lunedì 11 giugno 2012

Intervista a Gianluca Petrella e Giovanni Guidi

Qualche minuto prima dell'esibizione sul palco del Fasano Jazz, Gofasano.it ha intervistato il duo Gianluca Petrella e Giovanni Guidi.


Come nasce la vostra collaborazione?
Gianluca Petrella: Io mi ricordo che lui, da piccolo, seguiva concerti e molto spesso si faceva vivo quando io suonavo con Enrico Rava, facevo già parte del quintet con Enrico Rava. Poi, man mano, crescendo lui sia musicalmente che anagraficamente, si è inserito appieno nel mondo del jazz italiano. E questa collaborazione è nata un po' così, si suona per la prima volta, poi si prova e se c'è un filo conduttore tra me e lui, è normale che due persone si uniscano per fare musica insieme, e questo, nel nostro caso, è successo a tal modo.
Giovanni Guidi: Musicalmente sono molto grato ad Enrico, che è la prima persona che ci ha segnalato in gruppo insieme; Gianluca mi ha invitatato nel suo gruppo, la Cosmic Band; io ho registrato un disco a New York con Gianluca. Alla fine abbiamo detto a questo punto facciamo un duo. Anzi la prima volta, una cosa bella che abbiamo fatto, è un trio con Alessio Bertallot, forse adesso lo riproporremo: tutto qui.
Gianluca Petrella: Ecco, succede così nel mondo del jazz.
Ci parli dell'etichetta Auand e del suo disco del 2001 "X-Ray".
Gianluca Petrella: Bè quello era un disco importante sia per me che per l'etichetta, dato che è il primo dell'Auand Records ed è stato anche il primo disco da solista che ho fatto. Insomma mi sono affidato a Marco (Valente, ndr.), avevo piena fiducia in lui. Lo vedevo abbastanza carico e volenteroso nel portare a termine il suo primo lavoro, per poi intraprendere una serie di lavori con la sua etichetta, cosa che sta facendo in maniera giusta, in maniera corretta, con i giusti passi: lo sta facendo bene, insomma. Io sono particolarmenete legato a quel disco, perchè ha fatto nascere un'etichetta, un disco da cui sono partite altre cose.
Mentre il progetto Big Guns?
Gianluca Petrella: Sempre con Marco, sì. Quella è stata una pubblicazione risalente al periodo in cui oramai l'etichetta era nel pieno della sua attività. Era un po' un discorso simile, a quello che facevamo prima, tra me e Giovanni. Io tempo fa conobbi questo batterista americano Bobby Previte e al tempo suonavo con Antonello (Salis, ndr.). 
Avevamo pensato di fare un disco per Marco, appunto io e Bobby avevamo pensato di fare un disco per Marco, quindi mancava un terzo elemento; io suggerii Antonello e la cosa è andata bene per quanto riguarda la registrazione, male per quanto riguarda la promozione di questa registrazione: visto che abbiamo fatto un solo concerto con quella band, un paio di anni fa. Questo è tutto quello che riesco a dirti di Big Guns.
Cosa ci dice dell'esperienza Rava New Generation?
Giovanni Guidi: Rava New Generation ... ancor prima Rava Under 21 con (Emanuele, ndr.) Maniscalco, (Giulio, ndr.) Corini e (Francesco, ndr.) Bigoni: persone giovanissime e stare sui palchi con Enrico Rava è stata un'esperienza che davvero, tutta la gavetta del mondo ... il trovarsi sui palchi, senza che, alla fine dei conti, fossimo veramente pronti a fare quel tipo di esperienza, solo che Enrico, la grandezza sua, è il saper vedere le persone in prospettiva, è una persona paziente che attende la crescita potenziale, da lui intravista. Dopo quel gruppo è divenuto New Generation, dove ho conosciuto, dove c'era Stefano Senni. Dopo è arrivato Mauro Negri, che è stato un altro personaggio importantissimo nella mia carriera, devo molto a lui, ed è subentrata un'altra persona con la quale ancora collaboro molto, soprattutto un amico, che è Fabrizio Sferra. Dal quel gruppo, poi, dato che si stava sciogliendo il quintetto di Rava, dove suonava Gianluca, con Pozza, Gatto, Bonaccorso, dalla fusione di questi due gruppi e con l'arrivo di questo giovanissimo talento al contrabbasso che è Gabriele Evangelista, è nato adesso il gruppo principale, cui partecipo, Enrico Rava Tribe, dove c'è anche Gianluca.
Lei ha anche pubblicato un disco per la Venus "Tomorrow Never Knows", che disco è?
Giovanni Guidi: Un gioco, nel senso che ha fatto questa offerta un produttore giapponese, che, solitamente, fa delle cose molto mainstream, infatti non mi ha più chiesto di fare niente. Questo disco che poi ha distribuito in Italia, purtroppo, perchè di fatto era un disco destinato al Giappone, un disco di cover, con brani di Bjork, Radiohead, Beatles, Tom Waits. Un disco inciso con due persone, che nella mia vita, sono state molto importanti e sono Emanuele Maniscalco e Francesco Ponticelli, con il quale suono nella Cosmic Band di Gianluca, dunque primo disco: "Domani nessuno lo sa" e ora si comincia a sapere un po' di più.
Narrateci, infine, il frutto della vostra collaborazione "We don't Live Here Anymore".
Giovanni Guidi: Quello è un disco mio, in cui suona anche Gianluca. Sicuramente, invece, stiamo pensando, sempre in duo, o, magari, con dei personaggi più legati al mondo della musica ... di fare un disco del duo, con cui suoneremo stasera.

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