lunedì 18 giugno 2012

La donna che sparò a Lee Morgan (seconda parte)

Helen scoprì che tenere imbroglioni, parassiti, fannulloni, fans e drogati lontano da Lee Morgan era qualcosa che avrebbe dovuto affrontare per il resto della vita. Quindi lasciò l'appartamento e si trasferì in un altro posto. Fu allora che le sue telefonate e la sua persistenza cominciò ad avere qualche effetto.
Lee mise insieme una band e fu pronto a riprendere a lavorare. Ma la maggior parte dei proprietari dei club continuavano a diffidare di lui. Alcuni di loro erano stati bruciati in passato, quando Lee Morgan era stato pubblicizzato per una intera settimana e lui non si era fatto vedere.


Helen racconta che Lee a quel tempo era un vero e proprio drogato, agli inizi degli anni 1960, quando aveva perso i denti e si era rotto un apparecchio dentale che aveva da anni. Allora gli disse di ripulirsi se voleva riprendere a suonare ed essere ingaggiato per dei concerti. Lei lo convinse che avrebbe ancora potuto suonare, se avesse smesso di usare tanta eroina. Quindi Lee Morgan si fece ricoverare in un ospedale nel Bronx per cercare di battere la sua dipendenza dall'eroina.
La signora Morgan trovò un nuovo appartamento nel Bronx, dove Lee si trasferì appena terminata la riabilitazione. E li nel loro appartamento nel Bronx riuscì ad aiutare Lee a tornare in piedi. 
Helen riuscì anche a convincere la maggior parte dei proprietari di club che si sarebbe assicurata personalmente che Lee avrebbe rispettato i suoi impegni. Era estremamente orgogliosa del fatto di averlo salvato da una morte sicura.
Lo convinse a ricominciare a vestirsi in maniera ordinata ed a curare l'igiene personale. Uscivano sempre insieme. Lee amava indossare camicia e cravatta e tenere le scarpe sempre lucide, lei si assicurava che tutto ciò fosse fatto prima di andare a suonare in un concerto. Helen stirava le sue camicie perché non gli piaceva come lo facevano le lavanderie. Furono visti molte volte insieme ed erano spesso fuori per eventi di jazz o sociali. Fu dopo uno di questi eventi che lei per la prima volta incontrò il leggendario trombettista Miles Davis, che era un vecchio amico di Lee. Secondo Helen, Miles era una persona "cattiva".
La prima band di Morgan, dopo aver terminato la riabilitazione, fu un quintetto molto giovane e impressionante, molto emozionante dal vivo e all'avanguardia del post-bop, il funky soul jazz della fine degli anni '60 ed i primi anni '70. Era conosciuto come un gruppo avventuroso che alle volte faceva delle escursioni nell'avanguardia. La band comprendeva Lee alla tromba, Harold Mabern al pianoforte, Jyme Merritt al basso e Billy Higgins alla batteria. I sostituti, quando c'erano delle modifiche da apportare, erano Cedar Walton al pianoforte e Herbie Lewis al basso. 
C'era anche un giovane sassofonista di nome Frank Mitchell, che fu trovato morto nel fiume Hudson. Helen racconta di come fosse sicura che qualcuno lo avesse ucciso, ma non sapeva dire perché la pensasse in quel modo. Frank scrisse Expoobient tratta dall'album omonimo. 
Helen gestiva gli affari della band di Lee e organizzò un tour della California per un mese, due settimane a Redondo Beach a Los Angeles e due settimane a San Francisco.
Di ritorno dalla West Coast, la band fu anche ingaggiata a Chicago per due settimane e Detroit per altre due settimane, e quindi al ritorno a New York organizzò il loro ingaggio nella maggior parte dei club più importanti; organizzò anche un ingaggio sull'isola caraibica di Antigua che ebbe molto successo. 
Negli anni tra il 1965 e il 1970 Helen fu la confidente di fiducia, il manager e il portavoce di Lee. Faceva le trattative con i datori di lavoro, organizzava i voli aerei e i trasporti e assicurava le camere d'albergo. 
Nel frattempo, Lee si concentrava sulla pratica con la sua band e nella registrazione e lasciò a lei il compito di gestire gli affari. Non c'è dubbio che lui la amasse e la rispettasse, tanto che scrisse una composizione dal titolo Helen's Ritual, ispirata dalle ore che occorrevano ad Helen per prepararsi ad uscire, mentre strofinana generose porzioni di crema sulle gambe e sul resto della sua corpo. Non era solo il manager del gruppo, era la cuoca, l'allenatore, la cheerleader e probabilmente il loro miglior critico.
La sua frase preferita quando la band suonava davvero bene era "Vai avanti Morgan! Vai avanti Morgan!
Tutti i presenti si mettevano a ridere compreso Lee ed i membri della band ma a lei non importava. Continuava a dire "Vai avanti Morgan! Vai avanti Morgan!" perché sapeva che ai componenti della band faceva bene sapere che qualcuno li stesse ascoltando ed apprezzasse ciò che suonavano. 
Poi ci fu un ingaggio estivo in Rhode Island al celebre Newport Jazz Festival, dove però la musica non fu così buona.
I migliori anni per i Morgans furono quelli in cui Lee lavorava e prendeva il metadone. Helen incontrava persone che erano per lo più di alto profilo, personaggi dello spettacolo che lei e Lee a volte intrattenevano nel loro appartamento del Bronx. Dopo i concerti partecipavano a delle belle feste che duravano fino al mattino. Fu in una di queste feste che conobbero un ospite interessante, il sax baritono Gerry Mulligan, un uomo alto, con i capelli a spazzola, un ragazzo bianco seduto su un cuscino del salotto in mezzo a un mare di facce nere. Considerato il tempo e il luogo, alla fine degli anni '60, durante le ultime fasi del movimento non-violento per i diritti civili e l'inizio della fase violenta, Mulligan era più di un audace ragazzo bianco. Era fuori di testa e fuori posto. Soprattutto per Helen Morgan, una ragazza dalla parlantina veloce, ex ragazza di campagna del North Carolina che in quel momento, quando lei e Lee stavano andando forte, viveva in una corsia di grandi dimensioni e molto veloce.
In quel periodo Lee Morgan stava finalmente facendo un po' di soldi. Il suo album capolavoro Sidewinder gli permise di guadaganare parecchi soldi, ma ricominciò a spendere tutto in droga. Helen racconta che durante tale periodo (tra il 1965 e il 1970), Lee tirava enormi quantitativi di cocaina. 
Aveva iniziato il percorso abituale di molti ex-tossicodipendenti da eroina, che quando usano il metadone, provano la cocaina perché pensano che non possa far alcun male in quanto la polvere bianca non è l'eroina. 
La maggior parte delle volte però si rivela come saltare dalla padella alla brace, e scambiare una cattiva abitudine per un altra. 
Nel caso di Lee Morgan, si rivelò essere molto di più. Iniziò a correre per le strade e spesso non tornava nel loro appartamento del Bronx per diversi giorni. 
Helen cominciò a chiedersi se i loro meravigliosi giorni non stessero per finire. (continua)

1 commento:

  1. Bello e triste! Complimenti per il blog!
    Gabriel.

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