venerdì 18 maggio 2012

Ninety Miles su France Musique

Ninety Miles sono le novanta miglia che tre superbi jazzisti americani, il vibrafonista Stefon Harris, il tenorsassofonista David Sanchez ed il trombettista Christian Scott, hanno attraversato per sbarcare in terra cubana (approfittando dell'allentamento dell'embarco fatto dall'amministazione Obama), per incontrare alcuni tra i migliori musicisti locali e e registrare uno strepitoso album.
Questa sera l'emittente France Musique trasmetterà il concerto di questo supergruppo (con Nicholas Payton al posto di Christian Scott), registrato lo scorso 16 maggio a Coutances nell'ambito della rassegna Jazz Sous les Pommiers.


Il vibrafonista Stefon Harris viene esaltato come "uno dei più importanti giovani artisti jazz (The Los Angeles Times)."
Egli senza dubbio sta sviluppando quella che sarà una carriera lunga e straordinaria. L'appassionata capacità artistica di Stefon Harris, la sua energica presenza scenica e il sorprendente virtuosismo lo hanno portato in primo piano della scena jazz attuale. Ampiamente riconosciuto e lodato sia dai suoi colleghi che dai critici jazz, Stefon si è impegnato ad esplorare sia il ricco potenziale della composizione jazz sia che tracciare nuove strade al vibrafono.
Il sassofonista di origini portoricane David Sanchez si è inizialmente affacciato sulla scena jazzistica internazionale collaborando con Dizzy Gillespie, nel sestetto del grande trombettista e con la sua United Nation Orchestra, riuscendo in seguito a confermarsi, a partire dalla seconda metà degli anni '90, come uno dei più interessanti giovani musicisti di origine latina attivi in ambito jazzistico.
Strumentista in possesso di sonorità e mezzi tecnici rilevanti, Sanchez si è distinto anche per le doti compositive e di band leader mostrate in diverse sue formazioni, riuscendo a proporre una sintesi compiuta e personale tra l'universo della musica latina e l'espressione jazzistica, e ha inoltre collaborato con numerosi grandi musicisti tra cui Kenny Barron, Roy Haynes, Pat Metheny, Gonzalo Rubalcaba e Charlie Haden.
Il trombettista Nicholas Payton, originario di New Orleans, si è presentato sulla scena una ventina di anni fa, subito apprezzato per il suono cristallino, per le straordinarie doti di improvvisatore, che ricordavano i grandi del be-bop e del post-bop, come Fats Navarro, Clifford Brown, Freddie Hubbard. Lo si era notato in particolare nel gruppo del pianista Marcus Roberts e nella band “Jazz Futures” di Elvin Jones. Fu salutato anche come paladino di un tradizionalismo vicino a quello di Wynton Marsalis, con il quale collaborava sia nelle piccole formazioni che nell’orchestra del Lincoln Center. Ma ben presto dimostrò che tale etichetta gli stava stretta e sviluppò una propria visione allargata, che cercava alchimie tra innovazione e tradizione, guardando spesso al jazz arcaico e specialmente a Louis Armstrong, ma nel contempo scandagliando i ritmi funky e le atmosfere degli strumenti elettrici.
Per il concerto di Coutances, la formazione comprendeva anche: Zaccai Curtis al piano, Luques Curtis al basso, Henry Cole alla batteria e Mauricio Herrera alle percussioni.

Clicca qui per ascoltare il concerto, questa sera a partire dalle ore 22.30.

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