lunedì 14 maggio 2012

La Voce Stratos

Sul sito JazzConvention è stata pubblicata una bella recensione di Guido Michelone, del documentario La Voce Stratos di Luciano d'Onofrio e Monica Affatato, recentemente trasmesso da Rai Storia.


Ecco un estratto della recensione:
Demetrio Stratos e il jazz: una questione mai affrontata seriamente, tranne l'omaggio (forse doveroso) che, qualche anno fa, sul N. 67 la rivista greca «Jazz & Tzaz» gli dedica con tanto di CD antologico annesso, viste le origini elleniche del personaggio nato comunque ad Alessandria d'Egitto, da genitori ateniesi, e dal curriculum internazionalista e cosmopolita (il liceo tedesco, l'università inglese, il politecnico meneghino). Ciò che fa Stratos (con o senza gli Area) non è jazz in senso stretto, perché la vocalità jazzistica da sempre percorre altre strade: tuttavia gli Area, che per lui rappresentano l'esperienza artistica più longeva e forse più significativa in assoluto, sono in parte un gruppo jazz o magari fusion o meglio ancora jazzrock, per usare la denominazione di quegli anni: qualcuno addirittura sostiene che nel 1974 le tre migliori jazz band siano il Sextet di Miles Davis, i Weather Report e appunto gli Area. 
La voce di Demetrio all'inizio è rock, come mostrano i suoi trascorsi, benché le inflessioni e gli interessi vadano anche in direzione della black music di tipo popolare dal blues al soul: e non è un caso che alla fine della breve intensa carriera egli torni a queste origini "nere" dedicandosi a un r'n'n grintoso, memore della lezione rhythm and blues. Ma con gli Area (quintetto composto da musicisti anche di area jazz, sia prima sia dopo) Stratos si evolve vocalmente andando, con ostinata decisione, verso impervi cammini avant-garde, abbracciando l'idea radicale di uno sperimentalismo antiaccademico (alla John Cage, insomma, data anche la stima reciproca fra i due), inteso a valorizzare sonorità etniche persino extraeuropee che la musica novecentesca conservatoriale ignora o esclude e che solo oggi inizia a essere presa in serie considerazioni....
Il film di D'Onofrio e Affatato racconta sia la vita privata (peraltro seria e riservatissima) sia quella pubblica concepita in funzione dell'arte musicale e canora: e il racconto si svolge cronologicamente intercalando rari filmati su di lui accanto alle testimonianze degli altri membri del gruppo (tranne Capiozzo, anch'egli scomparso prematuramente nel 2000) e di colleghi, artisti, intellettuali di quell'ambiente milanese anni Settanta a lui vicino: Roberto Masotti, Silvia Lelli, Massimo Villa, Paolino Dalla Porta, oltre due straordinarie vocalist come Naynkho e Joan La Barbera dalle qualità affini all'ugola di Stratos. Ne vien fuori un ritratto umano e culturale di straordinaria pregnanza, assai ben contestualizzato in un decennio di ricerca, sensibilità, coraggio, immaginazione nella cosiddetta "area" espressiva, di cui la figura-chiave di Demetrio spicca tra i protagonisti essenziali. La mancanza di extra nel dvd - magari qualche brano musicale intero, come si trovano su YouTube, per far conoscere soprattutto ai giovani l'importanza e bravura sia degli Area sia di Demetrio Stratos solista non inficia però un lavoro coeso, intelligente, duttile e, alla fine, esaustivo. 
E per approfondire ci sono gli inediti pubblicati dopo il 1978: Event '76, Concerto Teatro Uomo e Parigi-Lisbona con gli Area, Le Milleuna e Concerto all'Elfo da solista. Se, nella musica del Novecento, la "voce" è Frank Sinatra, l'altra "voce" è di certo Demetrio Stratos
(clicca qui per leggere l'articolo in versione integrale)

1 commento:

  1. demetrio immenso, unico, irraggingibile...

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