giovedì 29 novembre 2012

Kletzmer ovvero jazz con l'energia di Avital

Sul sito de Il Giornale di Vicenza è stata pubblicata una belle recensione del recente concerto di Omer Avital al Panic Jazz Club di Marostica.


È sempre festa al Panic quando passa Omer Avital. 
Anche domenica scorsa il contrabbassista israeliano con la sua "Band of the East" (Greg Tardy al sax, Nadav Remez alla chitarra, Jason Lindner al piano e Daniel Freeman alla batteria) ha proposto il consueto jazz spensierato, a base popolare, ideale per trascorrere una serata nel segno della leggerezza. 
Per lui, e per il pubblico, si è trattato di un ritorno al passato perché la "Band of the East" (e il relativo album "Suite of the East") esiste dal 2006 e nasce dopo un soggiorno triennale di Avital nella sua terra d'origine, prima del ritorno a New York. 
Che cosa ha portato da Israele il bassista? Alcune sonorità mediorientali ma soprattutto lo spirito che anima la musica popolare ebraica importata dall'Europa centrale. 
Detto in altre parole, si scrive "jazz", si legge "kletzmer" e dei concerti kletzmer la Band of the East ha conservato lo spirito. 
Vale a dire, compresenza di suoni, sovrapposizioni, una buona dose di energia e spontaneità a profusione: se al posto del sax ci fosse stata una tromba, e un violino invece della chitarra l'identificazione con le comunità ebraiche dell'immaginario sarebbe stata completa.
In realtà Avital propone anche una buona percentuale di jazz nei suoi assolo e nelle parti affidate al sassofono di Tardy ma è un jazz orecchiabile non lontano da quello delle origini, che incrocia i gusti del pubblico e non si preoccupa di sperimentare: resta in linea con lo spirito della serata e mette di buonumore. 
In quest'ottica la Band of the East ha evidenziato elementi tipici della poetica di Avital (tra tutti lo sguardo al Mediterraneo orientale o l'attenzione a ritmi immediatamente leggibili), proponendo però un livello di complessità inferiore a quello di progetti successivi. 
Va precisato, inoltre, che nell'appuntamento che ha immediatamente preceduto Avital, sulla pedana del panic è salito Bobby Previte con il suo trio Plutino (e un ospite d'onore come il trombonista barese Gianluca Petrella) per la serata probabilmente più incisiva del 2012. 
Il confronto così immediato con un quartetto di campioni è impegnativo per chiunque e anche inconsciamente, tende a influenzare l'approccio di un pubblico che aveva ancora di fronte a sé la magia di pochi giorni prima. 
Con Avital, in definitiva, doveva essere festa e così è stato, immaginando le orchestre dell'Europa centrale e la casa di Ramat Gan in Israele dove il contrabbassista si rifugia quando cerca l'ispirazione lontano da New York.

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