martedì 30 ottobre 2012

The Bryan Ferry Orchestra - The Jazz Age

Se mai c’è stata un’icona musicale e una decade destinate ad incontrarsi esse sono Bryan Ferry e i ruggenti anni ‘20. l’artista come macchina creativa, con una sorprendente carriera di infinite sorprese, gioie e innovazioni, e la decade – un periodo di decadenza e modernità e giovani brillanti – percorsa da un brivido.


Perciò per celebrare il 40° anniversario della sua incredibile carriera sia come artista solista che come fondatore dei Roxy Music, Ferry ha ri-registrato alcune delle sue composizioni, eseguite dalla The Bryan Ferry Orchestra nello stile musicale degli anni ’20.
Spinto dal fascino esercitato da quel periodo tra le due guerre noto come ‘The Jazz Age’, Ferry ha registrato le canzoni in versione strumentale. “Molta della musica che ascolto oggigiorno è strumentale," spiega "e volevo che le mie canzoni avessero una vita alternativa, una vita senza le parole.”  
Per il gruppo, Ferry ha riunito molti dei grandi jazzisti inglesi che hanno suonato sul suo precedente tributo agli anni ’30,  l’album ‘As Time Goes By’, compreso il pianista che lo accompagna da anni e suo direttore musicale Colin Good, col quale Ferry ha lavorato a stretto contatto sui nuovi arrangiamenti.
The Jazz Age’ è una raccolta contagiosa di brani senza tempo che risvegliano lo spirito degli  Louis Armstrong's Hot Seven, dei  Wolverines di Bix Beiderbecke e dell’Original Dixieland Jazz Band.
Dall’incedere impetuoso di ‘Virginia Plain’ agli intrecci immortali ‘Slave To Love’, ‘Avalon’ e ‘Reason or Rhyme’ – nessuna sfumatura dalla tavolozza degli stili musicali di Ferry viene a mancare.
The Bogus Man’, che fece il suo esordio su For Your Pleasure nel 1973, risveglia il jungle sound della Duke Ellington's Cotton Club band, mentre gli arrangiamenti di ‘Don't Stop the Dance’ potrebbero essere usciti dalla penna del grande Don Redman. 
Ferry ha realizzato una colonna sonora per quei parti infiniti a base di champagne documentati da F. Scott Fitzgerald, e per una generazione completamente nuova. Soprattutto  ‘The Jazz Age’ è puro splendore Gatsbyano – irresistibile e incantevole, un disco dal fascino devastante col quale siamo sempre in complice estasi.
Prodotto da Bryan Ferry e Rhett Davies, 'The Jazz Age' verrà pubblicato il  27 Novembre  2012 su CD e in digital download.

3 commenti:

  1. Elfio, ma chi ha scritto questo panegirico per un artista dimenticabile senza rimorsi?
    A parte questo, vedo che ti stai anche tu ecumenizzando: Joe Jackson prima, Brian Ferry dopo... entrembi perfetti per il festival di Torino.

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  2. Il bello è che si danno tutti al "jazz".

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  3. Eh, capiteli, invecchiano, devono/voglion rifarsi una verginità. Sono felice che i gruppi rock che preferisco, tipo Slayer o Motorhead, mai si sognerebbero di fare 'ste merdate.

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