martedì 15 maggio 2012

Umbria Jazz 2012: il programma definitivo

E' stata presentata in maniera ufficiale l'edizione 2012 di Umbria Jazz, un cartellone che, pur nella sua eterogeneità, resta a mio parere impressionante per quantità e qualità degli artisti presenti: Chick Corea,  Herbie Hancock, John Scofield, Dave Douglas e Joe Lovano, Pat Metheny, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Ambrose Akinmusire solo per citarne alcuni. 


Il Festival presenta un cartellone eterogeneo e dalle molte anime, che proverà a sintetizzare i variegati percorsi della musica, presentando al pubblico, oltre che il jazz nelle sue molteplici espressioni, anche pop, soul, reggae, blues e contaminazioni inedite.  Sulle scene di Umbria Jazz 12 si alterneranno artisti di culto e giovani emergenti, icone della pop song e monumenti della black music, jazzmen alla prova con progetti assolutamente nuovi e ricchi di fascino.
Location principale rimane l’Arena Santa Giuliana, dove avranno spazio i grandi nomi, poi il Teatro Morlacchi, dedicato al jazz più ortodosso.
Un programma, quello dell’Arena, che è un vero e proprio festival nel festival: mai come quest’anno tanti generi musicali e artisti in grado di soddisfare i gusti musicali di tutti gli appassionati per quello che è un evento nell’evento. Il tutto sotto il segno della qualità che Umbria Jazz propone al proprio pubblico dal 1973.
Si comincia con una serata dedicata al duo: prima uno pianistico con Chick Corea e Stefano Bollani. La collaborazione tra i due pianisti nacque in occasione di Umbria Jazz ‘09, da un’idea del direttore artistico di Umbria Jazz Carlo Pagnotta. I due si sono trovati e capiti immediatamente, e non poteva essere altrimenti, tanto che la prestigiosa etichetta tedesca ECM ha deciso di mettere su disco il concerto tenuto a Orvieto, e proprio il nome della città è il titolo del cd, durante Umbria Jazz Winter#18. A seguire Stefano Bollani con Hamilton de Holanda: straordinario virtuoso del bandolim, un mandolino a dieci corde, brasiliano di Rio traslocato giovanissimo a Brasilia, re incontrastato del nuovo choro ed erede designato di Jacob do Bandolim, che dello choro è stato interprete pregiato e punto di riferimento unanimemente riconosciuto per decenni.
Il 7 luglio uno degli omaggi a Monk, con un concerto del trio di Stan Tracey, classe 1926, figura di punta del jazz anglosassone.
A seguire Herbie Hancock, un artista che non ha mai seguito le mode, ma le ha capitanate, e che ha saputo sempre coniugare qualità e successo commerciale L’attuale quartetto con il bassista James Genus, il chitarrista africano Lionel Loueke e il batterista Trevor Lawrence viaggia sul fronte di un funk intenso, capace di rivisitare anche i classici del suo repertorio da Watermelon man a Chamaleon.
L’8 luglio gli Spectrum Road: un super quartetto formato Jack Bruce (Cream), Vernon Reid (Living Colour), John Medeski e Cindy Blackman Santana. Nato nel 2003 da un’idea di Vernon Reid e Jack Bruce per celebrare il lavoro del grande batterista Tony Williams il gruppo è completato da John Medeski alle tastiere e Cindy Santana, la muscolosa moglie di Carlos Santana,  alla batteria.
Un altro strano e inedito incontro è quello tra il sassofonista David Murray, uno dei musicisti che rappresenta al meglio l’avanguardia afroamericana ed erede di uno stile improvvisativo astratto/espressionista fondato negli anni ’60 da sassofonisti quali Albert Ayler e Archie Shepp, e Macy Gray protagonista di punta del nuovo soul statunitense degli anni Novanta, una voce di grande personalità, legata alla tradizione nera, in particolare alla lezione di Nina Simone.
Il 9 luglio John Scofield presenta la sua ultima creatura: la Hollowbody Band, formazione che esplora i vasti territori del blues e che si basa sul dialogo con l’altro chitarrista Kurt Rosenwinkel, e sull’appoggio di Ben Street al basso e quel fiore di batterista che risponde al nome di Bill Stewart, compagno di viaggio di Scofield in svariati progetti.
A seguire Esperanza Spalding, contrabbassista e vocalist in gran crescita, vincitrice lo scorso anno del Grammy Award nella categoria ‘Best New Artist”, che torna ad Umbria Jazz con il suo ultimo lavoro “Radio music society”, in cui atmosfere jazz incontrano il neo-soul e un pizzico di pop.
Il 10 “Sound Prints”: un nuovo quintetto del trombettista Dave Douglas e del sassofonista Joe Lovano, con Lawrence Fields, Linda Oh e Joey Baron, ispirato alla musica di Wayne Shorter, con una rilettura dei suoi successi e brani inediti dello stesso Shorter.
Uno dei grandi protagonisti del jazz italiano, il trombettista Enrico Rava, alla guida della Parco della Musica Jazz Orchestra, sempre il 10, offre un tributo a Michael Jackson e alla sua musica, con una rilettura dei successi di Jacko.
L’11 luglio due grandi voci. Al Jarreau, nativo Milwuakee, figlio di un pastore avventista con la passione della musica, e’ uno dei  cantanti  più straordinari in attività, sempre  in  equilibrio  fra jazz,  pop,  soul, e sempre capace di performance vocali funamboliche  ma  ben dentro  i  confini del buon gusto e della musicalità. Non a caso ha vinto cinque Grammy (in pratica gli Oscar della musica) in tre categorie diverse, il che rappresenta un primato difficilmente superabile.
Vincitrice di numerosi Grammy Award anche Erykah Badu: il suo live travolgente è ricco di fascino ed eleganza, una miscela sofisticata e travolgente di Soul, Rhytm & Blues, Funk, Hip Hop e Jazz.
Il 12 un artista amatissimo dal pubblico che non ha bisogno di presentazioni, il più famoso dei chitarristi jazz in corcolazione, Pat Metheny che arriva con la sua Unity Band, ovvero Chris Potter al sax, Ben Williams al basso e il fedelissimo Antonio Sanchez, suo batterista storico e compagno di tante avventure. Per Metheny 19° Grammy in carriera nel 2012, nella categoria “Best New Age Album”, con “What’s all about”: una conferma per uno degli artisti più influenti non solo in ambito jazz, degli ultimi decenni.
Sonny Rollins in esclusiva italiana il 13 luglio: il Sax Colossus, gran vecchio del jazz, si conferma con certezza vera e propria icona vivente; con oltre sessant’anni di attività alle spalle il suono del suo sax tenore rimane ancora unico e inimitabile. Rollins è assolutamente il tenore per eccellenza, circondato dal rispetto e dall’ammirazione di milioni di fans e da schiere d’imitatori. Sul palco è un artista generoso e appassionante. Colosso del sax lo è ancora oggi, il suo soprannome non è solo un omaggio alla sua storia ma anche alla sua immagine di potenza fisica.
Serata inedita per Umbria Jazz quella del 14, dedicata alla musica reggae con tre grandi protagonisti.
Rita Marley è una delle autentiche regine del reggae: moglie di Bob Marley, dopo gli esordi a Studio One come membro delle Soulettes ha contribuito a fornire con le armonie vocali delle I-Threes un ingrediente fondamentale al suono classico dei migliori dischi di Bob Marley & Wailers.
Stephen Marley, secondo figlio di Bob, ha un notevole curriculum sia come cantante sia come produttore. Plurivincitore di Grammy Award,  ha duettato con grandi della black music come Erykah Badu, Fugees e Michael Franti.  L’ivoriano Alpha Blondy è l’artista che più di ogni altro ha contribuito nella sua lunga carriera a riportare la musica giamaicana e il reggae verso le sue radici africane.
Sabato 15 luglio appuntamento imperdibile con il “Back to Bass Tour” di Sting, con il quale l’artista inglese celebra i 25 anni di carriera da solista, lo stesso anniversario del suo concerto dell’11 luglio 1987 a Perugia con l’orchestra di Gil Evans, ricordo vivissimo nella sua memoria, memorabile serata musicale nella quale vennero rivisitati i suoi successi come  Roxanne, Tea in the Sahara, Consider Me Gone e un paio di cover di Jimi Hendrix come Voodoo Child e Little Wing.
In questa occasione l’artista inglese sarà accompagnato da una band formata dal suo chitarrista storico Dominic Miller, da David Sancious (tastiere), da Vinnie Colaiuta (batteria), da Peter Tickell (violino elettrico), e da Jo Lawry (voce).
Un gran finale per l’edizione 2012 del festival, che sarà probabilmente destinata a restare nell’ ideale albo d’oro delle migliori edizioni di sempre del festival.
Anche quest’anno nello spazio adiacente alla platea dell’Arena sarà attivo un vero e proprio ristorante ed un palco su cui si alterneranno numerosi artisti.
Un’atmosfera soft ideale per apprezzare la buona cucina e il buon vino serviti in un ambiente unico.
L’appuntamento è per tutte le sere in attesa del concerto serale.
Nel 2012 ricorrono due anniversari importanti: i trent’anni dalla morte di Thelonious Monk e i cento anni dalla nascita di Gil Evans.
Umbria Jazz dedica a queste due grandi figure della storia del jazz una parte importante della sua programmazione, con grandi omaggi e riletture personali dell’opera musicale di due geni della musica moderna.
Si comincia con un progetto imponente e ambizioso di Ryan Truesdell, giovane arrangiatore americano, collaboratore in passato di Maria Schneider, impegnato a riscoprire la musica del grande Gil Evans. Con l’energico supporto della famiglia di Gil, Ryan ha analizzato i manoscritti, le note, le registrazioni personali dell’arrangiatore scomparso nel 1988, scoprendo un piccolo tesoro di inediti, tra i quali tutti gli arrangiamenti originali di Evans per le gloriose registrazioni effettuate con Miles Davis come “Sketch of Pain” e “Porgy and Bess”, oltre che per l’album realizzato per la Impulse “Out of the cool”, e materiali che riguardano il suo lavoro negli anni Quaranta per Claude Thornill. Parte di questo materiale viene pubblicato in un cd in uscita in questi giorni, mentre nella versione live di Umbria Jazz questi lavori saranno ripresentati al pubblico dalla Eastman Orchestra con la presenza di solisti come Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista e Francesco Cafiso.
Thelonious Monk è stato senza dubbio uno dei geni più singolari del XX secolo, personaggio surreale ed enigmatico, che ha sconcertato per i suoi comportamenti e la sua opera, ma capace di lasciare una eredità musicale forse non ancora del tutto scoperta.
Umbria Jazz gli rende omaggio attraverso i tributi musicali italiani del quartetto di Francesco Bearzatti con “Monk ‘n Roll”, della Lydian Sound Orchestra, diretta da Riccardo Brazzale, con “Friday the 13th” e della Perugia Jazz Orchesta, diretta da Mario Raja, con special guest Riccardo Zegna.
Quattro grandi pianisti del calibro di Kenny Barron, Mulgrew Miller, Eric Reed e Benny Green propongono un omaggio che ha un titolo esemplificativo: “Mostly Monk”.
Wayne Shorter è uno dei musicisti più stimati dalla critica e amati dal pubblico, musicista dalla personalità originale, partner fondamentale di Miles Davis, fondatore dei Weather Report, oggi alla testa di un superquartetto con Danilo Perez, John Patitucci e Jorge Rossy con cui propone il suo jazz dal respiro largo.
Nel 2010 fu una delle più interessanti novità di UJ, nel 2012 torna Melody Gardot, che presenta il suo ultimo lavoro “The Absence” ispirato ai periodi passati nel deserto del Marocco, ai locali di Buenos Aires in cui troneggia il tango, alle spiagge brasiliane, alle strade di Lisbona. Senza dubbio una delle artiste jazz più interessanti ed intriganti degli ultimi anni.
Dopo il grande successo a Orvieto nell’ultima edizione invernale Juan Pablo Jofre Romarion, uno dei nuovi veri maestri del bandoneon, presenta con i Solisti di Perugia un tributo ad Astor Piazzolla e al suono di uno strumento fondamentale delle orchestre di tango.
Esordio a UJ per Ambrose Akinmusire, trombettista californiano trentenne che può già vantare collaborazioni di un certo prestigio con sassofonisti del calibro di Jon Henderson, Joshua Redman e Steve Coleman. Di lui si parla già come di uno dei futuri protagonisti del jazz d’oltreoceano.
(Fonte Umbria City)

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