giovedì 22 novembre 2012

Martin Tingvall - En Ny Dag

Sul sito de La Provincia di Cremona è stata pubblicata la recensione del nuovo album del pianista Martin Tingvall dal titolo En Ny Dag


En Ny Dag (etichetta Skip Records, distribuzione IRD) è il album in veste solistica di Martin Tingvall, il cui nome riporta direttamente a uno dei piano jazz trio più interessanti e apprezzati apparsi nell’ultimo decennio sulle scene del jazz europeo, il Tingvall Trio. 
Insieme al contrabbassista cubano Omar Rodriguez Calvo e al batterista tedesco Jürgen Spiegel, il musicista svedese — che dal 1999 risiede in Germania, ad Amburgo - ha costituito nel 2003 un organismo musicale collettivo che si è via via affermato in virtù di un’efficace combinazione tra freschezza melodica e un coinvolgente incedere ritmico. 
L’ultimo album del Tingvall Trio (Vagen del 2011) si è imposto anche nelle pop charts tedesche, mentre al gruppo sono andati i premi Echo Jazz della critica come ‘Ensemble of The Year’ e del pubblico come ‘Live Act of The Year’.
Senza trascurare gli impegni con il gruppo che gli ha dato la notorietà (durante il tour dell’autunno 2012 il trio registrerà un album dal vivo la cui uscita è prevista per la prossima primavera), Martin Tingvall affronta la dimensione del piano solo con altrettanta convinzione e determinazione. 
«E’ qualcosa di completamente diverso quando una persona racconta una storia e quando sono in tre a raccontarla », tiene a precisare il pianista, sottolineando le differenze di approccio tra i due ambiti espressivi. 
En Ny Dag (un nuovo giorno) segue un filo narrativo che si sviluppa nell’arco temporale di due notti: inizia con una stella cadente e finisce con la costellazione del Grande Carro. 
Nel mezzo storie che sono il frutto di emozioni vissute in prima persona, raccontate con grande sensibilità, ora rievocando la tradizione popolare scandinava, ora riandando con la memoria a compositori classici come Grieg, Bach o Chopin. 
Le dita dipingono sui tasti anche paesaggi la cui tranquillità è sinonimo di solitudine ma anche di serenità: le origini del pianista sono presenti come non mai in queste sue solitarie esplorazioni musicali. 
E anche in questo caso senso melodico e ritmico si integrano in modo esemplare, a conferma di una cifra stilistica che rende ormai ben riconoscibile il pianismo di Martin Tingvall.

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