domenica 29 luglio 2012

Gilberto Gil a Venezia

Grande attesa per l’appuntamento clou della Rassegna Venezia Jazz Festival: Gilberto Gil solcherà il palco del Teatro La Fenice domenica 29 luglio 2012 (inizio ore 21.00).


Per il tour dei settant’anni (li ha compiuti lo scorso 26 giugno) Gilberto Gil ha scelto la strada del rigore acustico. Ha chiamato un musicista raffinato ed elegante come Jaques Morelenbaum (violoncellista che ha lavorato a lungo con il suo amico di vita e di musica Caetano Veloso), ha tenuto al suo fianco il figlio Bem, ottimo chitarrista che lavora da tempo con lui, ha aggiunto un violinista che ha un forte gusto soul, Nicolas Krassik (nonostante il nome è brasiliano anche lui) e un percussionista fidato come Gustavo di Dalva che aggiunge al tutto un tocco di contemporaneità con l’uso sottile dell’elettronica. Non a caso il tour viaggia con il sottotitolo The string concert and the rhythm machine.
Il clima dominante intimo e raccolto, quasi cameristico che fa da cornice al viaggio europeo (una consuetudine estiva a cui Gil non ha rinunciato neppure negli anni in cui faceva il ministro della cultura del suo Paese), si abbina alla ricorrenza personale: il raggiungimento di un’età che per il suo peso non può che indurre a fare un bilancio. E il bilancio di Gilberto Gil è ricco di voci, di avventure straordinarie, di incontri eterni, perfino di figli (ne ha avuti dieci e uno di loro, Pedrinho, buonissimo batterista, rimase ucciso una ventina di anni fa in un incidente).
Un cammino nella musica cominciato negli Anni Sessanta e in un paese sottoposto a una brutale e umiliante dittatura (assieme al suo amico Caetano pagò con il carcere e l’esilio) e arrivato a svolgere un ruolo di peso, come ministro del governo Lula, in una sorta di Rinascimento civile del Brasile di oggi, diventato una delle potenze economiche mondiali.
Dopo aver tenuto quell’incarico con grande sofferenza e aver messo in secondo piano la musica, Gil ha ormai ripreso in pieno il suo lavoro di interprete e autore, vero e proprio punto di riferimento per talento, consapevolezza, conoscenza, intelligenza.
Con Caetano rappresenta il centro gravitazionale della musica brasiliana, saldamente legato alle radici popolari, a quelle sofisticate della bossa nova ma anche ai ritmi del Nordeste do Brasil come il baião, afoxé, alle esperienze del tropicalismo, e a quella cultura onnivora capace di mettere insieme, come diceva una vecchia canzone brasiliana Chiclete com banana (gomma americana con banana), rock, pop internazionale, reggae, funk, world music, impegno.
Tutto ciò finisce per trasparire anche nel contesto di un concerto austero ma allegro: «Tengo particolarmente a questo progetto, che segue l’album Fé na festa che era immerso nei ritmi del Nordeste brasiliano - ha spiegato Gil - e precede un nuovo progetto che gira attorno al samba meno conosciuto e celebrato a cui penso da molto tempo». 
Nel corso del concerto Gil spazia in lungo e in largo nel proprio songbook e nei fronti musicali, passando da omaggi alla bossa nova con Outra vez, a incursioni nel clima folk del nordeste brasiliano con la sua Lamento sertanejo, a ballad intriganti come Flora (scritta per la moglie), a tributi al rock e in particolare a Jimi Hendrix, a un pezzo dal suo enorme repertorio che si intitola Nao tenho medo da morte (non ho paura della morte) interpretato con solenne consapevolezza. 
Il concerto sarà aperto dalla pianista e cantante Carlot-Ta. Piemontese, classe 1990, nel 2011 è uscito il suo album d’esordio “Make me a picture of the sun”. Il disco è stato insignito della “Targa Giovani M.E.I. Supersound” come miglior disco dell’anno e del “Premio Ciampi – città di Livorno” come miglior debutto discografico del 2011. 
È inoltre rientrato tra i cinque finalisti per la “Targa Tenco” dedicata alla miglior opera prima del 2011 e al premio “Fuori dal Mucchio”, che l’omonima rivista assegna al miglior esordio discografico dell’anno.

1 commento:

  1. grande artista che si è sempre speso molto e per questo ha anche sbagliato parecchio. negli ultimi anni sembra aver acquisito una classicità ed essenzialità notevoli.
    detto questo mi chiedo: cosa c'entra Gil col Jazz? nulla.

    RispondiElimina