa di studio.
Affascinato dall'arrangiamento e dalla composizione, Powell si è laureato in composizione jazz seguendo ogni corso che poteva, mentre affinava il proprio "stringo-centrico" approccio alla scrittura.
Suonando regolarmente con una moltitudine di gruppi di studenti, è stato frequente componente di ensemble di studenti guidati dal sassofonista Joe Lovano, ed è stato premiato The Most Valuable String Player Award durante il suo primo anno al College.
Sorprendentemente, ha mantenuto un piede ben piantato nel mondo classico, esibendosi regolarmente con la Boston Philharmonic Orchestra diretta da Benjamin Zander. Non era insolito per lui  trascorrere il pomeriggio suonando con Lovano e la sera provando Brahms e Mahler con la Boston Phil.
Mentre era ancora al Berklee iniziò a suonare con il bassista Aaron Darrell e il batterista Devin Drobka, la sezione ritmica del suo primo album. Incontrò il pianista giapponese Tadataka Unno al Betty Carter Jazz Ahead Program a Washington DC.
Portato negli Stati Uniti da Hank Jones, Unno "suona come i vecchi cats, con quel tocco e controllo e con una maestria apparentemente senza sforzo allo strumento", dice Powell.
"Mentre l'album stilisticamente è prevalentemente orientato verso il jazz, ho provato ad accedere a quel mondo dove la musica jazz e classica si fondono dal punto di vista sonoro, soprattutto attraverso il suono del violino. Trovo che questo approccio mi si adatti personalmente, visto che sono emerso dal mondo classico per suonare jazz, attingendo sempre dalla mia tecnica classica per il suono. Volevo davvero fare questo album per celebrare il violino perchè sento che la sua voce e il suo spirito appartengano al jazz." 

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