lunedì 21 maggio 2012

Matthew Shipp a Trieste

Martedì 22 maggio alle ore 21.00 presso il Knulp di via della Madonna del Mare 7/a, nell’ambito della rassegna “Le Nuove Rotte del Jazz”, il Circolo del Jazz Thelonious ed il Circolo Culturale Controtempo presentano il concerto di Matthew Shipp al piano solo.


Matthew Shipp nasce a Wilmington, nel Delaware nel dicembre del 1960 e incomincia a suonare il piano all’età di cinque anni; dapprima ispirato dagli organisti di chiesa, prende le consuete lezioni, ma incomincia a “respirare” jazz già all’età di dodici anni, favorito da una famiglia in cui la passione per questa musica era davvero intensa: c’erano dischi, entusiasmo, addirittura un’amicizia – ovviamente precedente la nascita di Matthew – con Clifford Brown.
Come molti ragazzini, la voglia di applicarsi è spesso minacciata da giochi e sport, gli ascolti spaziano da Oscar Peterson ai Jackson Five, passando per Stevie Wonder, ma si spostano presto verso la musica di John Coltrane e all’età di 24 anni Shipp si trasferisce laddove la sua voglia di suonare può trovare il terreno migliore.
È New York, città nella quale si cala con totale aderenza alla vitalità della scena musicale, vivendo per un breve periodo in una casa in cui aveva vissuto anche Charlie Parker e comunque frequentando le zone downtown ricche di storia musicale.
Il resto è noto: oltre alle collaborazioni con Roscoe Mitchell e David S. Ware, Shipp ha intrapreso da anni un’interessantissima carriera come leader di progetti sempre diversi e stimolanti, culminata nella possibilità di curare la Blue Series dell’etichetta Thirsty Ear, “luogo” privilegiato di incontro tra i migliori jazzisti dell’area creativa e una serie di artisti, dj e produttori della scena elettronica, per una ridefinizione dei confini stessi della musica. ha intrapreso da anni un’interessantissima carriera come leader di progetti sempre diversi e stimolanti, culminata nella possibilità di curare la Blue Series dell’etichetta Thirsty Ear, “luogo” privilegiato di incontro tra i migliori jazzisti dell’area creativa e una serie di artisti, dj e produttori della scena elettronica, per una ridefinizione dei confini stessi della musica.

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