mercoledì 9 maggio 2012

Yosvany Terry

C'è un album, uscito recentemente, che mi ha particolarmente colpito e che in questi giorni sto ascoltando continuamente; si tratta di Today’s Opinion, ultima produzione del giovane sassofonista cubano Yosvany Terry, che finora conoscevo soltanto per aver fatto parte di una delle più interessanti band degli ultimi anni, quell'incredibile melting-pot musicale che era l'International Vamp Band di Avishai Cohen, ma che invece mostra in questa occasione di essere anche un ottimo leader.


Yosvany Terry Cabrera è nato nella provincia di Camagüey a Cuba, il 30 maggio 1971, figlio di Eliado "Don Pancho" Terry un violinista di gruppi Charanga, e maestro del chekeré, la zucca di perline utilizzata come percussioni. Pancho riempiva una bottiglia di plastica di Coca Cola con i fagioli e portava con se i suoi tre figli sul palco per suonare le loro chekerés finte. Don Pancho era conosciuto anche per essere il fondatore ed il direttore dell'Orquesta Maravillas de Florida, una delle band di Charanga più importanti di Cuba.
Yosvani, ricevette una formazione classica studiando il violino, ma a 10 anni passò al sassofono, oltre a diventare un eccellente suonatore di chekeré, strumento che ha utilizzato anche su Today's Opinion.
Yosvani Terry si laureò sia nella prestigiosa Scuola Nazionale d'Arte (ENA) che nel Conservatorio Amadeo Roldan.
Mentre era ancora Cuba, Yosvany divenne noto per la sue innovazioni musicali, esibendosi con artisti leggendari come Chucho Valdez, Silvio Rogriguez, Fito Paez e Cubanismo, e costituendo il gruppo Columna B, il cui lavoro rappresentò la nuova voce dei giovani jazzisti cubani. "Columna B diventò uno sconfinato work-shop, dove tutto poteva essere provato e sperimentato. Abbiamo imparato a lucidare e sviluppare il nostro dono in un senso molto speciale e intuitivo ", ha detto Terry in una intervista. Columna B fece dei tour negli Stati Uniti e in Europa, e nel 1998 si esibì al Festival Jazz di Stanford.
Ma sin da quando era ancora uno studente, Yosvany aveva anche assorbito ed incorporato le tradizioni del jazz americano con le proprie radici afro-cubane, per produrre delle composizioni e degli assolo che alternavano una musica ritmica e dura d'avanguardia ed un dolce lirismo. La sua voce e il suo stile divennero unici e complessi,  riuscendo a creare un sound nuovo ed eccitante.
Iniziò a visitare regolarmente gli Stati Uniti dal 1995 con lo Stanford Jazz Workshop, ed ebbe modo di incontrare il sassofonista Steve Coleman, i cui concetti influenzarono profondamente la sua musica. Coleman gli acquistò anche il suo primo biglietto per New York.
Yosvany si trasferì a New York nel 1999 e fu immediatamente riconosciuto come uno "spettacolare talento" nella scena jazz, suonando, tra gli altri, con Roy Hargrove, Steve Coleman, Eddie Palmieri, Dave Douglass, Jeff "Tain" Watts, Horacio "El Negro" Hernandez, e con il bassista Avishai Cohen. "Il mio trasferimento a New York ha rappresentato un momento incredibile di crescita come musicista, mi ha dato accesso a così tante informazioni, ed ho avuto la possibilità di incontrare e lavorare con musicisti di talento provenienti da tutto il mondo."
Negli ultimi anni, insieme ad alcuni bandleader con background simile, ha contribuito a ristrutturare il suono del jazz afro-cubano a New York, che diventò più cerebrale ed avanzato armonicamente.
Il suo nuovo progetto Today’s Opinion (Criss Cross), suo secondo album da solista, è il perfetto risultato di questa mirabile fusione tra mainstream jazz (principalmente post-bop), sonorità afro-cubane, espresse in particolare con l'uso di percussioni e voce, e diverse altre influenze, che però fuse creano una voce distinta che va ben oltre i singoli elementi.
Il progetto continua la strada tracciata in maniera esaltante dal suo primo album, Metamorphosis del 2005, che lo aveva imposto come "giovane compositore e bandleader in possesso di una peculiare visione personale".
Today’s Opinion, composto quasi esclusivamente da pezzi scritti dallo stesso Terry, riflette anche la crescita di questo compositore giovane, ma già maturo, nel panorama musicale internazionale. La musica di questo album riflette le sue profonde radici culturali, nonché la versatilità dei suoi stili musicali.
Contribuisce all'ottima riuscita dell'album anche lo straordinario cast di musicisti presenti, come lo strepitoso trombettista Michael Rodriguez, Paredes Osmany al pianoforte, il fratello minore Yunior Terry al basso, Obed Calvaireon alla batteria, Pedro Martinez alle percussioni e voce, oltre alla partecipazione del grande Gonzalo Rubalcaba che suona le tastiere su Son Contemporaneo.

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