venerdì 29 giugno 2012

Paolo Fresu e Gaetano Curreri per Lucio e Faber

Sul sito de La Nuova Sardegna è stata pubblicata la recensione dell'inedito concerto, tenuto lo scorso martedì 26 giugno a Berchidda, che vedeva riuniti Paolo Fresu e il leader degli Stadio Gaetano Curreri (con Raffale Casarano al sax e Fabrizio Foschini al piano) dedicato alla musica di Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè.


Il cortile dell'ex-caseificio in fase di riconversione in spazio dedicato alle arti e alla cultura, cuore del centro Laber, comincia a riempirsi alle 20 quando manca ancora molto all'inizio del concerto. Biglietti non ce ne sono, è tutto esaurito. L’appuntamento è d’altronde da non perdere, uno di quelli per i quali vale la pena anche prendere e l’auto farsi un bel po’ di chilometri. Un particolare omaggio a Lucio Dalla e Fabrizio De André, una fetta importante della canzone d’autore italiana che incontra il jazz con il progetto “Laber per Lucio e Faber” ideato da Paolo Fresu.
Sul palco l’inedito quartetto sembra trovarsi a meraviglia. Insieme al padrone di casa, al trombettista di Berchidda, ci sono il sassofonista pugliese Raffaele Casarano e una coppia di musicisti provenienti da generi ed esperienze diversi rispetto ai due jazzisti: Gaetano Curreri e Fabrizio Foschini, voce storica il primo e tastierista l’altro degli Stadio, la band nata alla fine degli anni Settanta proprio dal giro di musicisti che accompagnavano Lucio Dalla in tour e in studio di registrazione.
L'evento più atteso, atto conclusivo di "Primavera al Laber", la stagione culturale allestita a Berchidda dall'associazione Time in Jazz come anteprima dell'omonimo festival che ad agosto spegne le sue prime venticinque candeline, non tradisce le attese. La fusione, l’incontro tra jazz e canzone d’autore regala una magica rivisitazione di alcuni dei brani più noti dei due indimenticabili protagonisti della musica italiana.
“La sera dei miracoli” apre la scaletta del concerto che alterna la rilettura di canzoni tratte dal repertorio di Lucio Dalla come “L’ultima luna”, “Anna e Marco”, “Piazza Grande” a brani firmati da Fabrizio De André come “Il pescatore“, La canzone dell’amore perduto”, “Ho visto Nina volare”, “Don Raffaè”, “Il pescatore”. A reinterpretarle con la sua inconfondibile voce roca ci pensa Gaetano Curreri, leader degli Stadio, particolarmente vicino, tra i due cantautori omaggiati dall’ensemble, a Dalla per via di una lunga amicizia e collaborazione artistica risalente all’inizio della carriera dello stesso Curreri. E il cantante degli Stadio tra una canzone e l'altra ricorda l'amico Lucio, il suo maestro, ma anche Fabrizio De André confessando grande amore per l'autore genovese.
Lucio e Faber, le loro canzoni, le loro poesie in musiche. I presenti sembrano conoscerle tutte perfettamente. Dal pubblico è difficile resistere alla tentazione di accompagnare Gaetano Curreri, soprattutto durante l'esecuzione dei brani più trascinanti come “Don Raffaè”. La canzone napoletana che aveva affascinato De André, ma anche Dalla. Così Curreri presenta “Caruso”, forse la canzone più nota e amata dal pubblico tra quelle composte dall'artista bolognese. L'intensa esecuzione del brano è uno dei momenti più toccanti della serata come l'accenno alla sua terra, l'Emilia, devastata dal teremoto. Ma non ci solo brani dei due grandi cantautori. C’è spazio nel corso del concerto anche per gli stessi Stadio, con una delle canzoni più amate da chi conosce il gruppo bolognese, portata al successo a metà degli anni Ottanta: “Chiedi chi erano i Beatles”. In fondo brano anche questo legato a Dalla perché scritto da Curreri insieme a Roberto Roversi, autore di tanti brani per il cantante scomparso meno di quattro mesi fa.
Una serata di grandi emozioni insomma per le cinquecento persone, la capienza del cortile dell’ex caseificio, presenti al centro Laber. Una serata unica. Una sera dei miracoli come il titolo di apertura del concerto. Il quartetto formato da Paolo Fresu, Raffale Casarano, Fabrizio Foschini e Gaetano Curreri avrebbe dovuto concedere il bis, riproporre la particolare produzione a metà agosto. Doveva essere uno degli eventi principali del festival “Time in Jazz”, il concerto dell’Agnata, divenuto uno dei simboli della rassegna organizzata da Fresu. Il concerto nell’affascinante cornice della residenza sarda di Fabrizio De André, vicino a Tempio, però quest’anno non ci sarà. Il grande jazz tornerà invece presto a Berchidda, come sempre da un quarto di secolo a questa parte.

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