giovedì 31 maggio 2012

John Zorn "Naked City" - Live 1992 (video)

Naked City è stata una jazz band in attività tra fine anni '80 ed i primi anni '90, formata da John Zorn (alto sax), Fred Frith (basso), Bill Frisell (chitarra) e Joey Baron (batteria); in alcuni brani era presente Yamatsuka Eye (voce). Il genere musicale non è facile da inquadrare perché si tratta di uno stile che racchiude free-jazz, grindcore, country, swing, ambient ed altro. L'inquadramento di Naked City tra i gruppi alternative metal è riduttivo; si può dire che abbiano creato un loro genere musicale autonomo, una sorta di caos ordinato, tecnico e veloce, o melodico, a seconda del contesto.
Nel primo album, Naked City, ci sono molti riferimenti alla musica da film (si possono ascoltare tra le altre cose il tema di Batman, quello di James Bond e quello de Il clan dei siciliani composto da Ennio Morricone). Nel secondo, Grand Guignol, ispirato all'omonimo teatro degli orrori francese dei primi del '900, sono stati inseriti degli arrangiamenti di pezzi classici (di Debussy, Scriabin, Orlando di Lasso, Charles Ives e Messiaen), fra brevi schegge jazzcore della durata inferiore al minuto. Black box: Torture Garden-Leng Tch'e è il disco più estremo e grindcore della band (un'unica traccia ispirata al supplizio cinese dei cento pezzi e al relativo commento fatto da Bataille). Heretic è un esperimento improvvisativo utilizzato in seguito come colonna sonora di un film porno-sadomaso giapponese. Radio è simile nello spirito al primo album del gruppo (pezzi rock e pop in chiave grind-free jazz-swing-hardcore). Absinthe è un disco ambient ispirato ai poeti francesi Charles Baudelaire e Paul Verlaine e al compositore italiano Giacinto Scelsi.
Mike Patton ha reinciso con Zorn il brano Grand Guignol, contenuto nell'omonimo album. Questo brano è stato pubblicato come bonus track nel cofanetto The Complete Studio Recordings, edito da Tzadik.
Una loro canzone, Bonehead, è utilizzata nel film Funny Games, sia nell'originale del 1997, sia nel Remake del 2007. (Fonte Wikipedia)


Tra i tanti progetti di Zorn, Naked City è stato certamente uno dei più controversi e conosciuti. Sin dalle prime apparizioni, grazie al carisma del loro leader e all’affiatamento fra i membri del gruppo, Naked City si è imposto con forza sui palchi di tutto il mondo, grazie all’incredibile originalità proposta dai loro pezzi. 
Per anni, i critici musicali hanno discusso accanitamente in che genere inquadrarli, salvo poi soccombere miseramente. Non c’è, infatti, una concezione spazio/tempo ben precisa, in cui gli americani possano essere inseriti con esattezza: la conoscenza tecnico/musicale dei cinque è eccezionalmente erudita, ed il loro stile, di conseguenza, è talmente vario da mescolare al suo interno il free jazz con lo swing, o addirittura il country con il grindcore più seminale e violento. 
Ad un certo momento si è resa necessaria, perciò, la coniazione di un termine ben preciso (noto come “jazzcore”) per indicare le immense influenze che confluiscono in ogni loro brano.

Clusone Jazz 2012

Clusone Jazz giunge quest’anno alla XXXII edizione senza snaturare l’identità che da sempre lo contraddistingue: con un mix di proposte affidate ad artisti di statura internazionale e talenti emergenti il festival avrà luogo dal 22 giugno al 29 luglio 2012. 
Coinvolgendo ben 10 comuni continua a perseguire l’intento di veicolare il jazz per promuoverne e diffonderne la conoscenza e allargarne la partecipazione. 


Ad inaugurare Clusone Jazz 2012 sarà, venerdì 22 giugno nella suggestiva cornice del Castello Colleoni di Solza, il Massa-Bon duo composto dall’esuberante sassofonista Piero Bittolo Bon e dal poliedrico chitarrista Simone Massaron. Il giorno seguente, sabato 23 giugno, il festival sconfinerà in Liguria con l’ormai abituale appuntamento a Finale Ligure - Finalborgo, per proporre il trio del sassofonista Mattia Cigalini, giovane talento del jazz italiano. 
Sabato 7 luglio a Costa Volpino si esibirà Artchipel Orchestra diretta dal batterista, compositore e direttore d’orchestra Ferdinando Faraò. A seguire, sabato 14 luglio, un appuntamento al Museo Le Fudine di Malegno con il chitarrista Ermanno Maria Signorelli, del quale si è potuto recentemente apprezzare un’appassionante incisione in solo dal titolo Da capo
Giovedì 19 luglio il festival farà la consueta tappa al Santuario del Lavello di Calolziocorte dove il trio composto da Fabio Brignoli, Fidel Fogaroli e Stefano Bertoli presenterà la loro recente incisione Filastorta e altri racconti
Dal 20 al 22 luglio il festival torna a Clusone per il tradizionale weekend di full immersion nel jazz. Si inizia venerdì 20 con l’omaggio ad Auand, la straordinaria casa discografica indipendente impegnata da dieci anni a dare voce al jazz meno convenzionale e dunque molto vicina per spirito e impegno militante a Clusone Jazz. 

mercoledì 30 maggio 2012

Craig Taborn su Radio 6

Questa sera l'emittente olandese nazionale Radio 6 trasmetterà il concerto del trio del grande pianista Craig Taborn. Per il concerto, registrato lo scorso 31 marzo 2012 al Bimhuis di Amsterdam, Taborn era accompagnato da Thomas Morgan al contrabbaso e Gerald Cleaver alla batteria.


Craig Taborn cresce musicalmente a Minneapolis, in mezzo a svariate influenze, dal jazz alla techno. Il suo talento lo conduce a studiare autori di ogni latitudine e a tradurli poi nella sua musica con notevole disinvoltura.
Taborn arriva alla ribalta del jazz con James Carter: rimane nel quartetto del sassofonista qualche anno e incide i primi album della band.
Nel ’95 incide come leader per la prima volta, in trio. Nel ’99 lo troviamo nella Note Factory di Roscoe Mitchell e, nello stesso tempo, nel gruppo elettronico di Carl Craig. Ma è la collaborazione con Tim Berne a valorizzare Taborn come tastierista di rara fantasia e capacità improvvisativa.
Suona e incide anche con Hugh Ragin, Gerald Cleaver e Lotte Anker, con Dave Douglas, Drew Gress, Evan Parker, Chris Potter, Susie Ibarra, Assif Tsahar e molti altri.

Intervista a Wayne Shorter

Il DailyNews ha pubblicato recentemente un bell'articolo con intervista a Wayne Shorter, in occasione di un recente concerto al Lincoln Center di New York.


Dopo oltre seicento spettacoli, il Wayne Shorter Quartet funziona in maniera quasi telepatica.
"Ci vuole una specie di coraggio ed una attitudine nel cogliere le occasioni e di fiducia per fare ciò che facciamo quando siamo insieme", dice Shorter.
Quello che questa formazione, vincitrice di un Grammy, fa è suonare senza un copione, creando una musica che fluisce e rifluisce, ascende e discende; il loro intento improvvisativo è quello di creare una unità organica sul posto, in quel preciso momento. 
Shorter, probabilmente il più grande compositore vivente di jazz, riesce a portarti intorno al mondo in 80 minuti di conversazione. Queste discussioni di alto livello svariano attraverso la musica, i fumetti, la scienza, il cinema e la filosofia, in un batter d'occhio.
Similarmente al suo modo di suonare il sassofono, Shorter è una persona altamente associativa, con una frase o idea che porta ad un'altra, a volte direttamente, altre volte attraverso schemi laterali o salti di pensiero discorsivi o sonori.
Certi schemi e temi emergono nella vita e nell'opera di un maestro, le cui composizioni illuminarono i gruppi guidati da Art Blakey, Miles Davis, Herbie Hancock e altri negli anni '60, e la cui co-leadership dei Weather Report negli anni '70 ha contribuito a definire il suono di un'epoca.

Il duo Bollani/Rava chiude la stagione al Goldoni di Livorno

Estro ed imprevedibilità, eleganza e tecnica musicale prodigiosa : è Stefano Bollani atteso con Enrico Rava al Teatro Goldoni di Livorno in un appassionante concerto che venerdì 1 giugno alle ore 21 concluderà i cartelloni 2011-2012 della Fondazione Teatro Goldoni. 


Inutile provare a chiedere cosa suoneranno: non resta che ascoltarli e scoprire insieme a loro un universo di sonorità e situazioni ora fuori dai canoni tradizionali, ora inseriti in percorsi e progetti artistici che da anni costituiscono il loro specifico ed originale repertorio.
Una collaborazione iniziata nel 1996 - e da allora mai interrotta - con centinaia di concerti e l’incisone di ben tredici dischi: un sodalizio umano ancora prima che artistico. Il pianoforte di Bollani e la tromba di Rava ancora una volta insieme per un viaggio dai contorni affascinanti e coinvolgenti.
Premio Los Angeles Excellence Award per la cultura italiana nel mondo 2011, Musicista dell' anno e Paul Hacket Award 2009, European Jazz Preis, Premio della critica europea, come miglior musicista jazz europeo dell'anno 2007, sono solo alcuni dei riconoscimenti che hanno incoronato Bollani come uno dei maggiori interpreti jazz della scena internazionale. 

Torna il PercFest a Laigueglia

Ritorna con un grande programma anche quest’anno l’ormai classico appuntamento dell’estate ligure con la grande musica jazz: il PercFest di Laigueglia, Memorial Naco, che vanta la direzione artistica del noto contrabbassista imperiese Rosario Bonaccorso. Rassegna dedicata al percussionista Naco e più in generale alla musica jazz, il PercFest festeggerà quest’anno la diciassettesima edizione: 6 giorni di concerti gratuiti, workshop, jam sessions, dal 12 al 17 giugno prossimi Laigueglia, tra i borghi liguri più belli di Italia, si trasformerà nella piazza sul mare del grande jazz.


Oltre ai grandi nomi, tra cui quest’anno spiccheranno Dado Moroni, Danilo Rea, Flavio Boltro, Sergio Cammariere, Tullio De Piscopo, Roberto Gatto, che riempiranno di note le serate pre-estive, il Memorial Naco darà anche spazio ai musicisti di domani con il concorso internazionale per Percussionisti.
Ogni sera percussionisti solisti o in gruppi di massimo 3 componenti si esibiranno sul palco di piazza Marconi fino a decretare il vincitore assoluto, individuato da una giuria di esperti e musicisti. La partecipazione al contest è gratuita, c’è tempo per partecipare fino al 16 maggio, il bando è disponibile al sito www.percfest.it.
15 i concerti serali previsti dal programma, a partire dalle ore 21 e a proseguire fino a notte con le jam sessions improvvisate nei locali.
Novità per quest’anno saranno alcune jam session a bordo di un battello che salperà dall’approdo di Laigueglia in notturna.

Bari In Jazz in luglio con Jarrett e Corea

Dal 3 al 7 luglio il Lungomare Nazario Sauro di Bari cambia veste: chiude al traffico e diventa teatro del Festival del Jazz che ormai da otto anni si svolge a Bari con spettacoli di alto livello ed esibizioni di artisti internazionali. Quest’anno il “Bari in Jazz” si avventura nell’“avvicendamento di diverse prime nazionali ed internazionali, in un’attenta e misurata presenza di artisti del territorio in ipotesi progettuali appositamente prodotte per questo evento”, spiega Roberto Ottaviano, sassofonista, compositore, nonché direttore artistico dell’evento. Ottaviano sottolinea quale e quanto impegno sia stato profuso dalle istituzioni e dagli sponsor nel creare quella sinergia perfetta e funzionale per “un evento in cui si vuole sottolineare che per realizzare e rendere ancora sensato lavorare ad un progetto di questo tipo, occorrono passione, competenza, coraggio e libertà”.


Il programma prenderà il via martedì 3 luglio con una produzione speciale per il festival che vedrà sullo stesso palco il duo portoghese composto dalla cantante Maria João e dal pianista Mário Laginha accompagnato per l’occasione dall’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari diretta da Lorenzo Marini in Symphonic Loves.
La cantante è conosciuta per la sua notevole capacità di improvvisazione e l’attitudine all’evoluzione, nodo centrale del suo fare artistico che l’ha portata a collaborare con artisti del calibro di Aki Takase, Joe Zawinul, Giberto Gil, David Linkx e dal 1994 con Mário Laginha, uno dei più creativi e apprezzati compositori e musicisti jazz del Portogallo. Symphonic Loves raccoglie alcune tra le più struggenti canzoni d’amore di ogni tempo, da Monteverdi ad oggi. La cantante virtuosa e a proprio agio nei generi più disparati, interpreterà una accurata selezione di brani, alternandosi con alcuni solisti ospiti dell’Orchestra Sinfonica.

Jazz On The Road a Brescia

Il Festival Jazz On The Road, giunto alla sua decima edizione, assiste quest'anno a un totale rinnovamento rispetto alle edizioni passate. Il cambiamento è principalmente volto a creare una migliore integrazione con il tessuto urbano, sull'onda dei migliori festival di musica jazz europei e mondiali (Umbria Jazz, Copenhagen Jazz Festival, Montreux) - ormai veri e propri appuntamenti culturali irrinunciabili che rappresentano altrettanti fiori all'occhiello dell'offerta turistica locale.


L'Associazione Jazz On The Road, grazie a un'esperienza decennale nel settore organizzativo e agli ottimi risultati già raggiunti con l'omonimo festival estivo, il festival Jazz In Eden e numerosi altri appuntamenti nella Provincia, è pronta per iniziare un processo di divulgazione che porterà la musica jazz a essere strettamente connessa con la fama della città di Brescia, contribuendo attivamente alla sua vitalità turistica, in un anno peraltro che coincide con l’ingresso ufficiale di San Salvatore e Santa Giulia nel Patrimonio Mondiale UNESCO.
Il programma prevede tre giorni interi (venerdì 13, sabato 14, domenica 15 luglio) di musica e cultura jazz in città, con iniziative e attività che iniziano la mattina e terminano oltre la seconda serata. Tre concerti serali con grandi star del jazz internazionale fanno da culmine a questo fitto dialogo tra musica e territorio: degno corollario è rappresentato da altrettanti concerti pomeridiani (18,30 circa) in location suggestive appositamente scelte tra le molte presenti a Brescia, con le proposte più creative e giovani del jazz contemporaneo.

Ecco il programma della manifestazione: 

martedì 29 maggio 2012

The Cookers - Believe

The Cookers è una formazione di all-stars molto simile a quello che il gruppo The Leader fu negli anni '80. La sua musica è essenzialmente costituita da un hard bop muscolare nella tradizione di Art Blakey e i Jazz Messengers, tuttavia non c'è il senso di una musica ferma nel tempo, invece presenta un aggiornato e moderno mainstream jazz suonato da un gruppo di veri professionisti. 


Il gruppo è di prima classe con Billy Harper, al sax tenore, Craig Handy al sax alto, Eddie Henderson e Dan Weiss (ha anche prodotto e arrangiato la musica dell'album) alla tromba, George Cables al pianoforte, Cecil McBee al basso e Billy Hart alla batteria.
Questi supergruppi hanno di solito una durata particolarmente breve normalmente seguita dal tag "una sola notte". The Cookers sono invece l'eccezione alla regola grazie alla pubblicazione di Believe, il loro terzo album che marca il quinto anno di collaborazione che rappresenta anche l'album di debutto per l'etichetta Motema Records.
Questo settetto stellare continua ad attingere da miriadi di influenze per creare un proprio marchio speciale.
Come per le due precedenti uscite, acclamate dalla critica, Cast The First Stone (Loin Plus, 2011) e Warriors (Legacy Jazz Productions, 2010), Believe è costituito quasi interamente da musica scritta dagli stessi membri della band, scelte da Weiss attraverso tutta la loro carriera.
Mentre per i primi album, Weiss ha messo in primo piano i suoi pezzi preferiti, per quest'ultimo, avendo esaurito la sua lista dei desideri personali, ha dovuto scavare un po' più a fondo, offrendo l'invidiabile opportunità di scoprire alcuni nascosti tesori tratti dai songbooks dei suoi colleghi.

Atina Jazz 2012

Ormai alla ventisettesima edizione, Atina Jazz può essere sicuramente annoverata tra le più longeve manifestazioni estive in Italia. Organizzato dalla Comag Sales, con la direzione artistica di Maurizio Ghini, Atina Jazz sta assumendo sempre più un ruolo di sviluppo del territorio, con grande attenzione nei confronti dei giovani musicisti e non solo. 


Dopo l’entusiasmante successo della scorsa edizione di AtinaJazz, infatti, con la coinvolgente presenza degli studenti della Humber School di Toronto, che hanno elettrizzato con le loro jam session “notturne” il Festival, quest’anno AtinaJazz triplica. 
Ben 30 ragazzi provenienti da tutto il mondo parteciperanno al primo Campus della Musica, dal 20 al 29 luglio. Durante tutto il periodo della manifestazione le piazze e le strade di Atina saranno invase dall’allegria e dall’entusiasmo che solo la comune passione per la musica può generare. Giovani provenienti da ben 7 paesi diversi che si uniranno con i ragazzi Italiani, musicisti o non, per una grande jam session multiculturale. Tutti i giorni seminari, lezioni di musica e di italiano/inglese, masterclass, concerti, coinvolgeranno i giovani ospiti. E non mancheranno le prelibate degustazioni dei ricercatissimi prodotti tipici di tutta l’area della Valcomino. 
Atina Jazz 2012 prevede tre fasi ben distinte: dal 29 giugno all’8 luglio AtinaJazz al mare, a Gaeta e Terracina; dal 13 al 19 luglio AtinaJazz anteprima, a Fiuggi e Sora; dal 20 al 29 luglio AtinaJazz Summer 2012, ad Atina centro storico. Appendice il 9 agosto nello splendido borgo medioevale di Boville Ernica. 
A Gaeta, il 29 giugno, si parte con Asì Quartet che presenterà il nuovo cd, dal titolo omonimo, realizzato per la Jando Music. Il 30 giugno è la volta del cantautore Gerardo Casiello con il suo progetto “Contrada Casiello”. Ultima data a Gaeta il 1 luglio, con il duo formato da Giovanni Guidi al pianoforte e Gianluca Petrella al trombone. 

Attimi in jazz...

L'Astoria Park Hotel di Riva del Garda ospiterà, dal 27 maggio al 27 luglio, una mostra fotografica di Vigilio Forelli intitolata “Attimi in Jazz...”: una selezione di sedici ritratti in bianco e nero, tra i più belli e significativi della sua produzione. 


Art’inHotel aprirà le porte alle complesse sfumature del jazz grazie all’esposizione degli scatti fotografici di Vigilio Forelli che dal 2002 segue tutte le edizioni dei festival jazz del Trentino Alto Adige, ottenendo una produzione fotografica di alta qualità in un archivio in grado di superare i mille scatti.
Fare fotografia, buona, valida ed interessante non è sempre facile. Soprattutto quando si parla di jazz e non si vogliono banalizzare i soggetti.
Forelli è stato in grado di uscire dal gruppo per fermare Attimi in Jazz...
Il suo fine era quello di fissare quelle minime espressioni, movimenti, silenzi che caratterizzano il musicista jazz. Ogni attimo equivale ad una emozione espressa attraverso un piccolo gesto: una smorfia, una testa china durante una pausa, un cambio di pedale del pianoforte.
Il fare Jazz racchiude in sé delle verità istintive legate all’improvvisazione e al concetto di “musica d’arte”, e proprio per questo Forelli ha voluto cercare ed istaurare un collegamento tra due linguaggi distanti, quali la musica e la fotografia.

lunedì 28 maggio 2012

James Carter Live At Baker's Keyboard Lounge su TSF Jazz

Questa sera l'emittente radiofonica TSF Jazz, trasmetterà i migliori momenti di tre concerti che il magnifico sassofonista James Carter ha tenuto al Baker's Keyboard Lounge di Detroit nel giugno del 2001. 


Accompagnato dai batteristi Leonard King e Richard Allen, dall'organista Gerard Gibbs, dal pianista Kenny Cox, dal bassista Ralph Armstrong e a turno dal trombettista Dwight Adams, dall'alto sassofonista Larry Smith e da alcuni leggendari sassofonisti come David Murray, Johnny Griffin e l'88enne Franz Jackson, appuntamento fisso nella scena di Detroit, questi concerti catturano perfettamente lo spirito libero di un jazz club.
Da questi concerti è stato tratto un fantastico album, pubblicato nel 2009.

Clicca qui per ascoltare questo concerto, questa sera a partire dalle ore 21

Chris Potter, maestro moderno della tradizione jazz

Sul sito The Australian è stato pubblicato un bell'articolo sul grande Chris Potter, secondo me uno dei migliori tenorsassofonisti in circolazione.


Potter, è un sassofonista che assomiglia a un bibliotecario e suona come un posseduto; ha un suo modo molto personale di incutere timore.
Una storia del The New York Times dello scorso anno segnalò la folla di studenti musicali presenti ad uno dei suoi spettacoli dal vivo, con i giovani rapiti dal suo playing. Altrove, devoti studiano attentamente le sue improvvisazioni e postano le trascrizioni dei suoi pensieri musicali online.
Non è sempre stato così, naturalmente. Potter ricorda come si sentiva, alcuni anni fa, quando i musicisti più giovani iniziarono a rumoreggiare dopo uno spettacolo, per dire quanto egli li abbia ispirati.
"Le prime volte che è accaduto", dice, "Mi dissi, 'Starai scherzando. Sto ancora lavorando su tutte le cose che voglio fare. Questo non è reale. Si dovrebbe tornare indietro e ascoltare Sonny (Rollins)." 
Fa una pausa. "Ho ancora effettivamente quella sensazione."
Il 41enne Potter, è attualmente uno dei sassofonisti più influenti. Quando aveva 18 anni, era già considerato un prodigio; la sua carriera iniziò di slancio grazie all'aiuto del trombettista Red Rodney, un tempo componente della band di Charlie Parker. I due si incontrarono quando Rodney arrivò nella città natale di Potter, Columbia nel South Carolina. Rodney, impressionato, invitò il giovane ad andarlo a trovare, quando fosse passato da New York. 
L'occasione arrivò l'anno successivo, e solo pochi mesi più tardi gli fu chiesto di unirsi alla band di Rodney.

Paolo Fresu Devil Quartet - Jazz in Marciac 2008 (video)

Il 2 agosto 2008, il trombettista Paolo Fresu fu ospite del celebre Marciac Jazz Festival, dove fu accompagnato dal suo Devil Quartet, composto da Paolo Fresu alla tromba; Paolino Della Porte al contrabbasso; Bebo Ferra alla chitarra e Stefano Bagnoli alla batteria.


L'idea che sta alla base della nuova avventura di Paolo Fresu nasce alla fine del 2003, quando si rese evidente la volontà di formare un nuovo quartetto dopo la fortunata esperienza dell'Angel Quartet
A metà strada fra il serio e il faceto, il nome del gruppo nasce proprio sull'idea di scherzare sulla continuazione del discorso musicale iniziato con "Angel". "Devil" è stata la prima risposta "logica".
Come per "Angel", anche il nuovo gruppo nasce con la caratteristica del voler puntare su un gruppo internazionale, ricco cioè di grandi musicisti italiani ed extranazionali.
Paolino dalla Porta e Bebo Ferra sono vecchie amicizie musicali di Paolo, già attive in passato in diverse avventure artistiche. 

Novara Jazz 2012

Giunto alla nona edizione, ritorna Novara Jazz, un palcoscenico unico nel cuore di Novara per il grande jazz, l’improvvisazione, le sperimentazioni elettroniche e le contaminazioni tra le arti. Organizzata dall’Associazione Culturale Rest-Art, questa edizione si presenta dopo una lunga stagione winter, grande novità del 2011, che dall’autunno fino a oggi ha portato in città nomi quali Louis Moholo, Dave Liebman, Daniele Cavallanti e Tiziano Tononi, The Thing, Ken Vandermark e Ab Baars.

Come ogni anno, gli eventi si svolgeranno a Novara, con il ritrovato cortile del Broletto, cuore medievale della città appena restaurato, a ospitare i principali eventi serali, affiancato dalle storiche location degli Auditorium del Conservatorio Cantelli e dell’Istituto Musicale Brera. Mentre durante le giornate saranno invase dal festival le strade e le piazze della città, per poi spaziare in splendidi luoghi scelti in tutta la provincia che ospiteranno i concerti e gli eventi correlati previsti dal 31 Maggio al 10 Giugno, con una speciale anteprima il week-end precedente.
Si anticiperà in provincia venerdì 25 maggio con eventi quali la norvegese Mari Kvien Brunvoll ad Ameno, FMS Trio ad Oleggio, e il giorno dopo il festival torna a Novara con un grande concerto della Soulful Orchestra al Palasport, in occasione dei mondiali di Kendo in città, preceduto dal concerto di Stefano Ferrian’s Nutimbre per un originale Jazz&Beer al Croce di Malto di Trecate. Domenica 28 il tour di “jazz&” si conclude a Robecco sul Naviglio con il Tramonto in Jazz Jazz&Wine affidato a Adovabadàn Jazz Band.

Piossasco Jazz Festival 2012

In una primavera ricca di impegni musicali, torna il Festival Jazz “Note d’Autore”, nato da un’idea di Fabrizio Bosso
Il giovane e ambizioso Festival, che si propone di portare in provincia ciò che nell’immaginario è prerogativa solo della grande città, torna nella sua terza edizione con un programma di ampio respiro, grazie ai suoi concerti serali e agli appuntamenti del “Jazz Diffuso” che portano la musica per le strade, nei supermercati, nelle scuole e nei caffè. 


Dopo aver ospitato artisti del calibro di Raphael Gualazzi, Paolo Fresu, Francesco Cafiso e Sergio Cammariere, quest’anno si esibirà sul palco del Castello dei Nove Merli di Piossasco, il 1° giugno, Roberto Gatto in “Remembering Shelly”, omaggio ad uno dei più importanti batteristi e band leader della storia del jazz: Shelly Manne. 
A seguire, l’atipico duo costituito da Rosario Giuliani e Dado Moroni
Sabato 2 giugno sarà il turno di Fabrizio Bosso con il suo quartetto – Luca Mannutza al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria – che dipingerà quadri sonori sull’infinito.

sabato 26 maggio 2012

Un genio del male, uno stronzo, un vero coatto: tanti auguri Miles

Su Facebook il mio amico Niccolò Carli, mi ha segnalato questo articolo di Valerio Mattioli su Miles Davis, pubblicato sul sito Vice.
Un articolo decisamente forte, scritto appositamente per scatenare polemiche, e che infatti sono già partite alla grande su Facebook. Per quanto mi riguarda ritengo che le tesi di Mattioli non siano particolarmente nuove ed originali, poi personalmente mi interessa ben poco se Miles fosse uno "stronzo" o una persona meravigliosa. 
Credo che dopo Bitches Brew la qualità della musica di Davis sia andata progressivamente degradando, ma ciò non può oscurare le straordinarie realizzazioni degli anni '50 e '60. 


Oggi è il compleanno di Miles Davis, che lui evidentemente non festeggerà perché morto nel 1991. Me lo ricordo, di quando è morto Miles: i giornali ne parlavano, era una cosa grossa. Ero piccolo e mia madre mi spiegò che questo Miles Davis era un musicista drogato che aveva pure collaborato con Zucchero. Mi spiegò anche che era un'enorme testa di cazzo, probabilmente esprimendo il concetto attraverso espressioni meno triviali, ma ecco, il concetto era quello. Come mia madre potesse sapere quanto testa di cazzo fosse Miles, non so dirlo. Presumo fosse la vox populi. 
Se conoscete il personaggio, o meglio ancora avete letto la sua autobiografia, saprete che sì, mia madre aveva ragione. Il soprannome di Miles era “Il principe delle tenebre” ma per conoscenti, familiari e collaboratori poteva essere tranquillamente “Il re degli stronzi”. Miles è stato, nell’ordine: puttaniere, magnaccia, pornomane, eroinomane, cocainomane, alcolizzato, dipendente da psicofarmaci, ladro di musiche altrui, gretto maschilista, marito prepotente, padre degenere, capetto irascibile e dittatore vendicativo. Poi certo: incidentalmente è stato anche il più grande trombettista di tutti i tempi. E visto che è il suo compleanno, io vorrei ricordarlo con quello che è stato il suo periodo al tempo stesso più luminoso e infame; la speranza è che chi legge si toglierà dalla mente che sto parlando di un “famoso jazzista morto” e capirà che Miles, oltre che un rinomato pezzo di merda, fu sopra ogni cosa un genio del male, forse nella vita privata, sicuramente nella musica. Vi avverto: andrò per le lunghe. Ah, e non sto parlando di jazz, intesi? 

Video tratto dal nuovo album di Christian Scott (video)

Il trombettista Christian Scott, vincitore del Edison Award, ha appena pubblicato il suo convincente nuovo album, intitolato Christian aTunde Adjuah
Seguito dell'acclamato Yesterday You Said Tomorrow è un ispirato e provocatorio doppio album che raccoglie 23 pezzi. Con la tromba dell'artista al centro della scena sulla maggior parte dei pezzi, l'album contiene ballate riflessive, paesaggi sonori leggeri e sognanti, chitarre affilate con inflessioni rock, trombe estatiche, così come squilli di trombe e lamenti angosciosi.


Un intrepido esploratore, Scott alza la posta sul nuovo doppio album continuando a scavare in un territorio jazz inesplorato. La band di Scott è costituita dal chitarrista Matthew Stevens, dal batterista Jamire Williams, dal bassista Kris Funn e dal pianista Lawrence Fields (il cui suono di un pianoforte è spesso condito dagli effetti dell'utilizzo di carta sulle corde dello strumento).

Una statua di Ellington per la riapertura del celebre Howard Theatre di Washington

Washington celebra la riapertura del leggendario Howard Theatre, con una grande statua metallica raffigurante uno dei suoi più grandi concittadini: Duke Ellington.


Le menti che studiano il nostro passato più da vicino, sono spesso quelle con una maggiore visione per il futuro. Ecco perché abbiamo bisogno di storici, e perché i migliori innovatori hanno i loro propri mentori. E' davvero la migliore ragione per rileggere la storia. 
Per andare avanti, abbiamo bisogno di trazione, il che significa scavare nel terreno su cui camminiamo.
Quando alcuni giorni fa l'Howard Theatre ha iniziato il suo processo di riapertura, la stampa locale ha riconosciuto l'audacia e la precarietà dell'impresa. 
Ma gli eventi degli ultimi giorni confermano che il nuovo team dell'Howard ha scelto di premiare la sua storia. Prima di qualunque concerto, il teatro apre le sue porte alla comunità per una giornata, abbracciando la comunità nera del quartiere Shaw, che è sempre stata la sua base.
E quando si attraversa il maestono teatro, si possono ammirare le fotografie dei grandi artisti neri che hanno calpestato il palco nel corso degli anni, da Dizzy Gillespie ad Aretha Franklin

Rita Marcotulli 4ET all'Auditorium di Roma

Sabato  26/05/2012 alla ore 21 presso la Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica di Roma concerto del Rita Marcotulli 4ET (Rita Marcotulli, pianoforte; Tore Brunborg, sax; Luciano Biondini, fisarmonica; Michele Rabbia, percussioni e live electronics).


La melodia evocativa di Rita Marcotulli, il sax nordico di Tore Brumborg, il virtuosismo di Luciano Biondini e le funamboliche percussioni di Michele Rabbia rappresentano musica della variazione, dove l'imprevedibile diventa la norma e i molteplici cambi di direzione mettono in campo una serie di "figure musicali" che sottintendono una logica quasi teatrale nella realizzazione delle frasi, negli sviluppi improvvisativi, da cui emerge una musica dall'ampio spettro cromatico che si rivela matura e avvincente.
Rita Marcotulli, elegante pianista dalla grana melodica e dalla voce strumentale esclusiva, si avvicina alla musica brasiliana per poi approdare definitivamente al jazz.
Nei primi anni ’80 è presente sulla scena romana con musicisti del calibro di Chet Baker, Richard Galliano, Kenny Wheeler.

Il centenario di Gil Evans su WGBH (audio)

L'emittente radiofonica americana WGBH ha recentemente celebrato il centenario della nascita di Gil Evans con uno speciale programma di quattro ore, condotto da Eric Jackson, dedicato alla musica del celebre compositore, arrangiatore e band leader.
La trasmissione in particolare si è concentrata sul periodo della leggendaria collaborazione di Gil Evans con Miles Davis, presentando musiche tratte dai quattro album straordinari prodotti in collaborazione: Birth of the Cool [1957], Miles Ahead [1957], Porgy and Bess [1958] e Sketches of Spain [1960].

Ecco in streaming audio questa bellissima trasmissione:

BFlat Jazz Fest a Milano in luglio

Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai”, così Louis Armstrong rispose a tutti coloro che glielo chiesero. 
Partendo proprio da qui nasce la prima edizione del bFlat Jazz Fest, che si propone di far riscoprire la vera essenza del Jazz, fatta di improvvisazione, di creatività istintiva e di libertà, espressa attraverso le opere di grandi artisti internazionali. 

Un Festival che prenderà forma nelle serate del 15-17 luglio 2012 presso il Teatro Martinitt di Milano, mostrando le origini del jazz nel connubio perfetto di musica africana e occidentale. 
Ad inaugurare la prima edizione sarà il trombettista e compositore statunitense Randy Brecker, che ha contribuito a creare il suono del rhythm'n'blues’ e del funk rock.
La serata conclusiva sarà dedicata a un illustre artista, Bob Mintzer, compositore e sassofonista che ha ricevuto, per ben tredici volte, la nomination ai Grammy awards
Ad accompagnare questi due famigerati maestri del Jazz, ci saranno artisti italiani di grande fama, come Luca Missiti e  Monday Orchestra di cui è il Direttore.
Un’edizione che rispecchia quello che il Jazz significa, dal dialetto africano “jasi” , vivere a pieno, “vivere ad un ritmo accelerato”.

venerdì 25 maggio 2012

JapzItaly – Jazz Aid for Japanese Children a Milano

Tratto dal blog A Proposito di Jazz di Gerlando Gatto:
Promette di essere un evento senza precedenti la tre giorni di jazz e musica giapponese che si terrà a Milano dal 25 al 27 maggio — venerdì 25 all’Istituto Ettore Conti, sabato 26 a Palazzo Isimbardi, domenica 27 al Centro Congressi Corridoni.


JapzItaly – Jazz Aid for Japanese Children, questo il nome con cui è stata battezzata la mini rassegna, vedrà infatti la partecipazione di alcune personalità di assoluto prestigio del jazz internazionale e della musica improvvisata e tradizionale provenienti dal Sol Levante, alle quali si affiancheranno jazzisti e musicisti italiani di pari rilievo, chiamati unicamente a compiere una lodevole missione: raccogliere fondi da destinare ai tantissimi bambini giapponesi variamente colpiti dall’immane sciagura del marzo 2011.
Sul palco delle location interessate saliranno l’altosassofonista Sadao Watanabe ed il pluriancista Akira Sakata, il maestro shakuhachi di scuola tozan-ryu Kizan Daiyoshi, i pianisti Akira Onozuka e Nobu Stowe, il bassista Kiyoto Fujiwara, la pianista-cantante Mami Ishizuka, il trombettista Tiger Okoshi, i chitarristi Hideshi Takatani e Masa Oya del duo G2us e, ospite particolare, il filosofo-calligrafo Tetsuo Gyotoku. 

Amiri Baraka - Black music. I maestri del jazz

Si tratta di un’antologia quasi completa di tutti gli scritti sulla jazz music che il grande poeta, saggista e sociologo afroamericano Amiri Baraka (al secolo LeRoi Jones) ha scritto lungo mezzo secolo di impegno civile, lottando contro l’odio razziale e dimostrando, proprio attraverso la valorizzazione di queste sonorità (soprattutto quelle avanguardiste come il free e la new thing), come i neri d’America siano riusciti a riscattarsi e a creare una grande arte. Lo stile di scrittura è talvolta liricizzante e funambolico e proprio per questo molto coinvolgente.


Il blues e il jazz sono stati l'esperienza fondamentale attraverso la quale si è forgiata l'identità degli ex schiavi negli Stati Uniti: l'esperienza con cui il popolo afroamericano ha espresso il massimo di autonomia culturale rispetto all'America bianca. 
Da Duke Ellington ad Art Tatum, da Thelonious Monk a John Coltrane, da Sun Ra a Miles Davis, sono molti gli eroi che hanno indicato ai neroamericani la strada per diventare se stessi, resi dal lirismo poetico di Baraka nella loro cifra esistenziale, nel loro privato, ma anche nelle loro scelte politiche. 
Sempre testimone in prima persona, oltre che grandissimo appassionato di jazz, Baraka riesce nell'impresa di ritrarre con felice mano poetica un intero universo - il mondo e i valori della Black Music e della sua eredità culturale - e a trasporli in questa grande galleria di ritratti.

Jazz Place Radio

È tutta lucana la pagina Facebook con più fan tra le web radio Jazz Europee presenti sul social-network più popolare al mondo, prima in Italia e unica al Sud.
Nata il 22 marzo 2012, Jazz Place Radio è lo spin-off radiofonico di quanto già proposto negli ultimi due anni in tv con “Officina del Jazz Travel”, un format televisivo andato in onda su emittenti locali (Puglia-Basilicata-Campania), interamente dedicato alla scoperta, o alla riscoperta, di musicisti affermati e non. E proprio lo staff dell'Officina del Jazz, associazione con una tradizione ormai consolidata in ambito jazzistico, in collaborazione con l'azienda di soluzioni web “TimmyTag” di Leonardo Stella, ha voluto proporre sul web, inizialmente quasi per gioco, un format radiofonico interamente dedicato alla musica “non da classifica”.


Abbiamo puntato tutto sulla musica che solitamente in radio non va in onda o che al limite è trasmessa da pochissime radio in fasce orarie notturne e rivolte esclusivamente ad una nicchia di pubblico nazionale” - spiega il fondatore del progetto, Angelo Calculli. “Il risultato, - continua Calculli - in soli due mesi è un successo assolutamente non previsto e fuori da qualsiasi possibile previsione.”
Un palinsesto studiato ad-hoc, con playlist calibrate sui gusti degli appassionati del settore, ed una programmazione di 24 ore non stop priva di interruzioni pubblicitarie, in pochissimo tempo hanno fatto di Jazz Place Radio la web-radio jazz più conosciuta a livello internazionale e apprezzata non solo da singoli utenti ma anche da hotel, ristoranti, lounge-bar ed esercizi commerciali di tutto il mondo.

JazzInLaurino a Baronissi

X.ma  edizione di “JazzInLaurino” con molte conferme e qualche novità di rilievo. 
Tra le novità, in primis il rapporto di collaborazione con il Festival Jazz di Baronissi, quest’anno alla XVI edizione; l’appuntamento è dal 4 al 6 luglio. 


Una rassegna, questa nella Valle dell’Irno, a Baronissi, che vedrà esibirsi sul palco solisti, gruppi e musicisti selezionati. I migliori verranno premiati; i primi in assoluto, cui sarà dato un premio di 2.000 e., si esibiranno proprio nella prima serata dell’edizione di JazzInLaurino, il 5 agosto. 
Saranno premiati i secondi, con 1.000 e.; ai terzi classificati, 500 e. 
Novità tra gli ospiti, sempre prestigiosi; il batterista, percussionista, Billy Cobham, (nato a Panama 1944) e Mario Biondi “the Voice” del XXI secolo.                     
I due artisti si esibiranno l’uno nella meravigliosa, naturale, storica ambientazione del Palazzo Ducale il 6 agosto, Billy Cobham; mentre l’8 agosto Mario Biondi si esibirà nella Cava dell’Anfiteatro appena risistemata. 

Grande edizione di Gezmataz in luglio a Genova

Se amate il jazz, vivete a Genova o nei dintorni e state per programmare le prossime ferie estive, ci sono alcune date da segnare sul calendario. Dal 19 al 23 luglio è meglio rimanere in città, anche se il caldo invoglia ad altre destinazioni. A giudicare dagli appuntamenti già ufficializzati, Genova diventerà infatti la vetrina del meglio del jazz contemporaneo mondiale, con occasioni uniche per gli appassionati del genere.


Il primo appuntamento da segnare, da giovedì 19 luglio, è l’edizione 2012 di Gezmatazz al Porto Antico. Consueta la formula che abbina workshop dedicati ai musicisti - quest’anno i  docenti delle lezioni sono Claudio Lugo conduzione, George Garzone sassofono Marco Tindiglia  chitarra, Masa Kamaguchi basso e Dejan Terzic batteria - ed esibizioni dal vivo. 
Il programma di concerti inizia il 19 con la ripetizione della Rare noise night, già inaugurata lo scorso anno, una serata gratuita organizzata dalla etichetta londinese casa delle musiche di frontiera fra jazz, rock e sperimentazione,  che proporrà due gruppi del proprio catalogo. Già confermati gli Interstatic, trio composto dagli artisti del nord Europa Roy Powell, Jacob Young e Jarle Vespestadin, che propone un repertorio originale in bilico fra rock, jazz e psichedelia.
Il giorno successivo si entrerà nel vivo con due nomi che figurano nell’olimpo del jazz contemporaneo. Venerdì 20 sarà sul palco il Brad Meldhau Trio, la formazione classica del pianista statunitense, con Larry Grenadier e Jeff Ballard, da poco tornato a esprimersi in linguaggio pienamente jazz con il cd Ode (Nonesuch), dodici originali dedicati a personaggi di fantasia ricchi di groove e afflato lirico.

giovedì 24 maggio 2012

Don Cherry In The 1960s (audio)

Indiana Public Media ha trasmesso recentemente, nell'ambito del suo programma Night-Lights, una puntata dedicata interamente alla musica di Don Cherry negli anni '60 quando il cornettista, reso celebre dalla sua collaborazione nel quartetto di Ornette Coleman, iniziò a forgiare il suo passo musicale.


Il cornettista Don Cherry si fece notare per la prima volta nel mondo del jazz alla fine degli anni '50, suonando nel quartetto d'avanguardia del sassofonista Ornette Coleman, ma Cherry trascorse gli anni '60 facendo una propria strada musicale, prima come sideman di artisti come Sonny Rollins e Albert Ayler, e poi come leader in proprio.
Cherry è nato il 18 novembre 1936 a Oklahoma City, ed è cresciuto a Los Angeles, dove iniziò a suonare la tromba e il pianoforte. Affascinato dai trombettisti bebop e hardbop come Fats Navarro, Clifford Brown e Miles Davis, Cherry ebbe una esperienza che gli cambiò la vita, quando incontrò Ornette Coleman nel 1956 in un negozio di musica a Los Angeles, diventando un suo fondamentale compagno musicale.
"Aveva i capelli lunghi e la barba," Cherry ricordò in seguito. "ed aveva un lungo soprabito. Avevo paura di lui." La musica che, solo qualche anno più tardi, i due produssero insieme spaventò molti altri nel mondo del jazz.
Lo stile di Cherry come trombettista è stato spesso descritto come semplice e frammentato... termini che descrivono bene il suo uso dello spazio e la sua inventiva melodica e ritmica, e che presto ha cominciato a vagare ben oltre i confini del bop.

Premio Internazionale Massimo Urbani a Camerino

Tutto pronto per la XVI edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani che si svolgerà a Camerino nei giorni del 7, 8 e 9 Giugno. 
Una tre giorni non stop che darà l'opportunità ai tanti amanti della musica afroamericana di scoprire le nuove promesse del jazz e di ascoltare alcuni dei maggiori artisti internazionali. 
L'attenzione è rivolta ai giovani protagonisti del Premio, i 12 musicisti, selezionati dalla Giuria tra i 150 iscritti, provenienti da tutt'Italia, dal Brasile, dalla Germania e dall'Inghilterra, che si sfideranno in due semifinali nei giorni 7 e 8 e nella finale del 9 giugno. 


Sono coinvolti anche i giovani musicisti del territorio con un palco riservato alle scuole di musica della Regione Marche: la Libera Accademia del Jazz di Ancona porterà i loro Ensembles diretti da Andrea Morandi e Roberto Gazzani che apriranno la manifestazione alle ore 19:00 in Piazza Caio Mario e il 9 giugno la Sunday Night Big Band della Scuola "Alessandro Peroni" di Mondavio (PU) diretta da Massimo Morganti che chiuderà la tre giorni.
Molte le star del jazz presenti nei tre giorni che si alterneranno sul palco del Teatro Filippo Marchetti, a partire dal trombettista Enrico Rava che oltre ad essere il Presidente della Giuria regalerà un concerto indimenticabile in duo con il bravissimo pianista Julian Mazzariello giovedì 7 giugno.
La serata di venerdì 8 vedrà come ospite, al termine della seconda semifinale del Premio, Maurizio Urbani, sassofonista tenore, fratello di Massimo a cui il premo è dedicato, che si esibirà con il Trio di Alberto Napolioni, giovane talento camerinese del pianoforte, supportato per l'occasione da Lorenzo Scipioni al contrabbasso e da Giacomo Zucconi alla batteria. 

Tuscia In Jazz Festival

Giunto ormai alla sua undicesima edizione torna anche quest’anno l’appuntamento estivo con il Tuscia In Jazz Festival, in assoluto una delle più apprezzate e importanti kermesse musicali del panorama italiano che tra concerti gratuiti con artisti internazionali, seminari di formazione e il concorso per giovani talenti “Jimmy Woode European Jazz Award” registra ogni anno un boom di presenze e iscritti da ogni parte del globo.


Quest’anno prima di toccare tutta la provincia l’edizione estiva si apre con un inedito appuntamento nel capoluogo Viterbo, che dal 6 al 15 giugno con il Viterbo in Jazz vedrà artisti come Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi, Francisco Mela, Rosario Giuliani, Pietro Tonolo, il Tricycles Trio di Maurizio Giammarco, Dario Deidda e John Brandon Arnold, Aldo Bassi, Massimo Davola, Giorgio Rosciglione, Leonardo Corradi e tanti altri alternarsi in 22 concerti gratuiti, con uno special event il 30 luglio che vedrà protagonista la star internazionale Hiromi Uehara.
Grazie al supporto e alla collaborazione con l’amministrazione provinciale e comunale, i concerti si terranno in location indimenticabili come Piazza San Lorenzo, dove il celeberrimo Palazzo dei Papi farà da scenografia alle esibizioni dei musicisti, e Villa Lante, uno dei più famosi giardini storici italiani. 
Anche il comparto tecnico sarà di prima qualità, con gli impianti audio ad altissima fedeltà forniti da Bose e Loud Professional, e il festival segnerà inoltre il debutto per la summer edition della nuova immagine del festival curata da Neurosegno Comunicazione. 

Alba Jazz Festival 2012

Sta per arrivare la grande musica della sesta edizione di Alba Jazz Festival.
Quattro giorni di grande jazz accompagnato da aperitivi musicali in una cornice unica ed elegante. Alba e le sue piazze saranno la splendida location per il Jazz più bello d’Italia, scelto tra i protagonisti più grandi in circolazione. 
Le torri, le chiese e i palazzi storici faranno da cornice ad un programma di grande spessore artistico.


Si apre giovedì 7 giugno quando, già dalle ore 18 la città sarà invasa dalle note dei gruppi che si esibiranno nei bar del centro storico; alle ore 21 il palco di Piazza Savona si illumina con lo splendido pianoforte di Luca Mannutza e il suo quintetto “Sound Advice” in una serata che promette un’ entusiasmante viaggio tra swing e creativa innovazione. 
Si continua venerdì 8 dalle ore 18 nei locali del centro storico e alle 21 in Piazza Savona con il trio del grandissimo batterista Lorenzo Tucci, che presenterà “Tranety”, il suo intenso, originale e travolgente omaggio a John Coltrane.

mercoledì 23 maggio 2012

Ehud Asherie & Harry Allen: Upper West Side

Ecco un straordinario album in duo che ci riporta alle sonorità fresche e rilassate degli anni '30 e '40, precedenti alla rivoluzione ritmica del bebop, grazie a due tra i più superbi interpreti di jazz classico in circolazione il già noto sassofonista Harry Allen e il per me finora sconosciuto pianista Ehud Asherie.
L'album, che si intitola Upper West Side ed è stato pubblicato quest'anno dall'etichetta Posi-Tone Records, è una  godibilissima  raccolta di standard, carica di swing ed eseguita in maniera vibrante ed elegante.


Avendo già parlato recentemente di Allen, voglio ora soffermarmi sul sorprendente Asherie. "Maestro di swing e stride" secondo la rivista The New Yorker, Ehud Asherie è un pianista che integra alla perfezione la classica tradizione newyorkese con il proprio stile inventivo. 
Nato in Israele nel 1979, Asherie ha vissuto in Italia per sei anni prima che la sua famiglia si trasferisse a New York.
Anche se iniziò a suonare il pianoforte da bambino, la sua passione per il jazz arrivò tempo dopo, grazie ad una cassetta di Thelonious Monk ed alla sua prima visita allo Smalls Jazz club nel Greenwich Village. In gran parte autodidatta, Asherie si è fatto le ossa allo Smalls, trascorrendo le ore piccole della sua adolescenza diventando un appuntamento fisso nelle jam sessions notturne.
Addestrato dal defunto Frank Hewitt, Asherie iniziò a sviluppare "il suo virtuosismo e il suo orecchio per le linee pulite e nitide" (The Star-Ledger). Trovata la sua casa allo Smalls, Asherie diventò la principale attrazione della domenica sera, e nel 1999 lavorò con il quartetto di Grant Stewart. Poco dopo, si mise in evidenza con una sua formazione, Trio 65, con il quale ottenne un ingaggio di due anni, per sei notti a settimana, alla Rainbow Room.
Immergendosi nell'ambiente del jazz ed assorbendo il lavoro dei suoi contemporanei, Asherie ha viaggiato a ritroso nel tempo, dal bebop allo stride, avendo una visione del jazz come forma d'arte vivente, una cosa organica: nel quale ogni standard è aperto ad una costante reinterpretazione.

Dave Douglas al Young Jazz Festival di Foligno

Il Young Jazz Festival propone domani (24 maggio) a Foligno il concerto del trombettista e compositore americano Dave Douglas, che si esibirà nella corte di Palazzo Trinci in compagnia dei suoi fedelissimi Keystone


Intorno alle ore 21.30 la carovana musicale di Young Jazz si trasferirà presso la corte di Palazzo Trinci (in caso di maltempo si svolgerà all'Auditorium San Domenico) dove ci sarà infatti uno dei concerti più attesi dell’edizione 2012 del festival, anche perché quella di Foligno sarà l’unica tappa italiana del grande Dave Douglas accompagnato dai suoi fedelissimi Keystone (a luglio tornerà invece ad Umbria Jazz insieme al suo nuovo Quintetto con Joe Lovano).
Dave Douglas è una figura eterogenea nel panorama musicale contemporaneo, un trombettista-compositore americano che piace sia al pubblico che alla critica. Un musicista, prolifico ed inquieto, di grande preparazione, che ha saputo fondere in modo convincente la tradizione jazzistica con echi che vanno dai grandi maestri classici fino alla musica folk balcanica ed elettronica.
Le sue sperimentazioni lo portano a suonare sia in formazioni insolite sia in organici più tradizionali come il gruppo jazz che si esibisce in questa occasione, la mitica band dei Keystone, una delle più consolidate nella sua variegata carriera, che lo segue nei suoi progetti di natura elettrico-elettronica basati sul sound di rhodes, basso elettrico e dj. Insieme alla tromba di Douglas, ci sarà anche Marcus Strickland al sax, Adam Benjamin alle tastiere, Brad Jones al basso, Gene Lake alla batteria e Geoff Countryman agli strumenti elettronici.

Scott Henderson a Caserta

Dopo il live di Andy Timmons dello scorso 8 maggio che ha fatto registrare un sold out al Black Cat di Caserta, domenica 27 maggio secondo appuntamento con GTR1 (GuiTaR)", neonata rassegna musicale dedicata al mondo della "sei corde", ideata e diretta da "Centro Chitarre di Cristiano Ceruti". 
Protagonista della serata sul palco del Black Cat sarà un altro dei più acclamati chitarristi del mondo, Scott Henderson che sarà accompagnato da Travis Carlton (figlio del grande Larry Carlton) al basso e da Alan Hertz alla batteria; evento questo realizzato in collaborazione con l'associazione musicale "Fa Re Musica".


Scott Henderson comincia a calcare le scene nel sud della Florida suonando brani di miti come i Led Zeppelin o James Brown. Il suo stile si forma sulle note di Jimmy Page, Jeff Beck, Jimi Hendrix, Ritchie Blackmore, Albert King e Buddy Guy, ma la strada che intraprende nello studio del jazz e delle sue possibilità espressive lo portano a maturare un linguaggio personalissimo (nei suoi metodi parla della musica come linguaggio; delle note come parole a formare il periodo come melodia ). 
Appena terminati gli studi alla Florida Atlantic University, si sposta a Los Angeles dove suonerà e registrerà con l'Elektric Band di Chick Corea, con il violinista Jean-Luc Ponty, con i Zawinul Syndicate e molti altri ancora. Il consacramento ufficiale di stella del firmamento fusion arriverà con la creazione dei "Tribal Tech", nel 1984. 

Marco Di Battista terrà la lezione "Tempi di jazz"

Giovedì 24 maggio, alle 14, Marco Di Battista terrà la lezione Tempi di jazz: percorso esperienziale, presso la Facoltà di Lettere dell'Università Gabriele D'Annunzio a Chieti. 
La lezione fa parte del modulo Il Paradigma Digitale: editing audio, video, web ed è rivolta sia agli iscritti della Facoltà di Lettere che al pubblico esterno.


La lezione di Marco Di Battista - Tempi di jazz: percorso esperienziale - ripercorrerà la storia del jazz attraverso le esperienze che hanno ispirato i musicisti e i riflessi sulla loro arte delle questioni pratiche e delle contingenze storiche.
Le forme tipiche dei brani del jazz - dalla canzone di Broadway al Blues, dalle caratteristiche dei diversi stili al rapporto tra composizione e improvvisazione - saranno il punto di partenza del discorso. 
Durante l'esposizione, Marco Di Battista chiarirà le definizioni e i termini più importanti del jazz per dare agli ascoltatori i punti di riferimento storici ed espressivi dei diversi musicisti presi in esame.
La lezione sarà ampliata dagli interventi musicali interpretati da Marco Di Battista, nella doppia veste di relatore e pianista, insieme al contrabbassista Giorgio Pelagatti.

Giovanni Falzone a Padova

Una forma virale acuta che ha colpito Paolo Fresu nei giorni scorsi in occasione della tournée in Indonesia, non gli consente putroppo di partecipare allo spettacolo "Ora di Vivere" programmato per martedì 22 maggio al Teatro Verdi di Padova. 
E' tuttora bloccato a Giacarta in attesa di poter rientrare in Italia per sottoporsi alle cure del caso.
Al suo posto il direttore artistico della manifestazione, Maurizio Camardi, ha invitato un altro grande musicista della scena jazz italiana, il trombettista Giovanni Falzone, recentemente insignito del premio Top Jazz 2011 categoria Ottoni dalla rivista Musica Jazz. Per Paolo Fresu si tratta comunque di un arrivederci in quanto il noto trombettista sardo ha già promesso di partecipare ad una delle prossime iniziative di Ambiente e Cultura.


Ricordiamo che lo spettacolo “Ora di Vivere" vede in scena anche per quest'anno, dopo il successo della scorsa edizione, giovanissimi attori e artisti professionisti. 
L’evento, ad ingresso gratuito previo ritiro del biglietto, è promosso dal Comune di Padova (Settori Ambiente e Gabinetto del Sindaco) in collaborazione Scuola di Musica “Gershwin” e Acegas APS.
Lo spettacolo vedrà protagonista sul palco del Verdi l'ensemble musicale Radiomondo diretto dal sassofonista padovano Maurizio Camardi (direttore artistico del progetto “Ambiente e Cultura”) e composto da alcuni tra i più noti esponenti del jazz italiano: Patrizio Fariselli al pianoforte, Fausto Beccalossi alla fisarmonica, Danilo Gallo al contrabbasso, U.T. Gandhi alla batteria e Federico Sanesi alle percussioni.

Lecce Jazz Festival – Spring edition 2012

E' ormai tutto pronto per Lecce Jazz Festival – Spring edition 2012. Il prossimo week end il centro storico del capoluogo salentino sarà pervaso dal migliore jazz salentino, impreziosito dai contributi dei grandi musicisti della scena internazionale.
L'appuntamento è dunque per sabato 26, domenica 27 e lunedì 28 maggio.


Si inizia sabato 26 maggio con una passeggiata lungo il percorso disegnato dagli otto locali che ospiteranno i jazz set e che sono individuabili nella mappa messa a disposizione in rete sulla pagina FB J.AS.S Jazzisti Associati Salentini: il Coffee and Cigarettes in via Paladini ospiterà la polistrumentista Carolina Bubbico con il batterista Dario Congedo; l’Off-Side in Via Maremonti vedrà Gianluca Milanese in duo con Mirko Signorile; al Black Betty sul viale dell’Università il trio della cantante Dionisia Cassiano; la Corte dei Pandolfi in piazzetta Orsini farà da cornice al concerto del pianista americano Greg Burk; all'osteria Le Volte in via L. De Simone la cantante Serena Spedicato e il pianista Piero Vincenti in un raffinato duo; il Life Café in Via Lamarmora ospiterà le chitarre del Del Vitto-Parmegiani-Di Lecce special project; il Corto Maltese in via Giusti ospiterà il clarinetto e il sax alto di Francesco Coppola e la fisarmonica di Rocco Nigro; al Tennent’s grill in via Taranto l'esplosivo trio di Veronica Moscara con ospite il sax di Raffaele Vaccaro.

Federico Turreni Trio + Battista Lena al Bebop di Roma

Venerdì 25 maggio  prossimo al Bebop di Roma, il trio del sassofonista Federico Turreni – con Daniele Mencarelli al basso e Roberto Pistolesi alla batteria – incontra Battista Lena, grandissimo personaggio del panorama jazzistico italiano. Al caldo, elastico e poliedrico swing del trio si aggiungono l’incisiva eleganza e l’ironia del chitarrista. Il risultato, collaudato in jam, è una scoppiettante ed elegante miscela, originale per sonorità e repertorio, godibilissima a tutti i livelli d’ascolto.


Battista Lena è una leading voice della musica italiana. Ha avuto innumerevoli e prestigiosissime collaborazioni nei club, festival e studi più prestigiosi al mondo: è possibile solo citarne alcune, come quelle con Daniel Humair, Jon Christensen, Billy Cobham, PalleDanielsson, J.F. Jenny Klarke, Richard Galliano, Massimo Urbani, Enrico Rava, Roberto gatto e John Scofield; nella musica contemporanea ha collaborato con Logos Ensemble, il Gruppo Caronte e Tonino Battista. 
A suo nome ha capitanato vari progetti tra cui Bandasonora e Mille corde. Ha una vasta discografia a suo nome. Prolifico compositore, ha musicato i film di Francesca Archibugi (Mignon è partita, Verso Sera, Il Grande Cocomero, Con gli Occhi Chiusi, La strana storia di Banda Sonora, L’Albero delle Pere, Domani, Renzo e Lucia) e di Paolo Virzì (Ferie d'Agosto e Ovosodo). 

martedì 22 maggio 2012

All'asta un sax appartenuto a Charlie Parker

Un sassofono identificato come appartenente a Charlie Parker sarà venduto all'asta il prossimo 8 giugno. Ci si attende che il prezzo dell'E-flat alto sax del 1930 oscillerà tra 30.000 e 35.000 dollari.
Il sito LiveAuctioneers.com trasmetterà l'asta live su internet che inizierà alle 19:00.


Questo sassofono è in possesso di Jennifer Hood, figlia del musicista Bill Hood che fu amico e sideman di Parker. Hood, un musicista piuttosto noto nel periodo per aver suonato con Dizzy Gillespie, Quincy Jones, Frank Sinatra e Sarah Vaughn, tra gli altri, prima di morire raccontò alla figlia l'interessante serie di eventi che ha interessato lo strumento.
La storia racconta che Parker e Hood erano impegnati in una serie di concerti in un club di Portland. 
Una sera Parker si presentò al concerto senza il suo sassofono preferito. Hood gli chiese la ragione e rimase sorpreso di sentire che Parker l'aveva dato in pegno. 
Allora Hood gli disse "ma sei impazzito, quello è il tuo braccio destro, la tua spina dorsale, è la tua vita". 
Allora Parker rispose "Bill se è così importante per te, eccoti il biglietto del pegno, se lo vuoi vai a prendertelo"

Kenny Barron: Live At The Village Vanguard (audio)

Un ponte vivente tra più generazioni di jazzisti, il quasi settantenne Kenny Barron è ancora unanimemente riconosciuto come uno dei più talentuosi pianisti in circolazione.
Il 27 agosto 2008 portò un quartetto di giovani e talentuosi musicisti al Village Vanguard di New York per una concerto trasmesso live dall'emittente radiofonica WBGO.


Come pianista, Barron riassume nella sua tavolozza una vasta gamma di interessi: il bebop, le ballads, il calypso e i ritmi provenienti dal Brasile. E li ha riuniti al Vanguard, presentando belle armonie e veloci chops.
Barron ha scelto un brillante ritmo uptempo sull'opener Softly As In A Morning Sunrise; quindi si è lanciato in un paio di pezzi dalle sonorità brasiliane (Um Beijo, New Samba), in un lirica ballata (Blame It On My Youth), in un insolito pezzo del repertorio di Monk (Shuffle Boil) ed in uno dei suoi originali preferiti (And Then Again).
Lungo la via, è accampagnato in maniera eccellente da giovani musicisti perfettamente integrati: le fumose tonalità dell'ottimo sassofonista Dayna Stephens, il versatile e sensibile bassista Kiyoshi Kitagawa e il magistrale batterista Francisco Mela.

Marcio Rangel e Fabrizio Bosso a Martina Franca

Un duo d'eccezione chiude il cartellone invernale dell'Engine Club. La prima sala da musica martinese fa 'il botto' portando sul suo palco una delle trombe italiane più famose nel mondo, a poche settimane dal suo ultimo successo al fianco di Giorgio Panariello nel suo 'Panariello non esiste' su Canale 5: Fabrizio Bosso accompagnato dalla chitarra di Marcio Rangel in un duo che regalerà emozioni intense, tutte rigorosamente live. 


La tecnica sopraffina di Bosso, le atmosfere brasiliane del chitarrista 'mancino' Marcio Rangel,  in uno stage di altissimo livello reso ancora più unico dall'atmosfera familiare e intima dell'Engine Club, che alla sua lista infinita di grandi artisti aggiunge un'altra perla che resterà nella sua storia. Un evento da non perdere e per il quale è consigliata la prenotazione (posti limitati).
Fabrizio Bosso è definito da Enrico Rava "una delle cose più belle capitate al jazz italiano in questo decennio". Un suono eccellente, pulito, un timing perfetto e una capacità improvvisativa sempre molto attinente con quanto si sta suonando fanno di lui una delle migliori realtà del jazz italiano. 
Nel corso della sua carriera ha avuto numerose collaborazioni con artisti quali Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Aldo Romano, Flavio Boltro, Mario Biondi, Sergio Cammariere, Bob Mintzer, Tullio De Piscopo, Paolo Di Sabatino, Randy Brecker, Roberto Gatto e molti altri artisti di livello internazionale. Collabora stabilmente in progetti musicali con Sergio Cammariere, Javier Girotto, Rosario Bonaccorso, Lorenzo Tucci, Claudio Filippini, Luciano Biondini. È costante la sua presenza all'Umbria Jazz Festival di Perugia. 

Pietro Condorelli a Santa Maria Capua Vetere

L’organizzazione del Concerto del noto musicista Pietro Condorelli comunica – a tempo di record  - che l’evento, già in calendario per la Notte dei Musei e poi annullato per lutto nazionale, si svolgerà, a Santa Maria Capua Vetere, mercoledì 23 p.v. in piazza Bovio con inizio per le ore 21:00. 
Inoltre rende noto che, nel caso di avversità metereologiche, l’evento si terrà all’interno del Teatro Garibaldi.


Dopo il recente successo nelle classifiche dell'Award Jazz italiano che, con 820 preferenze per l’edizione 2011, lo hanno visto posizionarsi al primo posto nella categoria chitarra jazz, si terrà la prima esibizione pubblica nel casertano del M° Pietro Condorelli.
Il collaudato trio sarà quello storico formato da Pietro Condorelli alla chitarra, Gianluigi Goglia al basso e Claudio Borrelli alla batteria. 
Avendo maturato un esperienza ultradecennale, il gruppo si configura come una delle realtà più longeve e significative del panorama jazzistico italiano.
Tratti salienti di tale combo sono da ricercarsi nella capacità dei musicisti di improvvisare costantemente assecondando una forma di interplay non comune, basata sull'ascolto reciproco nell’atto improvvisativo.

lunedì 21 maggio 2012

Eric Reed - The Baddest Monk

Il sensazionale pianista Eric Reed è, a mio parere, insieme a Jason Moran, il migliore interprete della musica di Monk delle ultime generazioni. Sul suo nuovo album per l'etichetta Savant, The Baddest Monk, ancora una volta ripropone, nel suo solito modo molto brillante e sentito, una splendida raccolta di sette classici pezzi monkiani più un paio di originali.


I classici Monk registrati sull'album illustrano l'ampiezza del pensiero di Reed, su uno dei più idiosincratici compositori jazz. Questo non è un altro album tributo Monk, ma è un vivo e penetrante riesame di Monk, sia come uomo che come musicista, visto attraverso la lente di un gruppo di artisti con le stesse idee e ideali. Il particolare playing di Monk alle tastiera era assolutamento unico ed unicamente intrecciato con la sua musica. Il suo pianoforte era parte integrante di quelle canzoni ed uno dei componenti principali della sua grandezza. E' difficile immaginare l'uno senza l'altro.
Ma Reed e il suo gruppo riescono a penetrare fino al cuore della scrittura di Monk, smantellando le sue componenti e rimontandole in modo che essi contengano non solo l'essenza di Monk, ma anche quella degli stessi musicisti.
The Baddest Monk riprende quasi letteralmente dal punto dove il precedente dello scorso anno, The Dancing Monk, aveva lasciato, con Reed che mantiene il suo approccio più spensierato mostrato sul pezzo finale dell'album, trasformando il pezzo di apertura di Baddest, Rhythm-A-Ning, in un immediato highlight.

John Zorn - Nosferatu

Sul bel sito Sound Contest è stata pubblicata un bella recensione di Olindo Fortino, di Nosferatu, ultima novità nella sterminata produzione discografica di John Zorn.


John Zorn sta nuovamente lasciando aperti i rubinetti della sua produzione, cosicche' dischi e progetti tornano a zampillare uno dietro l'altro. 
La sua e' una prolifica megalomania che ha propinato in parti uguali "sole" e piccoli grandi capolavori ma chi ama il personaggio e insegue accanitamente ogni sua uscita ci ha ormai fatto la bocca. E allora diciamo subito che Nosferatu, pubblicato il mese scorso per celebrare il centenario della scomparsa di Braam Stoker (avvenuta il 20 aprile del 1912), e' un lavoro piu' che dignitoso, all'altezza della proverbiale eccentricita' dell'estetica zorniana.
Innanzitutto la formazione schierata dal Nostro e' di quelle su cui non c'e' nulla da dire e obiettare. Bill Laswell, Rob Burger e Kevin Norton sono e restano fior di musicisti che anche in questo contesto confermano di eccellere ognuno nel proprio ambito strumentale. 
Altro valore aggiunto e' la presenza, in diversi brani, del contralto di Zorn (negli altri all'opera con piano, tastiere ed effetti elettronici), delizia e tormento che sempre piu' negli ultimi anni sono venuti a mancare.

Matthew Shipp a Trieste

Martedì 22 maggio alle ore 21.00 presso il Knulp di via della Madonna del Mare 7/a, nell’ambito della rassegna “Le Nuove Rotte del Jazz”, il Circolo del Jazz Thelonious ed il Circolo Culturale Controtempo presentano il concerto di Matthew Shipp al piano solo.


Matthew Shipp nasce a Wilmington, nel Delaware nel dicembre del 1960 e incomincia a suonare il piano all’età di cinque anni; dapprima ispirato dagli organisti di chiesa, prende le consuete lezioni, ma incomincia a “respirare” jazz già all’età di dodici anni, favorito da una famiglia in cui la passione per questa musica era davvero intensa: c’erano dischi, entusiasmo, addirittura un’amicizia – ovviamente precedente la nascita di Matthew – con Clifford Brown.
Come molti ragazzini, la voglia di applicarsi è spesso minacciata da giochi e sport, gli ascolti spaziano da Oscar Peterson ai Jackson Five, passando per Stevie Wonder, ma si spostano presto verso la musica di John Coltrane e all’età di 24 anni Shipp si trasferisce laddove la sua voglia di suonare può trovare il terreno migliore.