mercoledì 20 giugno 2012

Unojazz 2012 a Sanremo

L’Unojazz, il festival internazionale della musica jazz sponsorizzato interamente dal Gruppo Unogas Energia torna anche quest'anno, per la sua 3° edizione, da giovedì 28 a sabato 30 giugno 2012, per continuare a portare artisti di fama internazionale nella città di Sanremo, capitale della musica italiana.


Quest'anno il Festival si immerge negli ameni fiordi norvegesi per proporre una delle realtà musicali più vivaci nel panorama europeo: il jazz scandinavo. 
Infatti è in queste terre che sul finire degli anni '60 si stabilisce uno dei più grandi geni della storia del jazz: George Russell che dopo aver rivoluzionato la musica afroamericana a New York a fianco dei più grandi musicisti dell'epoca: Coltrane, Dolphy, Hendriks, Evans, Roach, Woods, in Scandinavia sviluppa ulteriormente le proprie concezioni armoniche avvalendosi dei giovani musicisti scandinavi, destinati tutti poi ad occupare un posto di primo piano nel panorama internazionale. 
E nel successivo decennio il grande Keith Jarret si unirà con gli scandinavi Jan Garbarek, Palle Daniellson e Jon Christensen in un ensamble che ha influenzato generazioni di musicisti.
La Scandinavia, ancora oggi, detiene il primato dell'eccellenza. Valido esempio di tutto questo sono i protagonisti del festival Unojazz che si terrà in Piazza Borea D’Olmo dal 28 al 30 giugno, sempre a partire dalle ore 21: la cantante Rebecca Bakken dopo aver incantato l'Europa si è stabilita ora negli Stati Uniti dove ha intrapreso una carriera di grande successo; il trio di Helge Lien è oggi uno dei più celebrati nella scena internazionale e Tore Brunborg può senz'altro ormai essere considerato alla pari dei suddetti grandi maestri scandinavi della generazione precedente.
I concerti come sempre sono in esclusiva italiana. La manifestazione, come qualsiasi festival che si rispetti, quest'anno vede una novità: dopo i concerti di piazza Borea D’Olmo, la notte del jazz continua al Cafè Rollingstone sul lungomare di Portosole a Sanremo dove gli appassionati potranno fare le ore piccole con il trio di Mario Piacentini, altro musicista influenzato dal jazz scandinavo, e partecipare alla jam session.
Indiscusso anche quest'anno l'impegno sociale; infatti il Gruppo Unogas Energia rinnova la sua partecipazione al progetto sociale di Toko Vato in Africa devolvendo l’incasso interamente in beneficenza a questa associazione per la costruzione di infrastrutture per la popolazione del Madagascar.

Una breve considerazione personale, in relazione alla discussione che si è accesa sul post "Cultura e politica". Senza voler far polemica, questa manifestazione mostra come le imprese private non sono sempre quei mostri assetati di soldi, ma riescono anche a sostenere prodotti di qualità. 
E' naturale che le imprese private si attendono un ritorno (e ci mancherebbe) dal proprio investimento, ma il ritorno non deve essere necessariamente monetario ma anche, forse soprattutto, di immagine, per aver legato il proprio nome a una manifestazione di qualità.

4 commenti:

  1. "In realtà mi piacerebbe capire perchè, almeno per quanto riguarda il jazz, un ottetto di ottoni della Germania Est, dovrebbe avere maggior "dignità culturale" rispetto ad esempio a Wayne Shorter o Sonny Rollins..."
    Evidentemente preferisci i norvegesi...

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  2. ...no, mi fanno cagare lo stesso :-)
    Ma come vedi non tutte le imprese prediligono la "saga della porchetta".

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  3. e allora? lasceresti tutto al caso e potresti avere un anno pieno di jazz, l'anno dopo salsa, il successivo hard rock e così via senza alcuna programmazione.

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  4. No. Vorrei la stessa programmazione di Torino.

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