giovedì 27 settembre 2012

Soulful Corner

Voglio segnalare un blog che personalmente mi piace molto; si tratta di Soulful Corner un blog dedicato alla black music in tutte le sue varianti, dal blues al jazz al soul all' R&B all'hip-hop.
In uno dei suoi ultimi post ha pubblicato un bel profilo della grande Shirley Horn di cui pubblico un estratto:


Stasera vorrei parlarvi di una grande artista, cantante e pianista, figura fondamentale del jazz di tutti i tempi; il suo nome è Shirley Horn.
Negli anni ’60, grazie a Miles Davis, che l’aveva scoperta, la sua popolarità comincia a crescere, ed il suo stile comincia a cristallizzarsi in forme che ricordano importanti pianisti dell’epoca, tra cui uno dei principali è sicuramente il grande Bill Evans. 
E la formazione del trio, di cui appunto Bill Evans è il principale rappresentante, è proprio quella in cui Shirley Horn si trova maggiormente a suo agio; in particolare quelle meravigliose ballate jazz, lente, soffuse, delicate, accompagnate da quella voce cosposa ma quasi appena sussurrata, controllata,  sono proprio il cavallo  di battaglia di questa amata artista.
Shirley Horn comunque, per tutti gli anni ’60 e per la prima metà degli anni ’70, rimane ai margini della scena musicale, in parte anche per potersi dedicare alla famiglia; sempre in quegli anni inizia ad incidere album per piccole etichette discografiche, ma senza ottenere particolari attenzioni; tra l’altro, per motivi contrattuali, le veniva spesso impedito di suonare il pianoforte durante le registrazioni in studio; il che, comprensibilmente, non le consente di esprimere al meglio la sua arte ed il suo genio.
La svolta avviene alla fine degli anni ’70, quando Shirley Horn inizia ad incidere una serie di album per l’etichetta danese SteepleChase. 
In questi album, i primi in cui l’artista riesce ad essere totalmente se stessa, Shirley si guadagna una certa popolarità, anche in Europa; due di questi album, “All Night Long” e “Violets for Your Furs” sono due album live registrati durante il North Sea Jazz Festival, importante festival jazz olandese; in particolare “Violets for Your Furs” è di grande bellezza. 
Notevole è anche il successivo “The Garden of the Blues”, sempre appartenente al periodo SteepleChase, dove Shirley Horn interpreta, a suo modo, noti pezzi di Curtis Reginald Lewis, compositore americano di classici jazz.
Dopo il bellissimo “Softly”, del 1987, registrato per l’etichetta Audiophile, la carriera di Shirley Horn subisce una nuova svolta; infatti, l’artista inizia ad incidere album per la prestigiosa etichetta Verve, sempre accompagnata da un federe trio che, da adesso in poi, diventa stabile; infatti Steve Williams alla batteria e Charles Ables al contrabbasso diventano i  fedeli compagni di viaggio con cui Shirley Horn inciderà meravigliosi album, per i successivi 15 anni. 
Riguardo a questo storico trio, il critico musicale Don Heckman, sul  Los Angeles Times del  2 febbraio 1995, dichiarò che …”lavorando con estrema cura, seguendo ogni sua sottile e inattesa improvvisazione, i due risultano essere gli accompagnatori ideali di un’artista che non tollera chiaramente nulla che non sia la perfezione”; e questa simbiosi, questa armonia, questo totale feeling tra Shirley Horn e i suoi musicisti si avvertono nitidamente ascoltando gli album Verve, che, nell’insieme, secondo me, rappresentano la parte più importante e meglio riuscita della sua carriera....
(continua a leggere sul blog originario)


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