giovedì 14 giugno 2012

Wadada Leo Smith - Ten Freedom Summers

Il trombettista e compositore Wadada Leo Smith ha appena pubblicato un cofanetto di quattro CD, intitolato Ten Freedom Summers per l'etichetta Cuneiform Records. Smith è accompagnato dal suo Golden Quintet, con il pianista Anthony Davis, il bassista John Lindberg, e i batteristi Susie Ibarra e Pheeroan akLaff, e dalla Southwest Chamber Music una orchestra di musica classica contemporanea di Los Angeles, diretta da Jeff von der Schmidt.


"Una delle opere che definiscono la mia vita", ecco come descrive il trombettista Wadada Leo Smith questo maestoso progetto di quattro ore e venti minuti; una reazione musicale a dieci anni di movimento americano per i diritti civili, dal celebre caso Brown contro il ministero della Istruzione del 1954 al Civil Rights Act del 1964.
Diciannove pezzi, ognuno dei quali fa riferimento a qualcuno, da Dred Scott (il cui caso nel 1857 si concluse con una sentenza che dichiarava che gli schiavi ed i loro discendenti non fossero cittadini degli Stati Uniti e quindi non tutelati dalla Costituzione del paese) a Rosa Parks (la donna del famoso boicottaggio degli autobus di Montgomery), e Martin Luther King, Jr., sono qui raccolti in quattro CD di musica registrata a Los Angeles nel novembre del 2011.
Ispirata dai Sacred Concerts di Duke Ellington, da We Insist: Freedom Now di Max Roach, e Alabama di Coltrane, e dalla musica di libertà che viene da ancora più lontano (soprattutto quella di Thomas Mapfumo dello Zimbabwe), Smith ha prodotto un multi-colorata, dettagliata e sfumata risposta artistica a quello che definisce 'la trasformazione psicologica che l'America ha raggiunto nella lotta per la libertà degli afro-americani.
Ten Freedom Summers, però, non è propriamente una suite, afferma Smith, 'ogni composizione è completa e parla da se'.
I due gruppi di musicisti si alternano e a volte si fondono in performances dalle ricche trame, una musica vibrante che, come afferma il pianista Anthony Davis, contiene 'un codice profondo... che non manca mai di svelare nuove rivelazioni per gli esecutori, rendendoci sempre dei musicisti pensanti.'
Attingendo tanto dalla musica classica contemporanea quanto dal free jazz, Smith impregna la sua epica opera di una notevole gamma di stati d'animo, ispirato dalla tetra solennità del corteo funebre di John F. Kennedy e dalla stridente sfida di Emmett Till, dal dramma dei Freedom Riders, dalla quieta e incrollabile dignità di Rosa Parks fino alla appassionante eloquenza di Martin Luther King.
La stessa tromba di Smith è di volta in volta bruciante e appassionata, tenera e meditativa; è la voce solista che colpisce immediatamente, ma il pianista Davis, il bassista John Lindberg e due batteristi Pheeroan akLaff e Susie Ibarra sono ugualmente pieni di risorse.
Davis in particolare dimostra quanto sia adattabile e sottile il vocabolario del free jazz, quando viene dispiegato da un compositore abile come Smith.
La musica del nonetto, impostando il flauto e il clarinetto contro arpa, archi e percussioni, è altrettanto coinvolgente e dinamica come il materiale più apertamente 'jazz', ed il lavoro nel suo complesso rivendica trionfalmente l'obiettivo del compositore di 'celebrare alcuni degli eventi principali che hanno formato lo spirito di resistenza, e per celebrare in che modo gli Stati Uniti sono cambiati grazie a questo movimento'.

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