martedì 20 novembre 2012

Jim Hall Trio questa sera a Bologna

Classe 1930, Jim Hall sta alla chitarra jazz come Sonny Rollins sta al sassofono. Questa sera in esclusiva nazionale al Bologna Jazz Festival, l’ottantaduenne chitarrista originario di Buffalo e protagonista di leggendarie incisioni e collaborazioni con lo stesso Rollins, con Bill Evans, Art Farmer, Paul Desmond e Ron Carter, non solo delizierà il pubblico con uno straordinario concerto alla guida del suo trio (con Steve La Spina al contrabbasso e Anthony Pinciotti alla batteria), ma incontrerà gli appassionati rispondendo ad alcune domande nel pomeriggio.


Convinto dapprima che nel suo futuro vi fosse spazio solo per l'insegnamento e la musica classica, nel 1955 decide di dare una svolta alla sua vita e si trasferisce dal nativo Ohio a Los Angeles, dove entra nella band di Chico Hamilton, con Buddy Collette all'organo, Freddie Katz al violoncello e Carson Smith al contrabbasso.
Con questa formazione, Jim Hall comincia ad attirare l'attenzione nazionale e internazionale. Nel 1957 il sassofonista Jimmy Giuffre gli chiede di formare un trio con il trombonista Bob Brookmeyer.
L'idea di Giuffre era di avere tre linee di improvvisazione che interagivano contemporaneamente, senza nessuna ritmica a tenere il tempo metronomico e il risultato di questo esperimento è una delle più innovative sperimentazioni dell'epoca.
Nel 1960 si sposta a New York, dove si susseguono le collaborazioni con le eminenze grigie del tempo: prima con Lee Konitz e poi con Ella Fitzgerald.
Nel corso di un tour in America latina con la Fitzgerald, Jim rimane "folgorato" dalla musica locale. Le influenze brasiliane si faranno sentire negli album incisi successivamente con Sonny Rollins e con Paul Desmond.
Anche la collaborazione con Rollins lascerà una traccia nello stile di Jim Hall, in cui spesso gli assoli sono ispirati al fraseggio dei fiati.
Non è facile individuare nei dischi di Hall un riff ricorrente, ma è significativa l'interazione tra elementi melodici, armonici e ritmici che hanno fatto definire il suo come uno stile "compositivo".
Dal 1962 al 1964 guida un quartetto con il trombettista Art Farmer. Nello stesso periodo incide alcuni significativi dischi in duo con il pianista Bill Evans (Undercurrent e Intermodulation).
Dalla metà degli anni '60 comincia a registrare album da leader e forma un trio, senza smettere di dedicarsi a sperimentazioni, come quella con il bassista Ron Carter (Alone Together) utilizzando talvolta combinazioni inconsuete, come ad esempio quella tra chitarra e trombone (nuovamente con Bob Brookmeyer).
Il chitarrista statunitense è stato più volte chiamato a condurre seminari in tutto il mondo, grazie alle sue doti comunicative e al suo desiderio di condividere con altri le sue esperienze artistiche.
Per questa sua caratteristica, oltre al lavoro svolto con il suo trio, Jim ha sempre cercato di ospitare, nei dischi e nei concerti dal vivo, musicisti di ogni estrazione: da Joe Lovano a Kenny Barron, da The New York Voices a Zoot Sims, da Michel Petrucciani a Wayne Shorter.
Talvolta si è trattato di incontri occasionali, durati lo spazio di una session. Spesso, però, queste collaborazioni sono state documentate su disco e talvolta sono sfociate in veri e propri progetti discografici comuni, come ad esempio i recenti duetti con Pat Metheny e Bill Frisell, due dei più innovativi chitarristi del jazz contemporaneo che non nascondono che il loro maggiore referente stilistico ed espressivo risiede proprio nella persona di Jim Hall.
Ma Jim Hall non è solo uno dei più famosi chitarristi jazz viventi, è universalmente acclamato dalla critica anche per il suo talento come compositore e arrangiatore: il primo riconoscimento formale in questo senso gli è arrivato nel 1997, quando è stato insignito del premio come “Best Jazz Composer/Arranger” dal New York Jazz Critics Circle.
Una delle sue più recenti composizioni è un concerto per chitarra e orchestra, commissionato dalla Towson University del Maryland in occasione del primo congresso mondiale di chitarra (World Guitar Congress).
Suonato per la prima volta nel giugno 2004 con l’orchestra sinfonic di Baltimora, Peace Movement - questo è il titolo del concerto - è indicativo di come il desiderio di Hall sia quello di contribuire alla pace mondiale attraverso la propria musica. Hall, infatti, considera la musica come un strumento di unione dei popoli capace di attraversare le barriere, siano esse geografiche, ideologiche, religiose o di qualsiasi altro tipo.
Nel discorso di accettazione del premio “NEA Jazz Masters Fellowship” nel gennaio 2004, ha detto: “Le donne e gli uomini che hanno ricevuto questo premio nel passato, hanno diffuso pace e amore nel mondo, così come dovrebbero fare i governi. Sono felice di essere annoverato fra i portatori di pace.”
Jim Hall ama condividere il processo creativo che lo conduce a nuove registrazioni con il suo pubblico e spesso lo fa attraverso il proprio sito internet (www.jimhallmusic.com). Jim e la moglie Jane, psicoanalista e songwriter, vivono a New York nel Greenwich Village con il loro cane Django.

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