domenica 29 luglio 2012

Hiromi chiude la decima edizione del Barletta Jazz Festival

Domenica 29 luglio l’ultimo grande appuntamento del Barletta Jazz Festival vedrà la straordinaria pianista Hiromi che si esibirà in piano solo per regalare al suo pubblico i suoi incredibili virtuosismi e la sua grande abilità nel fondere jazz e free jazz tradizionale con musica elettronica e sonorità orientali. 


Il concerto è frutto della collaborazione, inaugurata lo scorso anno e che ha coprodotto anche il concerto del Brad Mehldau Trio, con il Barletta Piano Festival, manifestazione presente ormai da diversi anni nel panorama della musica classica. La sinergia creata, è la dimostrazione del fatto che l’unione fa la forza, soprattutto in un momento che vede sempre più ridursi il sostegno alle manifestazioni d’interesse artistico e culturale. 
Hiromi Uehara prese le prime lezioni di piano all'età di 6 anni, dimostrandosi subito dotatissima, precoce e rapida nell'apprendere. All'età di 7 anni entrò a far parte della prestigiosa Yamaha School of Music, e a 12 anni si esibì per la prima volta in pubblico con orchestre di prestigio. A 17 anni ebbe l'occasione di suonare dal vivo con il pianista Chick Corea, uno dei padri del genere fusion. 
Egli, avendo sentito del talento della ragazza, decise di incontrarla a Tokyo e, dopo un provino, la invitò a partecipare al concerto che avrebbe tenuto nella città il giorno seguente. 
Nel 1999 Hiromi si iscrisse al prestigioso Berklee College of Music di Boston dove ha l’onore di studiare con il grande Oscar Peterson ed arrivare ad aver una tecnica ed un’espressione musicale tutta sua. 
Le influenze rock, progressive, jazz, fusion l’hanno resa un’artista originale ottenendo grandi riconoscimenti e premi per tutti i suoi dischi. Alla Berklee conosce il celebre pianista Ahmad Jamal che col tempo è diventato suo mentore. Si diploma con il massimo dei voti nel 2003. Dello stesso anno è il suo EP dal titolo "XYZ". 
Il suo debutto arriva con l’album d’esordio Another Mind, prodotto dal bassista Richard Evans, già suo insegnante alla Berklee, e da Ahmal Jamal. Centomila copie vendute e svariati premi, tra cui Album of the Year, da parte della Recording Industry Association of Japan. 
Hiromi continua la sua straordinaria carriera portando la sua musica in tour in tutto il mondo e partecipando ai più prestigiosi Jazz Festival internazionali. Nel 2004 ha pubblicato Brain, seguito da un tour di concerti che l'ha riportata, tra gli altri, all'Umbria Jazz dove ha aperto l'esibizione dei "Big Four": Hancock, Shorter, Corea e Blade. Questo album, costituito da 8 brani interamente originali, vanta un vasto repertorio che sorprende con le grandi velocità di Kung Fu World Champion , con gli intrecci sinfonici di Desert on the Moon e con i meravigliosi assoli di Green Tea Farm
Nel gennaio 2006 è stato pubblicato, Spiral, un intreccio di jazz, musica classica e pop. Canzone prevalente, Love and Laughter, che Hiromi dedica ad Ahmad Jamal. 
Nel marzo 2007 viene pubblicato, sotto lo pseudonimo di Hiromi Sonicbloom, l'album Time Control, in formazione con Tony Grey, Martin Valihora e con la collaborazione del chitarrista David Fiuczynski, famoso per quanto prodotto con Screaming Headless Torsos, KIF, Lunar Crash e Black Cherry Acid
Nel 2008 è la volta di Beyond Standard, in cui Hiromi rielabora stardard della tradizione americana. Successivamente, a breve distanza, Hiromi pubblica Duet, un doppio disco registrato dal vivo presso la Tokyo’s Budokan, in cui duetta col celebre pianista Chick Corea
Nello stesso anno pubblica Jazz in the Garden, in formazione con lo Stanley Clarke Trio e Lenny White. 
Il 26 gennaio 2010 esce Place To Be, in solo piano. Il suo ultimo disco dal titolo Voice, pubblicato in Giappone nel marzo 2011 sotto il nome di Hiromi The Trio Project, con Antony Jackson al basso e Simon Phillips alla batteria, rappresenta la conferma di un’artista sulla cresta dell’onda e nel pieno della sua forza creativa. 
Da Bach ad Oscar Peterson, dai King Crimson agli Sly & the Family Stone. Lei non ama dare un’etichetta alla sua musica e dice: «Le altre persone possono farlo, se vogliono. Per me è semplicemente l’unione di ciò che ascolto e di ciò che imparo. Ci sono elementi della musica classica, qualcosa del rock, altro del jazz, ma non voglio dargli un nome».
(Fonte Puglialive)

2 commenti:

  1. sinceramente non amo queste pianiste nipponiche che sembra facciano il circo quando suonano.
    Mi piace una cino americana che si Chiama Helen Sung

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  2. Mi piace moltissimo la Civello, Chiara Civello è bravissima!

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