mercoledì 31 ottobre 2012

Week-end di grandi concerti nei jazz club italiani

In questo lungo ponte dei morti i principali jazz club e la sale da concerto italiane ospiteranno una serie di grandi appuntamenti con il jazz nazionale ed internazionale.


In ordine assolutamente casuale, inizio l'elenco dal Panic Jazz Club di Marostica che la prossima domenica 4 novembre ospiterà il quintetto Soulgrass del sassofonista Bill Evans composto da Bill Evans: sax, Frank Gravis: basso, voce, Josh Dion: batteria, voce,  Mitch Stein: chitarra, voce e Ryan Cavanaugh: banjo elettrico.
Dopo gli esordi con il suo maestro e mentore Miles Davis, Bill Evans ha attraversato con successo oltre 20 anni di carriera come artista solista ed è stato ripetutamente nominato ai Grammy, esplorando una varietà di approcci alla musica che vanno ben oltre i confini del jazz tradizionale. Il sassofonista si è avvicinato all’hip hop, alla fusion, al reggae, al funk ed alle atmosfere brasiliane, ed in questa occasione propone un concerto in bilico tra jazz, bluegrass soul e funky.

All'Auditorium Parco della Musica di Roma, il prossimo sabato 3 novembre, nell'ambito del Roma Jazz Festival, è in programma il concerto di Francesco Bearzatti "Tinissima 4et" (Francesco Bearzatti sassofoni, clarinetto, xaphoon, electronics; Giovanni Falzone tromba, human effects; Danilo Gallo contrabbasso, basso elettrico; Zeno De Rossi batteria e percussioni; Andrea Vanni live video).
Bearzatti è, senza dubbio, uno dei nomi di punta del jazz italiano. Dopo i progetti “Tina Modotti” e “Suite per Malcolm X” (Parco della Musica Records) accolti con successo dalla critica e dal pubblico in Italia e all’estero, il sassofonista, con il suo quartetto, celebra Thelonious Monk in modo originale. Tutta l'energia e la potenza dei più famosi pezzi del rock (Led Zeppelin, Pink Floyd, Lou Reed, Michael Jackson) si intersecano con i temi più famosi del compositore scomparso 30 anni fa, personaggio fra i più straordinari che il jazz abbia conosciuto. Negli ultimi anni infatti Monk è stato oggetto di un’attenta rivalutazione da parte della critica, che lo ha trattato a lungo come un compositore leggero e superato, mentre in realtà la nuova scena basata sull’improvvisazione lo eleggeva idealmente a proprio modello. 

Al Blue Note di Milano, venerdì 2 novembre, si potrà ammirare il trio del pianista Jacky Terrasson con Burniss Earl Travis al contrabbasso e Justin Faulkner alla batteria. Terrasson presenterà il suo nuovo album “Gouache” con cui abbina la tradizione modernista europea (ascoltandolo possono a volte venire in mente Debussy e Ravel) e l’alta scuola dell’improvvisazione pianistica jazz, in linea con una tradizione che da Art Tatum, passando per Bud Powell, Ahmad Jamal e Thelonious Monk, arriva a Bill Evans. Ciò che sorprende nel suo modo di suonare sono l’improvvisa comparsa di citazioni e trame fantasiose, il senso naturale del ritmo e un dinamismo fuori dal comune.
Domenica 4 novembre, invece sarà in scena il celebre cantante Vinicius Cantuaria, cultore della bossanova più tenue e rarefatta del maestro Jobim. Astro nascente della scena brasiliana Cantuaria reinventa il genere con il piglio dell’innovatore, come testimoniano le collaborazioni celebri con David Byrne, Arto Lindsay e Laurie Anderson. Interprete sofisticato, ma anche dotato percussionista e chitarrista, è autore di numerosi brani portati al successo da Caetano Veloso, Gal Costa e Gilberto Gil.

Un grande appuntamento è previsto per venerdì 2 novembre al Torrione Jazz Club di Ferrara, dove sarà di scena il quintetto di Ambrose Akinmusire (Ambrose Akinmusire, tromba; Walter Smith III, sax tenore; Sam Harris, piano; Harish Raghavan, basso; Justin Brown, batteria).
Ambrose Akinmusire è una delle nuove stelle del jazz. A soli 29 anni il trombettista californiano vanta già collaborazioni di grande prestigio come quelle con Joe Henderson, Joshua Redman e Steve Coleman e due dischi da leader osannati dalla critica. La sua cifra principale risiede nella profonda e personalissima coesione che emerge nelle sue partiture di gruppo, eseguita assieme a compagni di lunga data, tutti tra i migliori talenti della loro generazione.

Scendendo al Sud, domenica 4 novembre, lo Ueffilo Jazz Club di Gioia del Colle, ospiterà il trio dell'organista Joey De Francesco con Paul Bollenback alla chitarra e il giovane talento Jeremy Thomas alla batteria. Joey DeFrancesco è considerato l'erede indiscusso del più grande organista di tutti i tempi, Jimmy Smith. Viene da una famiglia di musicisti. Suo nonno Joseph DeFrancesco era un sassofonista. E suo padre un ottimo organista a sua volta. A 18 anni intraprende il primo tour a suo nome col proprio quartetto. A 22 anni, John McLaughlin lo chiama insieme al batterista Dennis Chambers per formare il gruppo dei "Free Spirits". Questa band suonerà per più di 4 anni. Joey ha girato tutto il mondo per molti anni, e in tutto questo tempo ha suonato e registrato con i migliori musicisti tra i quali: Ray Charles, George Benson, Jimmy Smith, John Scofield, Bette Midler, David Sanborn, Arturo Sandoval, Frank Wess, Benny Golson, James Moody, Steve Gadd, Elvin Jones, Jimmy Cobb, Joe Lovano e moltissimi altri. Joey ha vinto il Down Beat Award (il più prestigioso premio internazionale per il jazz) ogni anno dal 2002, così come il Jazz Journalist Award. Nel 2004 ha una nomination al Grammy Award per il suo disco "Falling in love again" e ancora nel 2010 per "Never can say goodbye".

Giovedì 1 novembre, il Jazz Club Perugia invece ospiterà il concerto del duo composto da Gino Paoli & Danilo Rea. I due artisti, che si esibiranno all'Auditorium dell'Hotel Gio' Jazz Area alle 21,30, presenteranno il loro ultimo album dal titolo ''Due come noi che...'', che raccoglie alcuni dei piu' grandi successi di Paoli e di autori come De Andre', Tenco, Bindi, Lauzi, Brel e Pagani. Gia' insieme nel progetto ''Un incontro in Jazz'' di cui il Parco della Musica Records ha pubblicato l'album ''Auditorium Recording Studio'' (2011), Paoli e Rea hanno rinnovato il sodalizio realizzando questo disco, uscito lo scorso primo ottobre. A Perugia, quindi, festeggeranno il primo mese di tour promozionale che, ovunque, sta collezionando consensi.

Ancora ottima musica italiana a Fano, venerdi 2 novembre al "Pala J" del Porto Turistico Marina dei Cesari con il concerto del Pozza - Cigalini Quartet (Mattia Cigalini - sax alto, soprano; Andrea Pozza - piano; Aldo Zunino - c.basso; Stefano Paolini - batteria). Standards e brani originali per un quartetto esplosivo, che unisce l' esperienza di Andrea Pozza alla ricchezza espressiva del più grande giovane talento del sax alto, Mattia Cigalini. Tutto questo con l'apporto insostituibile di Aldo Zunino e Stefano Paolini, una ritmica tra le più richieste. Il repertorio accompagnerà lo spettatore attraverso momenti che ripercorreranno tappe salienti della tradizione jazzistica, fino a brani più moderni ed originali, propri del jazz contemporaneo. Brani di Cannonball Adderley, Thelonious Monk, George Shearing ed anche di Andrea Pozza e Mattia Cigalini.

Infine merita una segnalazione il duplice appuntamento, giovedi 1 e venerdì 2 novembre, organizzato dal club romano AlexanderPlatz, con il sassofonista Perico Sambeat. Perico Sambeat è oggi considerato uno dei più grandi musicisti jazz di Spagna. La sua notorietà è la conseguenza della sua straordinaria carriera a livello internazionale contrassegnata da oltre 20 album come leader e un centinaio come sideman, con artisti del calibro di Brad Mehldau, Kurt Rosenwinkel, Tete Montoliu, Michael Brecker, Pat Metheny, e molti altri. Saldamente ancorato al potente e brillante linguaggio hard-bop, come testimoniano le sue strepitose collaborazioni si muove con primaria abilità nei territori moderni del jazz americano. Durante la sua vita ha ricevuto numerosi premi, tra i quali spicca il "Premio Bird" dal North Sea Jazz Festival 2003, come migliore musicista. Finalmente, il prossimo dicembre 2012, calcherà anche i palchi dei jazz club e dei festival più prestigiosi d'Italia alla guida del suo quartetto italiano composto da Daniele Gorgone al pianoforte, Massimiliano Rolff al contrabbasso e dal batterista Nicola Angelucci. 

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