martedì 13 novembre 2012

John McLaughlin and the 4th Dimension: Now Here This

Sono passati due anni da quando John McLaughlin pubblicò l'acclamato To the One (Abstract Logix, 2010), la sua prima registrazione in studio con The 4th Dimension, il secondo gruppo per durata dell'innovatore chitarrista dopo la fusione east-meets-west di Shakti. 


Commenti come "... ascoltando le sue improvvisazioni ... non si hanno dubbi sul fatto che [McLaughlin] è in una ispirata forma creativa," (Ian Patterson, AllAboutJazz.com), e "... questi   40 minuti documentano una febbre di una energia collaborativa." (John Fordham, The Guardian) non lasciano dubbi sul fatto che il ritorno di McLaughlin alla fusione elettrificata, che egli per primo innovò più di 40 anni fa, nei gruppi guidati da Miles Davis, dal leggendario batterista Tony Williams e, naturalmente, dalla sua sconvolgente Mahavishnu Orchestra, è inimitabilmente elettrizzante ed emozionante come sempre.
Mentre Now Here This riflette una versione leggermente (ma significativamente) modificata del 4th Dimension, in particolare grazie all'assunzione del portentoso batterista indiano Ranjit Barot, che fu già sentito nell'album di debutto del 2008 per l'Abstract Logix, Floating Point, gli indicatori che hanno definito questo gruppo come uno dei migliori di fusion pedal-to-the-metal di McLaughlin dai tempi della Mahavishnu Orchestra, rimangono intatti, ma con un ancora maggiore finezza in contrasto con il suo potere illimitato e con l'energia viscerale.
Il bassista camerounense Etienne M'Bappe è tornato dopo To the One, come il tastierista/batterista Gary Husband, l'unico altro membro fondatore del The 4th Dimension, sentito per la prima volta sull'acclamato Industrial Zen (Verve 2006).
Malgrado non ci sia un concetto palese come corrente sotterranea in Now Here This - mentre To the One era un'omaggio alla ricerca spirituale del sassofonista John Coltrane, che ha perseguito per tutta la vita non diversamente da McLaughlin - questa serie di otto nuovi originali di McLaughlin sono collegati con la decennale passione per la musica indiana del chitarrista, con il suo virtuosismo senza sforzo, e con un lirismo implacabile che rimane una pietra di paragone, anche quando il chitarrista prova a triturarlo quasi alla velocità della luce. 
Lo stupefacente contributo di Husband su Now Here This metterà a tacere tutti le voci che il suo modo di suonare la tastiera è secondario nel suo kit lavorativo, anche se continua a non far mancare la sua potenza percussiva al The 4th Dimension, e con ancora più successo, con Barot alla batteria.
E se M'Bappe non fa mancare i suoi chops, e la sua abilità di metterli sul tavolo senza sacrificare il groove e, quando richiesto, il bisogno di spazio lo rendono il complemento ideale per i suoi compagni di band.
Se To the One fu "... semplicemente il miglior album McLaughlin in oltre un decennio ..." (John Kelman, AllAboutJazz.com), Now Here This alza la posta ulteriormente, con maggior fuoco,  finezza e libero interplay.
Un album che sicuramente entusiasmerà i fan di lunga data di McLaughlin, mentre per quelli che sono nuovi al suo legame incendiario con le ritmiche complessità  Indo-centriche, le innovative disposizioni armoniche e l'impareggiabile slancio improvvisativo, Now Here This è una perfetta introduzione, che sicuramente gli incoraggerà ad immergersi nella lunga ed innovativa discografia di questo chitarrista leggendario.

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