lunedì 30 aprile 2012

Il jazz e l'Africa - Luigi Onofri

Senza Africa  non ci sarebbe il jazz, perché esso è intriso di eredità africana.
Partendo da questo assunto, Luigi Onori, uno dei maggiori critici italiani di jazz, mette in luce in uno studio di qualche anno fa, che  è stato poi  ampliato dall'autore, e ripubblicato  dall’editrice “Nuovi Equilibri “ di Viterbo, tutto quanto, a livello internazionale, si può richiamare esplicitamente all’Africa.


E cioé al suo “immaginario”, alle sue forme espressive, ai suoi valori.
E il reticolo di riferimenti,che ne scaturisce, è piuttosto denso, specie per quel che riguarda l’intera esperienza afro-americana.
E mi riferisco alla storia,all’antropologia,alla politica, alla letteratura, al cinema afro-americani.
L’obiettivo che l’autore intende esplicitare è, infatti, essenzialmente il problema dell’identità afro-americana del genere e, bisogna dire, lo persegue egregiamente.
Il taglio serio e insieme divulgativo del lavoro di Onofri permette così una lettura agevole tanto ai cultori e agli specialisti del genere quanto agli appassionati.
Leggere poi Onofri, coccolati dalla musica di un cd di  Louis Armstrong o di uno di  John Coltrane è, di questi tempi, senz’altro il massimo.

"Sostiene Bollani Special" questa sera su RAI 3

Nella prima Giornata Mondiale del Jazz, indetta dall'Unesco, Rai3 schiera il proprio "ambasciatore" di punta: Stefano Bollani, protagonista – dopo il successo dello scorso autunno – di "Sostiene Bollani Special", in diretta questa sera alle 23.15.
Una serata che ripropone anche l'accoppiata con Caterina Guzzanti, nei panni dell'allieva un po' impertinente e pronta a incursioni estemporanee. 
E poi – nello studio che per una sera si trasformerà in "casa del jazz" - il pianoforte di Stefano e il suo racconto di parole e note per un lungo viaggio musicale, tra "contaminazioni" e incontri con alcuni grandi ospiti come il fisarmonicista francese Richard Galliano.
Con Stefano Bollani, anche il suo quintetto, I Visionari, con Mirko Guerrini al sax, Nico Gori al clarinetto, Stefano Senni al contrabbasso, e Cristiano Calcagnile alla batteria.
Una serata speciale che segna il ritorno in tv di Stefano Bollani in un periodo che lo ha visto anche protagonista alla Scala con Riccardo Chailly e alla vigilia della nuova tournee con il Danish Trio, già protagonista di "Sostiene Bollani".

A questo link potete vedere on-line il programma sul sito di RAI 3.

domenica 29 aprile 2012

Il New Orleans Jazz Fest in diretta su WWOZ

L'emittente radiofonica WWOZ a partire dalle ore 18, trasmetterà in diretta radiofonica il celebre New Orleans Jazz Fest, una delle più importanti manifestazioni jazzistiche al mondo.


Tra i principali concerti che potremo ascoltare oggi: Ellis Marsalis (alle ore 20,30), Victor Goines (alle ore 21,45) e Dianne Reeves (alle ore 23). 

Clicca qui per ascoltare i concerti di questo fantasmagorico festival.

Cecil Taylor – All The Notes (video)

Nel 2003 il regista Chris Felver rivolse la sua attenzione alla straordinaria figura free jazz di Cecil Taylor. Facendo economia di mezzi - un set-up utilizzando uno o due camere DV al massimo - a Felver fu permesso di avvicinarsi in maniera personale al pianista, ottenendo un accesso senza precedenti alla sua casa di Brooklyn che era anche il suo posto di lavoro, raccogliendo le sue frequenti stentoree dichiarazioni su vita, arte, musica e ricordi d'infanzia, nonché riprendendolo in vari concerti, in workshop didattici in California, e in un viaggio dietro le quinte per incontrare il vecchio amico Mal Waldron.


Cecil Taylor è un grande maestro del pianoforte. All the Notes cattura in maniera brillante l'atteggiamento non convenzionale di questo timido genio musicale moderno, considerato come uno dei giganti musicali del dopoguerra.
Taylor è ripreso la prima volta mentre medita sulla soffice architettura di Santiago Calatrava, un tipico esempio dei famosi eclettici interessi del pianista, che si estendono dai lavori in solo, in combo e per piccole orchestre alla performance parlare.
Seduto al suo amato e martoriato pianoforte nel suo appartamento di Brooklyn, il maestro tiene il campo con le sue frequenti stentoree dichiarazioni su vita, arte e la musica dimostrando al contempo che la sua tecnica e la sua vista infondono il suo playing.
Gli studenti al Mills College, dove Taylor tiene regolari workshop di insegnamento, elaborano una composizione libera d'avanguardia sotto la sua guida generosa.
Taylor suona con la sua band allo Yoshi a Oakland, al Lincoln Center e al Iridium di New York con la sua Orchestra Humane.

sabato 28 aprile 2012

Don Byron Gospel Project al Blue Note di Milano

Don Byron sarà in concerto lunedì 8 maggio al Blue Note di Milano, per l'unica data italiana del suo tour, dove presenterà Gospel Project, il progetto tratto dal suo ultimo album Love, Peace and Soul
Byron sarà accompagnato da Barbara Walker voce, Nat Adderley Jr. al piano, Brad Jones al basso e Pheeroan akLaff alla batteria.


Come affronta il gospel, una delle radici del jazz, un musicista che ha collocato il suo stile nella ricerca?
Don Byron ha scelto un doppio binario: da una parte una godibilità melodica che di quella musica religiosa valorizza le strutture più immediate, dall’altra una rilettura verso territori consacrati all’improvvisazione più libera, a lui congeniali.
Il leader alterna composizioni originali a omaggi dedicati a padre Thomas A. Dorsey (scomparso nel 1993 a 94 anni), considerato artefice di una sintesi originale fra spiritual e altri canti religiosi, creando un canone non solo dal punto di vista musicale: il reverendo Dorsey (nessun legame con i due fratelli della Swing Era) impostò nei canti una relazione diretta fra il singolo fedele e Dio mentre in passato era il gruppo dei credenti a rivolgersi collettivamente al Creatore.

Ahmad Jamal questa sera al Torino Jazz Festival

Oggi il Torino Jazz Festival ospita quella che io ritengo sia l'appuntamento più importante di tutta la rassegna. Nella seconda giornata della manifestazione, nel Piazzale Valdo Fusi, si esibirà alle ore 18 il leggendario pianista Ahmad Jamal.
L'artista sarà accompagnato da James Cammack al contrabbasso, Manuel “Manolo” Badrena alle percussioni ed Herlin Riley alla batteria.


Ahmad Jamal non è solo una leggenda vivente del jazz, è uno degli artisti più ispirati e di ispirazione nella musica di oggi.
Nasce il 2 luglio del 1930 a Pittsburgh, dove inizia a suonare già nella seconda metà degli anni Quaranta accompagnando anche Dinah Washington. Si trasferisce a Chicago nel 1951 e lì fonda The Three Strings, un trio con Ray Crawford alla chitarra e Eddie Calhoun al contrabbasso.
Inizialmente ignorato dalla critica, con l’incedere della sua carriera viene riconosciuto tra i pianisti più innovativi e influenti del jazz della seconda metà del Novecento.
Tra i primi ad allontanarsi dal pianismo bebop, riesce costantemente a distinguersi e rinnovare un’identità stilistica in perenne evoluzione.

Il tour del Giovanni Guidi New Quintet

Se lo stato di salute di un movimento artistico si misura anche dalla capacità delle nuove generazioni di mettersi in gioco delineando nuove strade, si può star certi che il jazz italiano viva un momento di grazia unico. Giovanni Guidi è uno degli esempi più convincenti di questo periodo storico.


Quando poi nel suo gruppo vengono cooptati un americano trapiantato in Italia come Kinzelman (sax tenore e arrangiatore di Enrico Rava P.M. Jazz Lab, tra le tante cose) e tre dei più convincenti interpreti della nuova scena jazzistica d'oltre atlantico i risultati sono veramente sorprendenti.
Oggi Giovanni Guidi non è più una rivelazione: in pochi anni e a passi da gigante ha trovato una propria strada - fatta di una progettualità unica e di una lucida consapevolezza nelle scelte artistiche - che lo sta portando ad affermarsi, oltre che come pianista, come organizzatore di suoni di prima scelta.
E non è certo un caso che musicisti illuminati come Enrico Rava e Gianluca Petrella l'abbiano voluto al loro fianco e a lui difficilmente rinuncino.

"Microlezioni di Jazz" in tourneè con il Paolo Fresu Quintet

Con un tour che toccherà le sale e i festival più prestigiosi del periodo primaverile, il libro di Filippo Bianchi 101 microlezioni di jazz, illustrato da Pier Paolo Pitacco, diventa concerto. 
E per questa trasformazione da oggetto di lettura a spettacolo musicale si avvale della presenza di un cast stellare: sul palcoscenico salirà infatti un inedito super quintetto formato da Paolo Fresu (tromba, effetti), Roswell Rudd (trombone, voce), Danilo Rea (pianoforte), martux_m (elettronica) e dallo stesso Filippo Bianchi (voce narrante).
Le immagini create per il volume da Pier Paolo Pitacco saranno la base delle video proiezioni ideate da Filippo Bianchi.


Microlezioni di Jazz” è una produzione originale dell’associazione i-jazz. 
Una all star internazionale, multidisciplinare, multisensoriale: scorrendo i nomi dei Fantastici Quattro (Paolo Fresu, Roswell Rudd, Danilo Rea, martux_m) ci si potrebbe anche fare un’idea della musica che scaturirà dal loro incontro. Ma possiamo essere sicuri di ascoltare quel che ci aspetteremmo? 
È probabile invece che escano scintille imprevedibili dall’alchemica vicinanza della tromba incantatrice di Fresu, del lirismo a fior di pelle di Rea, delle ‘zampate’ di un’icona della musica libera come Rudd e dei remix istantanei del guru dell’elettronica martux_m.
Ma poi, per rimanere nei termini di una fantasy fumettistica che quanto mai si adatta a questo spettacolo, fatto di sovrapposizioni tra musica live, proiezioni e recitazione, arriva un inaspettato quinto supereroe: Filippo Bianchi. 

venerdì 27 aprile 2012

Lee Konitz su Br Klassik

L'emittente tedesca Br Klassik trasmetterà questa sera un estratto del concerto del quartetto di Lee Konitz, registrato lo scorso 17 novembre al Birdland-Radio Jazzfestival a Neuburg an der Donau.
Konitz per l'occasione era accompagnato da Thomas Rückert al piano, Henning Gailing, al basso e Jorge Rossy alla batteria.


Lee Konitz è una delle ultime leggende viventi della musica Jazz. Colosso indiscusso dell’arte dell'improvvisazione, continua a stupire per la sua straordinaria originalità espressiva che lo portò già alla fine degli anni  ‘40 ad essere considerato uno degli artisti più geniali del suo tempo. 
Ascoltare Lee Konitz significa incrociare una delle personalità più complesse e interessanti del Jazz del dopoguerra. La sua musica è tra le più sottilmente mobili e ambigue: chi lo classifica come esponente del Cool Jazz ne riduce semplicisticamente il profilo artistico, che invece è caratterizzato da incredibile molteplicità di visuali.

Third World Love: Live From 92Y Tribeca (video)

Ieri sera il magnifico quartetto Third World Love è stato in concerto al 92Y Tribeca di New York, dove ha presentato il suo nuovissimo album Songs and Portraits.


Quasi dieci anni fa a Barcellona, quattro amici si riunirono per formare quello che oggi è diventato un super-gruppo, Third World Love. Il trombettista Avishai Cohen ("un trombettista assertivo e compiuto con il gusto per il modernismo", The New York Times), il pianista Yonatan Avishai ("Un genio puro e semplice", Ha'ir), il bassista Omer Avital ("che trae un nuovo linguaggio dal basso ... ed alcune delle musiche più originali che si possono ascoltare a New York", The New York Times), e il batterista / percussionista Daniel Freedman (il cui drumming conserva una sontuosa autenticità, come se avesse imparato tutto dalle strada polverose di una certa America Sud o nei centri urbani dell'Africa", Modern Drummer), 
Essi si riunirono per un tour occasionale, ma rapidamente si trasformò in un gruppo regolare che si può facilmente identificare dopo soli pochi secondi di ascolto.

International Jazz Day in diretta su TSFJazz e Arte

Oggi l'emittente radiofonica francese TSFJazz trasmetterà, a partire dalle ore 9 fino alle ore 22, una diretta speciale della giornata inaugurale dell'International Jazz Day, che si tiene a Parigi.


Le celebrazioni di oggi, con un programma di 24 ore che si terrà presso la sede dell'UNESCO a Parigi, includerà concerti, masterclass, tavole rotonde e workshop di improvvisazione.
Il concerto serale vedrà tra gli ospiti Herbie Hancock, Dee Dee Bridgewater, Hugh Masekela, Tania Maria, Marcus Miller, Biréli Lagrène, Lionel Loueke, Barbara Hendricks e Terri Lyne Carrington tra gli altri.
Clicca qui per ascoltare questa diretta radiofonica a partire dalle ore 9.

A partire dalle ore 20, invece sul sito Arte Live Web, sarà trasmesso sempre in diretta il video del concerto serale. 

Ada Montellanico - Suono di donna

E' appena uscito “Suono di donna” un album che esprime progettualità, eccellenza di pensiero, condivisione di intenti. È un atto d’amore verso la forza delle idee dell’universo poetico femminile. 
Ne è protagonista Ada Montellanico, una delle più importanti autrici e cantanti del jazz italiano, alla guida di una formazione dagli originali impasti timbrici: tromba, basso tuba, trombone, clarinetto basso, chitarra, contrabbasso e batteria. 


Grazie ai superbi arrangiamenti del grande trombettista Giovanni Falzone vincitore del Top Jazz 2011, questo insolito organico riesce felicemente ad esaltare i mille rivoli di una voce ambrata e vellutata. 
Una magnifica artista che mette in atto una sontuosa opera di destrutturazione e ricomposizione dei brani interpretati, per comporre un mosaico prezioso e luminoso. 
È una tessitura trasparente ed ariosa nella quale vengono sapientemente disposti i molteplici impasti timbrici di un organico di valore assoluto.
Suono di donna” è una gemma rara per il modo con cui la vocalist affronta in modo obliquo i vari orizzonti espressivi omaggiati per svilupparli policromamente sia sul piano ritmico che su quello melodico. 

Gegè Telesforo a Conversano

Venerdì 27 aprile 2012, alle ore 21, presso la Casa delle Arti di Conversano (Ba), concerto del Gegé Telesforo 5tet (Daniele Sorrentino al contrabbasso, Domenico Sanna al piano, Stefano Tamborrino alla batteria, Alfonso Deidda al sax e Gegé Telesforo voce).


Gegè Telesforo sta attualmente conoscendo un periodo particolarmente felice della sua carriera. 
La vittoria del Jazzit Award 2011 come miglior voce maschile fa il bis con la vittoria dello 2010 e corona un importante biennio caratterizzato dall’uscita di un CD di successo come “So Cool” (GrooveMasterEdition), da numerosi concerti e dalla partecipazione con il suo So Cool 5tet alla rassegna “The Best of Italian Jazz in Shanghai” in occasione dell’Expo Universale, a rappresentare l’arte e la cultura italiana nel mondo in cartellone con Stefano Bollani, Danilo Rea, Paolo Fresu, Roberto Gatto, ecc...

Flowers of Chance a Vicenza

Dopo l’entusiasmante performance che il 24 aprile ha visto sul palco The Minus One (Michael Blake al sax, Tommaso Cappellato alla batteria e Stefano Senni al contrabbasso), il grande jazz di Kitchen torna domenica 29 aprile con un trio presentato da El Gallo Rojo.
Superbia, Ira, Gola, Lussuria: queste sono le tentazioni capitali che la musica di Flowers of Chance riserva al proprio pubblico.


Flowers of Chance è una sulfurea emanazione di quello straordinario collettivo di musicisti indipendenti che risponde al nome de El Gallo Rojo, e che vede Massimiliano Sorrentini alla batteria, Enrico Terragnoli alla chitarra e Danilo Gallo al contrabbasso – quest’ultimo premiato come miglior bassista al Top Jazz Italiano 2010. La musica del trio, densa di richiami al jazz della tradizione, si spinge sulla mai facile china dell’improvvisazione e della trasversalità. 

giovedì 26 aprile 2012

Scott Hamilton a Genova

E' Scott Hamilton, sassofonista di fama internazionale, l'ospite del concerto dell'Orchestra Filarmonica di Sampierdarena sabato 28 aprile alle ore 21 al Teatro dell'Archivolto - Sala Gustavo Modena. 
L'appuntamento, presentato dal Circolo Musicale Risorgimento, è il dodicesimo della serie "Incontri", questa volta si tratterà di una serata dedicata al Be-Bop e allo swing. 


Scott Hamilton, classe 1954 , si è affermato a metà anni settanta sotto la guida di Roy Eldridge, collaborando con vari artisti della scena statunitense, da Anita O’ day a Hank Kones, fino a diventare membro fisso dei gruppi di Benny Goodman.
Dagli anni ’80 ha intrapreso una carriera solista che lo ha portato, ad oggi, alla produzione di circa quaranta incisioni discografiche con la Concord records, partecipando inoltre  a lavori  di  Woody Herman, Tony Bennett, Gerry Mulligan e molti altri, fra i quali la cantante Rosemary Clooney, zia del divo del cinema George.

John Abercrombie Quartet - "Within a Song"

La Ecm sta per pubblicare il nuovo album del quartetto di John Abercrombie, dal titolo Within A Song, con una eccezionale formazione con Joe Lovano, Drew Gress e Joey Baron


Su Within A Song, John Abercrombie rende omaggio alle sue influenze formative, ed alle registrazioni ed i musicisti che costituito i suoi primi ascolti ed aiutato a formare sue direzioni future. Il periodo affrontato sono gli anni '60, con specifico riferimento al fondamentali registrazioni di Miles Davis, Sonny Rollins, Ornette Coleman, John Coltrane e Bill Evans. Questo nuovo album, rivisitando alcuni classici del periodo, potrebbe risultare come un manuale del jazz moderno, ma è anche molto di più.
"Avevo parlato Manfred Eicher sul fare un album che porgesse omaggio ad un particolare artista o compositore di jazz. Ma alla fine ho preferito guardare al periodo in cui i miei gusti musicali furono formati. Le registrazioni che ascoltavo allora erano per lo più album post-bebop, di solito di artisti che cercavano di estenderne la forma, ognuno secondo il proprio modo."
Abercrombie e Joe Lovano non solo trasmettono la propria empatia con i protagonisti originali, ma riescono anche a portare molta della loro creatività alla causa. C'è superlativo playing da parte di entrambi, con l'incoraggiamento ed il sostegno da parte di Joey Baron e Drew Gress, anche loro vitali collaboratori del progetto.

Marco Di Battista Four a Roseto

Venerdì 27 aprile 2012, alle 21, il Marco Di Battista Four si esibirà al Bar Sportivo di Roseto nell'ambito della rassegna John & Jazz 2012. Insieme al pianista saranno sul palco Dino Plasmati alla chitarra, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Marcello Nisi alla batteria. Il concerto è ad ingresso libero.


Il programma proposto da Marco Di Battista unisce i temi originali e la rivisitazione dei brani dei grandi maestri del jazz contemporaneo attraverso una visione moderna del quartetto jazz: l'incontro armonico e melodico di pianoforte e chitarra, la spigliata inventiva della ritmica mettono in luce la profondità espressiva del linguaggio e della visione diretta e ricca di spunti di Di Battista, già mostrata in Pessoa e Rosetta Stone, i suoi lavori più recenti.
Una musica che sfrutta il filo della tradizione per tesserlo in maniera personale: questo il principio di Marco Di Battista. Le strutture classiche del jazz vengono riviste attraverso le proprie attitudini personali e i temi sono concepiti modificando le forme, con pause, repentini cambi di tempo e strutture articolate: non si rinnega la tradizione, la si sposta sul proprio terreno.

Riccardo Zegna e Fulvio Chiara a Finale Ligure

Domenica 29 aprile, alle ore 16 nell’Auditorium di Santa Caterina in Finalborgo, l’Università delle Tre Età di Finale Ligure, chiuderà in bellezza il suo diciannovesimo anno di attività accademica.
Un’attività che in questi 19 anni si è sempre più consolidata nelle sue peculiari caratteristiche: ampiezza delle proposte culturali e alto livello dei docenti che prestano il loro impegno. Anche le prolusioni e le chiusure di ogni anno accademico sono state sempre contrassegnate dall’ottimo livello dei protagonisti.
Quest’anno, si può dire che il livello sarà veramente “al top”, perché ai convenuti verrà offerto uno spettacolo musicale con due dei massimi esponenti del jazz italiano, ampiamente conosciuti e quotati anche all’estero. Riccardo Zegna e Fulvio Chiara – rispettivamente al pianoforte ed alla tromba – daranno prova ancora una volta della loro bravura e del loro appassionato amore “per la bella musica senza confini”.


Riccardo Zegna è un artista che non ama il divismo ed il presenzialismo, ma ha ben pochi eguali nella sua bravura pianistica (una delle sue ultime esibizioni è stata nel marzo di quest’anno al Carlo Felice di Genova, nientemeno che con Thelonius Monk) ed è all’attivo sulla scena musicale da ben 30 anni. 
Ha suonato con campioni indiscussi del jazz classico e del jazz moderno (basterebbe citare George Coleman o Enrico Rava). 
Ha partecipato innumerevoli volte al Festival “Umbria Jazz” e si è esibito in tutto il mondo. 

Che suono avrà il jazz del futuro?

Che suono avrà il jazz del futuro? 
Inizia con questa pretenziosa affermazione, la recensione di Francesco Prisco, pubblicata sul sito de Il Sole 24Ore, dell'album Radio Music Society di Esperanza Spalding, che mi sembra usi degli assunti grossolani e sicuramente un pò datati per giustificare il suo apprezzamento dell'album.


"Che suono avrà il jazz del futuro? Complicato a dirsi, per un genere che come nessun altro in un secolo e passa di storia ha esplorato i territori musicali più disparati tra accordi, disaccordi, costruzione faticosa di un linguaggio e destrutturazione frenetica dello stesso. I tifosi dello sperimentalismo più spinto, quelli che ancora si coccolano i vinili del Double Quartet di Ornette Coleman e le acrobatiche messinscene dell'Art Esnamble of Chicago, potrebbero però restare delusi: se ha ragione Esperanza Spalding, ragazzona afroamericana di 27 anni osannata dalla stampa specializzata di mezzo mondo, ci sarà poco pane per i loro denti."
Innanzitutto vorrei dire che contrapporre il Double Quartet di Ornette Coleman a Esperanza Spalding, significa, oltre a rivangare un dualismo vecchio di 40/50 anni, che attualmente non ha più ragion d'essere, anche dimenticare tutto quel jazz mainstream che sta in mezzo che non vuol sentir parlare nè dell'uno nè dell'altro tipo di "jazz".
Ad ogni modo io, che certamente non sono un tifoso dello "sperimentalismo più spinto", sono comunque rimasto deluso dall'album della Spalding.

mercoledì 25 aprile 2012

Uri Caine Ensemble su Radio 3

Questa sera Radio 3 della Rai, trasmetterà il concerto dell'Uri Caine Ensemble, registrato a Vicenza, al Teatro Comunale, l’8 maggio del 2011. Per l'occasione Uri Caine presentò il suo progetto "Mahler Re-Visited" con una formazione composta da Uri Caine al pianoforte, Chris Batchelor alla tromba, Nicolas Geremus al violino, Chris Speed al sax, Danilo Gallo al basso e Jim Black alla batteria.

Clicca qui per ascoltare il concerto, questa sera a partire dalle ore 20,30


Ecco una recensione del concerto pubblicata sul sito WebOut.org:
Nella confortevole saletta del teatro Comunale, acusticamente molto buona, Uri Caine ha riproposto, rinnovandone gli arrangiamenti, alcune composizioni presenti nei suoi due dischi dedicati ad una reinterpretazione del repertorio di Gustav Mahler (1860-1911). 
La formazione è totalmente diversa sia rispetto a quella di ‘Urlicht-Primal Light’, del 1996, sia rispetto a quella di ‘Gustav Mahler in Toblach’, del 1999, fatta eccezione per il batterista Jim Black che da questo secondo episodio ha preso stabilmente il posto di Joey Baron. 
Il sestetto suona che è una meraviglia. Tutti seguono la partitura, forse solo per avere un appoggio minimo nell’esposizione tematica o nelle frasi all’unisono. 

Nicky Nicolai & Stefano di Battista al Blue Note di Milano

Nicky Nicolai & Stefano di Battista saranno sul palco del Blue Note di Milano il prossimo giovedì 26 aprile. La formazione è composta da Nicky Nicolai voce, Stefano di Battista al sax, Daniele Sorrentino al contrabbasso, Roberto Pistolesi alla batteria e Roberto Tarenzi al piano, più una sezione fiati di 8 elementi.


Splendida voce lei, virtuoso sassofonista lui, dal loro sodalizio personale e professionale è nato un gruppo che si è fatto amare in tutta Italia, ancor più dopo la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2009, che ha senza dubbio conferito alla manifestazione un inedito tocco di grande stile e l'uscita su etichetta Emarcy del loro album.
La cantante, dopo una pausa di tre anni legata alla maternità, torna sul palco con una nuova maturità e una nuova consapevolezza dei propri mezzi espressivi ma soprattutto con la voglia di divertirsi riassaporando il piacere di un live.

"ECM session" con Taborn e Abercrombie a Lugano

Prosegue a ritmo serrato la stagione dei concerti Tra jazz e nuove musiche di Rete Due della RSI.
Dopo l'appuntamento ad Ascona con Stacey Kent, presentato congiuntamente al Jazz Cat Club, un'altra grande serata di musica è in programma giovedi 26 aprile (inizio ore 20.30), stavolta al Teatro Cittadella di Lugano.
Protagonista di questa nuova "ECM session" saranno il pianista statunitense Craig Taborn, che si esibirà in solo, e il quartetto co-diretto dal grande chitarrista John Abercrombie e dal pianista Marc Copland. Sia Taborn che Abercrombie sono da tempo artisti legati alla prestigiosa etichetta ECM di Monaco. Il primo ha pubblicato lo scorso autunno un disco in solo dal titolo Avenging Angel registrato all'Auditorio della RSI e prodotto in collaborazione con Rete Due, mentre del secondo è in previsione proprio a fine aprile la pubblicazione di Within a Song, con un quartetto dove spicca la presenza di Joe Lovano.


Il pianista statunitense Craig Taborn fa parte della generazione venuta alla ribalta negli anni Novanta e cresce in una città – Minneapolis - che vede pure l'emergere di gruppi come The Bad Plus e Happy Apple, una cerchia di musicisti che condivide l'assoluta mancanza di pregiudizi nei confronti degli stili. 
Quando entra in scena è considerato un jazzman tout-court: standards e modernismo virtuoso sono il bagaglio che può mettere in mostra nel gruppo di James Carter. Ma le cose cambiano in fretta allorché entra in contatto con l'astrattismo sonoro di un Tim Berne, lavora con Dave Douglas e viene chiamato nel grande organico di Roscoe Mitchell. Sono nuove esperienze formative, cui si aggiungerà in seguito anche quella più fusion e groovy nella band Underground del sassofonista Chris Potter. Un pianista fra i pochi della scena odierna che ha saputo far tesoro della grande ma al tempo stesso impegnativa tradizione dello strumento, riuscendo ad affrancarsene e ad elaborare un linguaggio personale di grande inventiva. I materiali registrati all'Auditorio RSI per il CD Avenging Angel costituiranno il filo conduttore del suo concerto.

Presentato "Time in Jazz" a Berchidda

Jazz e canzone d'autore: Time in Jazz, il festival di mezza estate ideato e diretto dal trombettista sardo Paolo Fresu spegne le sue prime 25 candeline e rende omaggio a due grandi artisti scomparsi: Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè.


Spetterà allo stesso Fresu con Raffaele Casarano, Gaetano Curreri e Fabrizio Foschini degli Stadio, firmare la dedica il 26 giugno a Berchidda di 'Laber per Lucio e Faber'. 
Il 10 agosto la stessa formazione è protagonista del concerto tributo a De Andrè a L'Agnata, residenza del cantautore genovese diventata un noto agriturismo nelle campagne di Tempio Pausania. Due momenti che si preannunciano carichi di emozione sul filo della memoria. 
Salpa il 9 agosto da Livorno con un concerto della Funky Jazz Orchestra a bordo del traghetto, la rassegna nata 25 anni fa - e presentata oggi a Cagliari - che celebra questo importante anniversario e porta dal 9 al 16 agosto a Berchidda e dintorni, nel nord della Sardegna, il fior fiore di musicisti da ogni angolo del mondo. 

Medeski Martin & Wood all'Auditorium di Roma

Sabato 28 aprile presso la Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, alle ore 21 concerto del celebre trio Medeski, Martin & Wood una delle formazioni più popolari degli Stati Uniti nell'ambito del jazz e dintorni.


Medeski, Martin & Wood è considerato il gruppo simbolo del nuovo jazz elettrico, una fra le più imprevedibili e anarchiche band dell’era post-fusion. Un trio che non ha nulla a che fare con la concezione del trio classico. Sono i signori incontrastati del groove, a loro agio con il jazz, il funk, il soul e il jazzrock anni settanta, in possesso di un'incredibile capacità camaleontica di utilizzare con la stessa facilità e padronanza sia gli strumenti acustici che quelli elettrici.
L'organo Hammond "trattato" e una sfilza di tastiere vintage di John Medeski, il basso acustico ed elettrico di Chris Wood e la batteria e percussioni di Billy Martin sono un marchio di fabbrica inconfondibile.
Vederli suonare dal vivo è davvero un'esperienza indimenticabile.

"Canzoniere illustrato" nuovo cd di Daniele Sepe

Daniele Sepe si diverte con l'anima musicale mediterraneo. Con l'aiuto delle illustrazioni. Il sassofonista torna con "Canzoniere illustrato", nuovo album di dodici pezzi della migliore tradizione popolare, presentato in anteprima in concerto al teatro Trianon. 


La copertina, disegnata da Altan, mostra una colorata fanfara multietnica e conduce al cuore del disco. L'opera, autoprodotta e distribuita da Edel, è accompagnata da un libro illustrato e raccoglie brani rumeni, slavi, napoletani fino ai canti libanesi, portoghesi e brasiliani. 
Sepe rispolvera la formula retrò del "canzoniere" per rileggere in chiave jazz e world music diversi brani tradizionali tra questi: "Ya Mina El Habayeb", canto libanese dei fratelli Rahbani, "Bammenella 'e copp' 'e quartieri" di Raffaele Viviani, la strumentale "Era de maggio" di Salvatore Di Giacomo, "Canto dei Filangieri", la canzone messicana "Despreciado Me Voy", quella jugoslava "Ajde Jano" e i rap di ShaOne "Fuori contesto" e "Lettera ai tiranni", quest'ultimo in duo con il musicista tunisino Marzouk Mejri. 

Raphael Gualazzi all'International Jazz Day di Parigi

Raphael Gualazzi sarà tra gli ospiti della prima serata dell'“International Jazz Day” che si terrà a Parigi il prossimo venerdì 27 aprile. 
Il cantante e pianista italiano aprirà la serata riproponendo alcuni grandi classici della storia jazz e blues come “Georgia on my Mind” e “Caravan”, fino a completare e arricchire la scaletta con i suoi singoli “Reality and Fantasy”, “Carola”, “Zuccherino Dolce”, “Tuesday” e “Follia d’amore”, il singolo sanremese che l’ha condotto all’apice del successo.


Si tratta di un vero e proprio onore per il musicista scoperto da Caterina Caselli, che prenderà parte ad un evento a cui parteciperanno vere e proprie leggende del jazz come Dee Dee Bridgewater, Marcus Miller, Barbara Hendricks, Ben Williams, Tigran e tantissimi altri. 
La manifestazione, fortemente voluta dall’Unesco e dall’Onu , ha l’obiettivo di rendere omaggio alla musica jazz in tutto il mondo che unisce e promuove il dialogo tra popoli: era questa la volontà di Herbie Hancock, promotore e ambasciatore di quest’organizzazione di scopo educativo e culturale. Parigi, New York e New Orleans saranno le tre città protagoniste che ospiteranno quest’evento fino al 30 Aprile.
L'intera giornata sarà trasmessa in diretta dall'emittente radiofonica francese TSFJazz, a partire dalle ore 9 di mattina.

Patrizia Laquidara a Cittadella

Proseguono gli appuntamenti padovani di Musikè, la nuova rassegna di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. 
Sabato 5 maggio al Teatro Sociale di Cittadella (PD) sarà la volta di Patrizia Laquidara, una delle cantautrici italiane più apprezzate al di là dei confini nazionali, dagli Stati Uniti all’America Latina, dal Giappone ai principali Paesi europei. Accompagnata dal pianoforte di Alfonso Santimone, si esibirà in un concerto di rara suggestione, tra jazz e cantautorato.


Nata a Catania, vicentina d’adozione, Patrizia Laquidara è considerata dalla critica una delle voci più belle del panorama italiano. Un talento eccentrico ed eclettico che per Musikè presenterà una selezione di brani tratti dai suoi ultimi album: Indirizzo portoghese, Funambola, Il canto dell’anguana
Proprio con Il canto dell’anguana Patrizia Laquidara si è aggiudicata la Targa Tenco 2011 per il miglior album in dialetto: un disco, infatti, cantato interamente in dialetto vicentino. 
Questo originalissimo progetto discografico è nato dal desiderio di dar voce a una figura mitologica della tradizione popolare veneta: l’anguana, creatura legata all’acqua, a volte rappresentata come una giovane donna seducente, altre volte come un essere per metà donna e per metà rettile o pesce (il dialetto veneto conserva il detto Sigàr come n’anguana, “gridare come un’anguana”), altre volte ancora come una figura notturna e spettrale, che si dilegua prima che la si possa riconoscere in viso. «Un viaggio musicale che non lascia spazio alla nostalgia, ma anzi – spiega la cantautrice – vuole risuonare con esperienze musicali e vocali che abbracciano le culture popolari del Mediterraneo, incrociando le rotte erranti di Ulisse».

martedì 24 aprile 2012

Enrico Pieranunzi American Trio al Village Vanguard

Su Jazzitalia è stata pubblicata la recensione di Marco Losavio del concerto ed una intervista ad Enrico Pieranunzi, ospite per una settimana del Village Vanguard di New York insieme a Scott Colley e Antonio Sanchez per presentare il nuovo album Permutation.


La coltre di silenzio ricopre ogni chiacchiericcio e la luce rossa illumina le note di "Critical Path", brano col quale Enrico Pieranunzi introduce il secondo set di "Permutation" concerto che lo ha visto protagonista per l'intera settimana al Village Vanguard di New York. Sanchez pone una creatività duttile al servizio della musica di Pieranunzi che esegue in rapida successione "Every Smile Of Yours", cavalcata sorretta da uno Scott Colley "fermo" con un'agilità reattiva all'inventiva sia di Pieranunzi, maestro nell'articolare la melodia, che di Sanchez, scatenato in efficaci poliritmie. Il poderoso supporto di Colley emerge in tutta la sua sontuosità in "Strangest Consequences" in cui si avvertono cambi ritmici e soluzioni accordali di grande sensibilità ed efficacia.
Pieranunzi denota una classe notevole nell'esposizione dei temi capace di catturare immediatamente l'attenzione dell'ascoltatore ponendolo all'interno di storie e percorsi ricchi di particolari. Sanchez risponde con una creatività continua, "rullante" e progressiva che determina lo svolgimento stesso dei brani e Colley veste il ruolo di collante infaticabile e ispiratore di molti cambi.

Stream Of Consciousness - Carla Marciano 4et

Quando esordì per la Black Saint, Carla Marciano fece sì che il jazz italiano aggiungesse ad una generazione sempre più ricca di figure femminili, non solo pianiste e cantanti, ma anche una sassofonista di livello internazionale. A distanza di alcuni anni, questo quarto Cd, che segna il suo esordio per AlfaMusic, conferma quanto già all’epoca era ben più di una semplice intuizione, cioè che ci si trova di fronte ad una esponente di rilievo del jazz contemporaneo italiano e ad una notevole strumentista, specialista sia del sax alto, sia di uno strumento poco utilizzato e difficile da padroneggiare e da intonare correttamente: il sax sopranino. Non solo, ma proprio l’ascolto del Cd permette di rendersi conto che è anche una artista dalla precisa linea poetica, affinata e sviluppata nel corso del tempo grazie all’affiatamento con i suoi partner, elemento imprescindibile per far crescere coerentemente un progetto musicale. 


Qual è dunque il cuore della sua musica e quali gli elementi centrali del linguaggio della sassofonista campana? Basta un ascolto per rendersi conto che qui batte forte il cuore per John Coltrane, soprattutto per quello del periodo conclusivo della vicenda del quartetto, forse il più complesso e difficile da decifrare, nel quale i cromatismi e l’uso di una sonorità densa, di un sound coloristico tipico della metà degli anni ‘60, erano in realtà il frutto dell’evoluzione dei suoi moduli classici, i Coltrane’s changes e gli Sheet of Sounds, in un fraseggio aperto alle sollecitazioni provenienti dalla scena più radicale di quello straordinario periodo. 

Fasano Jazz 2012

Dall’1 al 9 giugno si svolgerà la XV Edizione del Fasano Jazz, lo storico appuntamento che ogni anno a Fasano (Br) propone il meglio del jazz italiano e internazionale con un’attenzione speciale a contaminazioni e collaborazioni varie. 


Si comincia venerdì 1° giugno con il viscerale rock-blues della Complanare Blues Band, storica formazione guidata dall’inarrestabile divulgatore del blues in Italia, Martino Palmisano, e il maestoso progressive rock della Alex Carpani Band, compagine di fama internazionale tra le più apprezzate al mondo nel campo del rock sinfonico. 
Sabato 2 giugno un’accoppiata altrettanto variegata: il Polaris Duo (Miro Abbaticchio e Giuseppe Massarelli), che eseguirà al pianoforte gli intramontabili evergreen dei Genesis, e il Corrado Sgura Group, artefice di un poderoso jazz-rock nello stile di Frank Gambale e Mike Stern.
Si passa al Teatro Kennedy – storica sede della rassegna – per il primo concerto al chiuso. 
Lunedì 4 giugno arriva per la prima volta al Fasano Jazz un colosso del jazz internazionale, ammirato ambasciatore della miglior musica italiana all’estero: Paolo Fresu. Per l’occasione il prolifico trombettista sardo sarà accompagnato da due giovani talenti in un progetto inedito: al bandoneon Daniele Di Bonaventura, al canto e loop Boris Savoldelli, che ritorna a Fasano dopo il personale successo nell’edizione 2009. 

Rob Sudduth a Siracusa

Per l'ultimo appuntamento della rassegna Ortigia Jazz Clun festival, un'ospite d'oltre oceano. Questa sera alle ore 21.30, nella sala concerti del ristorante Ortigia si Mangia di Siracusa, ci sarà il sassofonista californiano Rob Sudduth. Per la data siracusana in formazione con Claudio Angeleri al piano, Alberto Amato al contrabbasso e Peppe Tringali alla batteria.


L'esperienza di Rob Sudduth con gruppi blues, jazz e rock, lo rende un'artista poliedrico, capace di fondere i vari generi senza alcuno sforzo. 
Nativo di Bay Area, ha uno stile sincero e sentimentale, diretta conseguenza della sua esperienza nel variegato scenario musicale di San Francisco.
Sudduth porta l'onestà del blues nel jazz e la melodia del jazz nella musica blues senza comprometterne l'essenza. 

Misha Mengelberg, un tributo in Swing a Firenze

Giovedì 26 aprile 2012 presso la Sala Vanni di Firenze si terrà "Misha Mengelberg, un tributo in Swing",  un concerto di Paolo Damiani al contrabbasso, Marco Tamburini alla tromba, Edoardo Righini alla chitarra e l'Ensemble dei conservatori di Amsterdam, Roma, Rovigo (Mattia dalla Pozza sax, Filippo Vignato trombone, Elena Paparusso voce, Stefano Battaglia contrabbasso, Soso Lakatos sax, Kevin Van Den Elsen batteria)


L'Ensemble formato da studenti e docenti del dipartimento di Jazz dei prestigiosi Conservatori di Amsterdam, Santa Cecilia di Roma e Venezze di Rovigo reinterpreta all’insegna dello swing celebri brani del compositore e pianista olandese Misha Mengelberg, uno dei personaggi più rappresentativi del jazz europeo, fondatore dell’orchestra ICP, Instant Composers Pool.
Un incredibile senso melodico, la fantasia ritmica e un accattivante senso dell’umorismo sono sempre stati i punti cardinali della scrittura di Mengelberg; la sua musica brilla di nuovo nella proposta dell’ensemble, dove giovani talenti della musica europea reinterpretano alcune pagine del suo repertorio, sotto la guida di tre musicisti e docenti del calibro di Paolo Damiani, Marco Tamburini e Edoardo Righini, che nel concerto presenteranno anche brani originali, scritti per l’occasione.

Nasce l’Archivio Nazionale del Jazz

Vecchi vinili, foto in bianco e nero ma non solo, partiture, pubblicazioni, veri e proprio tesori custoditi gelosamente negli scaffali privati e, a volte, pubblici. Da oggi però questa enorme mole di materiale che racconta una cospicua parte della storia della musica jazz viene “rinchiusa” e custodita in un archivio virtuale per essere messa a disposizione di tutti gli amanti della buona musica.
Con questa idea nasce l’Archivio Nazionale del Jazz voluto e creato dal Saint Louis College of Music di Roma, il suo scopo principale è quello di non disperdere le immense collezioni private che costituiscono una fonte documentale importantissima. 


Il neonato archivio “romano” è quasi unico nel suo genere se si escludono una manciata di suoi parenti: il National Jazz Museum in Harlem, il New Orleans Jazz Museum e il Museo del Jazz Gianni Dagnino di Genova. Tutti però hanno differenti caratteristiche che gli rendono unici.  
Il materiale che il Sant Louis sta archiviando permetterà di avere a disposizione  migliaia e migliaia di dischi: dai mitici 78 giri ai più comuni 45, dai formati 45 extended play ai long playing a 33 giri, fino ai cd.
La vera missione del neonato Archivio Nazionale è quella di salvare tutto quel materiale costituito da registrazioni su nastri o su supporti elettromagnetici strappati a concerti, festival, jam session, cantine, club e che l’usura del tempo potrebbe irrimediabilmente deteriorare.

lunedì 23 aprile 2012

Gary Smulyan - Smul's Paradise

Voglio segnalare un altro splendido album, il recente Smul's Paradise del grande baritonista Gary Smulyan che sostenuto da un formidabile organ-trio composto da Mike LeDonne all'organo hammond B3; Peter Bernstein alla chitarra e Kenny Washington alla batteria, ci consegna una formidabile registrazione che consiglio vivamente, in particolare agli amanti del jazz mainstream.


Ecco una bella recensione tratta dal sito JazMuzic.com:
Dalle note di copertina di Neil Tesser: "Gary Smulyan suona con tono granitico e con un attacco giustamente ruvido che si adatta bene allo strumento, e che, insieme alla sua tecnica altamente raffinata, ha reso Smulyan il più notevole baritonista della sua generazione ... Nonostante lo scintillio malizioso nei suoi occhi, sembre essere un perfetto gentiluomo."
In realtà, la recensione di Smul's Paradise potrebbe finire proprio qui ... questo è, finché non si sente l'uomo e la sua band suonare. Poi la lusinghiera valutazione di Neil Tesser diventa ... un eufemismo.
L'album parte con il popolare hit di Bobby Hebb del 1963 "Sunny", che parte a razzo come uno Space Shuttle che abbandona la costa della Florida per entrare nell'orbita terrestre, senza la necessità del consueto 'conto alla rovescia.'  La batteria di Peter Washington si accende in maniera immediata ed impeccabile, l'organo B3 di Mike Ledonne, si solleva e spinge senza sforzo. 

Ernie Watts in diretta su TSFJazz

Questa sera TSFJazz trasmetterà in diretta dal Duc des Lombards di Parigi il concerto del grande sassofonista Ernie Watts, accompagnato per l'occasione dal suo quartetto con Bernard Vidal alla chitarra, Peter Giron al contrabbasso e Tony Match alla batteria.


Uno dei miti del sassofono jazz, fin dagli anni '70, Ernie Watts nella sua lunga carriera ha collaborato con grandi nomi della musica come Arturo Sandoval, Sergio Mendez, Cannonball Adderley, Oliver Nelson e Toots Thielemans, oltre ad essere un componente del Quartet West di Charlie Haden.
Watts ha sempre dimostrato grande curiosità un po' per tutti i generi musicali, visto che le sue collaborazioni non si sono limitate agli artisti jazz, ma comprendono anche artisti pop e rock di tutto rispetto, tra cui Quincy Jones, Whitney Houston, Chaka Khan, Frank Zappa, Julio Inglesias, Joe Cocker, Bonnie Raitt ed i Rolling Stones durante il loro tour americano del 1981.

Clicca qui per ascoltare il concerto in diretta questa sera alle ore 20.

Brian Blade "Mama Rosa" al Cully Jazz Festival (audio)

L'emittente Espace2 ha recentemente trasmesso il bellissimo concerto del chitarrista e batterista Brian Blade, che ha presentato lo scorso 17 aprile al Cully Jazz Festival, un progetto tratto dal suo magnifico album Mama Rosa, con una formazione composta da Brian Blade, voce e chitarra, Chris Thomas, basso, Kelly Jones, voce e chitarra, Goffrey Moore, chitarra e Steve Nistor, batteria. 


Brian Blade è un grande batterista afroamericano. il jazz (fino a ieri) il suo ambiente d’elezione! Wayne Shorter lo esige nel suo attuale quartetto, e i suoi debutti furono assieme a Joshua Redman e Kenny Garrett in qualità di sideman! In questi anni ha ampliato le sue collaborazioni: lo hanno voluto assieme a loro Joni Mitchell, Bill Frisell, Norah Jones, Emmylou Harris e un tale Bob Dylan! gli orizzonti si sono allargati e diversificate le esperienze!
Ma anche la sua vicenda non è da meno: la sua biografia lo vede polistrumentista per tutta l’adolescenza prima di approdare alla batteria, l’universo della popular song mai definitivamente allontanato e ascolti diversi e molteplici. 

Stacey Kent ad Ascona in diretta su RSI Rete2

Lunedì 23 aprile, alle 20.30, il Jazz Cat Club e la rassegna "Tra jazz e nuove musiche" propongono alla Sala del Gatto di Ascona un appuntamento con la cantante americana Stacey Kent, astro nascente del vocal jazz mondiale. La formazione sarà composta da Stacey Kent – voce, Jim Tomlinson - sax, Graham Harvey – piano, Jeremy Brown – contrabbasso, Matt Skelton – batteria.


Con una decina di album al suo attivo, una nomination nel 2009 ai Grammy e una media di oltre 250 concerti annui, Stacey Kent è una delle cantanti jazz del momento. 
Raconte- moi, album cantato in francese, e il recentissimo Dreamer in concert, un live registrato a La Cigale di Parigi, sono le ultime sue pubblicazioni per la prestigiosa Blue Note, cui è legata dal 2007.
Trasferitasi in Inghilterra per preparare un dottorato, dopo la laurea in letteratura comparata, la vita di Stacey Kent ha preso una svolta imprevista che l'ha portata a diventare in breve tempo una delle cantanti jazz più richieste.
I primi passi in musica a Oxford nella cerchia degli studenti universitari, la passione che cresce e che la convince ad iscriversi ai corsi jazz della nota Guildhall School of Music & Drama dove incontra il sassofonista e futuro marito Jim Tomlinson. 

Lanes primo album di Filippo Cosentino feat. Fabrizio Bosso

E' uscito "Lanes" feat. Fabrizio Bosso, primo disco solista del chitarrista Filippo Cosentino.
I nove brani inclusi nel cd, in vendita nei maggiori store musicali sono cinque originali e quattro riarrangiamenti e riletture di standards jazz di Benny Golson, Gil Evans, Thelonius Monk e Miles Davis, e segnano il momento della maturità per l'artista, che negli anni ultimi anni ha intrapreso una carriera discografica di successo, come sessionman e arrangiatore, partecipando a produzioni discografiche di numerosi artisti emergenti, e ha all’attivo tournée in Italia e all’estero con artisti di livello internazionale come il songwriter londinese Alan Bonner.


Il titolo del cd, "Lanes", che in inglese significa corsie, si riferisce ai molteplici stili musicali nei quali Cosentino si sperimenta: dal jazz (si è esibito, fra gli altri, al fianco di Javier Girotto, Barend Middelhoff, Tom Kirkpatrick, Don Stapleson), al rock, al pop, al blues, sono il riflesso di una carriera che non si è limitata ad un genere, ma spazia e viene valorizzata dalle contaminazioni.
Da segnalare la presenza di ospiti di assoluto rilievo: da Fabrizio Bosso, trombettista italiano celebre in tutto il mondo, a Davide Beatino, bassista di Samuele Bersani.

Tour Tuk: a Bologna presentazione live dell'etichetta di Paolo Fresu

Il primo TourTuk propone, dal 26 al 28 aprile, nello spazio amico della Cantina Bentivoglio di Bologna, tre nomi interessanti del panorama musicale nazionale contemporaneo: quelli davvero da scoprire di Dino Rubino e Raffaele Casarano e quello già affermato di Bebo Ferra.
Quale speciale maestro di cerimonia è stato chiamato Boris Savoldelli che, oltre a presentare brevemente ogni sera alcuni brani del suo nuovo lavoro discografico dedicato alla sola voce, proporrà l'artista della giornata intrecciando - insieme a Paolo Fresu - il fil rouge della tre giorni musicale.


Sogno e utopia. Forse è addirittura normale anche se non scontato, che, dopo tanti anni, un onnivoro come Paolo giunga finalmente all’idea di creare un’etichetta personale. Con l’aria che tira di questi tempi, una folle sfida che va certamente verificata in territori ben lontani da quelli commerciali. Tuk Music è innanzitutto il proseguimento di un delineato percorso artistico; ben suddiviso nella sua parte di pura creatività artistica ed in quella frutto dei tanti anni di didattica da sempre a lui cara.
Il tutto per un non scontato “guardare avanti”: verso nuove avventure personali ma specialmente quelle dei giovani e delle loro idee; cercando di aiutarli nella realizzazione delle proprie speranze e dei propri progetti, curandone la produzione oppure anche soltanto attraverso piccoli contributi quali ad esempio l’aiuto delle semplici note di copertina del libretto informativo di un lavoro discografico.

Hiromi a Modena e Ravenna

La sorprendente pianista jazz Hiromi torna in Italia con The Trio Project il fantastico concerto in cui presenta il suo ultimo album Voice e che la vede esibirsi insieme a due musicisti formidabili: il bassista Anthony Jackson (Paul Simon, The O’Jays, Steely Dan, Chick Corea) e il batterista Simon Phillips (Toto, The Who, Judas Priest, David Gilmour, Jack Bruce).
Hiromi sarà in concerto il 26 aprile alle ore 21.00 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e il 29 aprile, sempre alle ore 21.00, al Teatro Alighieri di Ravenna.


Nata a Shizuoka, in Giappone, Hiromi è oggi fra i maggiori talenti del panorama jazzistico internazionale. La giovane pianista è stata allieva di Ahmad Jamal al Berklee College of Music di Boston dove si è diplomata nel 2003, avviandosi a una brillante carriera che l’ha portata a esibirsi in tutto il mondo. 
Nel 2003 è uscito anche il primo CD, Another Mind, seguito nel 2004 da Brain. Spiral (2006) è un intreccio di jazz, musica classica e pop mentre Beyond Standard, pubblicato nel 2008, rielabora standard della tradizione americana. 

domenica 22 aprile 2012

Gli imperdibili: Duke Ellington - Black, Brown, and Beige

Assumersi il compito di narrare la storia di una razza apertamente oppressa, è una responsabilità che intimorisce. Tuttavia, Edward Kennedy Ellington si propose questo obiettivo quando decise di comporre la suite Black, Brown e Beige.
La suite debuttò originariamente alla Carnegie Hall il 23 gennaio 1943, ricevendo giudizi contrastanti, se non critici. Gran parte di quella critica si basò sulla "pretenziosità" che una composizione narrativa del genere comportava.
A causa di questa tiepida reazione, Ellington rivide gran parte della suite e ne registrò una versione abbreviata, dividendola in una serie di estratti della durata di meno della metà della lunghezza dell'originale. Malgrado queste considerevoli modifiche, questa suite rimane una creazione fondamentale nella cultura e nella storia della musica afro-americana. All'interno di questa suite si può ritrovare qualcosa dei primi suoni della musica nera, dalla schiavitù allo swing.
In Black, Brown e Beige, Duke Ellington narra musicalmente le lotte, i trionfi, e l'emergere di identità individuale della prima cultura afro-americana. In particolare, "Work Song," "Light," e "Come Sunday"  esemplificano la narrazione compositiva di Ellington della storia dei neri americani.


In "Part I", o "Work Song" il compositore illustra musicalmente le lotte per l'esistenza dei primi neri in America. La canzone inzia con una bassa e ripetuta linea di basso, Ellington prepara l'ascoltatore alla sua narrativa, offrendo un suono che insinua le difficoltà del lavoro fisico degli schiavi. Ad esempio, la monotona linea di basso imita il lavoro monotono e crudele di uno schiavo. La tensione nel suono e nel ritmo produce un immagine sonora della lotta e ciò è dovuto al carattere manifestamente tensionale della schiavitù.
Dopo soli cinque secondi le percussioni entrano nella canzone. Il tom-tom ingaggia un ritmo sincopato con il basso, ed insinua i suoni del lavoro fisico che "Work Song" stabilisce. Il tom-tom entra nella canzone quietamente, ma aumenta di intensità e di volume rapidamente, creando l'atmosfera di un imminente destino fatale. Il destino, attribuito al battere del tom-tom, diventa parte della grammatica compositiva di Ellington. Fornendo questo sviluppo al movimento d'apertura, Ellington dà il tono per il resto del suo racconto.

WKCR dedica 24 ore di programmi per celebrare il compleanno di Charles Mingus (audio)

Per tutta la giornata di oggi l'emittente radiofonica WKCR celebrerà il 90° compleanno di uno dei più grandi innovatori musicali della storia del jazz, il bassista, compositore e bandleader Charles Mingus, con uno speciale programma di 24 ore, interamente dedicato alla sua musica.


Charles Mingus è una delle figure di spicco della musica americana del ventesimo secolo, capofila di una vera e propria rivoluzione musicale.
Nato in una base militare in Arizona, ancora giovanissimo subì le influenze del gospel e dei ritmi di Duke Ellington, autore che ascoltava con passione già all'età di 8 anni. Seguì studi canonici di contrabbasso e composizione con H. Rheinshagen, primo contrabbassista dell'Orchestra Filarmonica di New York, e con Lloyd Reese.
Nel frattempo assorbì gli stili dei grandi maestri del jazz: già negli anni '40, infatti, si esibiva con artisti del calibro di Louis Armstrong, Kid Ory e Lionel Hampton.
I primi anni di carriera furono difficili per Mingus, ma le discriminazioni con cui si dovette scontrare di continuo (da parte sia di bianchi che di neri a causa della sua origine meticcia) lo portarono a caricare la sua musica di un'aura di rivendicazione sociale, come raccontò nell'autobiografia "Beneath the Underdog (Peggio di un bastardo)", uscita nel 1971.

Paolo Fresu in “Back to Bach” a Roma

Lunedì 23 aprile alle ore 21, sul palco del Teatro Olimpico di Roma, “Back to Bach”, un affascinante viaggio da Bach a Caine, da Händel a Nyman, da Barocco a Jazz. 
Per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana I Virtuosi Italiani insieme al trombettista Paolo Fresu in una serata in un progetto ambizioso ed intrigante.


Partendo dal presupposto che non esistono le musiche, ma una sola musica, costellata di capolavori e di interpreti straordinari, l’inconfondibile tromba jazz di Paolo Fresu si accosta ad un ensamble apprezzato e versatile, con repertorio classico ma anche contemporaneo. 
Il progetto nasce dall’incontro tra Paolo Fresu e Alberto Martini, direttore de I Virtuosi Italiani. 
La curiosità reciproca verso il mondo musicale dell’altro li ha portati a collaborare e li ha guidati nella scelta di un repertorio che parte da Bach e Handel, per toccare brani di Uri Caine, Michael Nymann, Astor Piazzolla. L’improvvisazione farà da filo conduttore di questa serata sicuramente fuori dai canoni.
Con i due giganti del barocco Bach e Händel – racconta Fresu - mi sono trovato splendidamente perché sono musicisti allo stato puro, capaci di offrire immediata cantabilità e insieme complessità; con loro se posso fare un paragone, è stato come rapportarsi con i miei primi riferimenti jazz cioè Miles Davis e Chet Baker, melodici e orizzontali, lineari, se posso azzardare, nel loro modo di fare musica”. 

Michael Blake a Brescia

Questa sera alle ore 19,15, il circolo Quid di Brescia ospiterà il trio The Minus One, composto da Tommaso Cappellato alla batteria, Stefano Senni al contrabbasso e Michael Blake al sassofono tenore e soprano. 

 

Il sassofonista, compositore e arrangiatore Michael Blake s'è affermato da tempo come una delle voci più originali nell'ambito della musica improvvisata contemporanea. 
Fra le sue incisioni più recenti vanno ricordate: Amor de Cosmos (Songlines), The World Awakes/A Tribute to Lucky Thompson (Stunt Records), Blake Tartare e More Like Us (Stunt Records). 
Leader di acclamati gruppi come Blake Tartare e Slow Poke (con il chitarrista David Tronzo, il bassista Tony Scherr e il batterista Kenny Wollesen), Blake s'è distinto per la varietà dei suoi interessi musicali e il virtuosismo con cui sa condensarli in progetti di grande fascino.

Chihiro Yamanaka all'Auditorium di Roma

«Ero a Tokyo per un' intervista quando è cominciato a tremare tutto, la gente in studio si è precipitata in strada, senza panico, sempre con molta calma. Non capivo cosa era successo. Tutto era bloccato. Sono tornata a casa camminando per due ore, la metropolitana chiaramente era fuori uso. Quando ho sentito del disastro a Fukushima ho pensato a mia madre e alcuni familiari che vivono lì. Hanno perso tutto, ma fortunatamente si sono salvati».  
Una testimonianza, tra le tante, della tragedia che ha colpito il Giappone lo scorso anno. Quella di Chihiro Yamanaka, pianista, originale esponente di una nuova generazione di talenti jazz del Sol Levante. 


Ha già suonato tre volte in Auditorium. Vi torna, al Teatro Studio questa sera, in piano solo, per una serata intitolata Music for Japan: «Sarà speciale, suonerò mie composizioni e qualche standard in memoria delle vittime del terremoto ma anche per la pace e contro tutte le guerre. La musica - ne è convinta Chihiro - può esprimersi con questo potere... Ho portato a Tokio questo concerto lo scorso 11 marzo, ad un anno esatto dal disastro. Replico a Roma Music for Japan perché trovo la vostra gente molto sensibile, il vostro paese è stato davvero vicino al Giappone in quei giorni. E per me è un grande onore». 
Se le si fa notare che a vederla suonare mostra di scaricare una notevole fisicità, sul piano, risponde, allegra, «definitive!!!». 

sabato 21 aprile 2012

La vicenda di Trayvon Martin ispira Christian Scott

Quando il trombettista Christian Scott scrisse e registrò la canzone, "Trayvon" per il suo quinto album "Christian aTunde Adjuah", che uscirà il prossimo mese di luglio, il pezzo era ancora senza titolo. Lo stesso Trayvon Martin era ancora vivo, e Scott, nativo di New Orleans ma attualmente residente ad Harlem, non sapeva neanche chi fosse.


Ma dopo che Martin, un adolescente afro-americano disarmato, fu presumibilmente sparato e ucciso da George Zimmerman, un poliziotto di quartiere di Sanford, Florida, lo scorso 29 febbraio, la storia è diventata una news nazionale, e Scott ha pensato che il titolo rappresentasse in maniera appropriata il vero significato della canzone. "E' una cosa a cui penso da anni", dice Scott. "Questa generale insensibilità e negligenza nella nostra società quando ci si riferisce alla vita di un nero, questo è ciò di cui la canzone parla."
Zimmerman, che ha detto alla polizia di aver agito per legittima difesa, è stato accusato di omicidio di secondo grado nel caso Martin.
"Trayvon" può anche non adattarsi all'idea romantica che le persone hanno di un musicista che va a sedersi per scrivere una canzone, dopo aver visto innumerevoli storie di uccisioni di Martin. Scott sa anche il titolo della canzone potrebbe essere malinterpretato, come un'opportunità per portare attenzione al suo progetto, ma Scott è pronto a farsi beffe di una tale idea. "Non l'ho intitolato così a scopo di lucro", dice.

Robert Glasper Experiment in diretta su Espace 2

Questa sera l'emittente svizzera Espace 2, trasmetterà in diretta, dal Cully Jazz Festival, il concerto del Robert Glasper Experiment, composto da Robert Glasper (piano), Derrick Hodge (basso), Benjamin Casey (sax), Mark Colenburg (batteria).


Robert Glasper si è fatto notare nei primi anni dello scorso decennio per una musica che al jazz accosta con gusto le influenze della moderna black music.
Pianista dalla solidissima preparazione, si propone oggi regolarmente in settings diversi e complementari: al tradizionale e classico piano jazz trio alterna infatti il gruppo Experiment, un quartetto dove l’influenza dell’hip-hop è più marcata ed evidente.
Glasper è cresciuto nel Texas in una famiglia dove la madre era pure musicista, cantante e pianista di gospel nelle chiese battiste, di jazz e blues nei club e nei locali dell’area di Houston. La frequentazione di tali ambienti musicali costituisce la sua prima e basilare formazione del giovane Robert. Si iscriverà in seguito alla High School per le arti e lo spettacolo di Houston, perfezionandosi poi dopo la laurea alla New School University di New York.

Stefano Bollani / Riccardo Chailly alla Scala in diretta su Radio 3

Questa sera Radio 3 della Rai trasmetterà in diretta dal Teatro La Scala di Milano, il concerto di Riccardo Chailly e Stefano Bollani con la Filarmonica della Scala interamente dedicato alle musiche di George Gershwin.


Iniziativa intelligente e di ampio respiro, quella della Teatro alla Scala di Milano che proporrà in diretta mondiale uno degli eventi più attesi della sua stagione sinfonica.
Protagonista la coppia d’oro Bollani / Chailly, alle prese ancora una volta, con le grandi opere di Gershwin, dalla “Rapsodia in Blue” al “Concerto in fa”.
Il programma del concerto riprende quello del CD relizzato da Chailly e Bollani per Decca “Bollani e Chailly Plays Gershwin” uscito più di un anno fa, ha nel frattempo spopolato riscutendo i favori della critica e diventando a sorpresa il disco di Classica più scaricato sull’ I-Tunes store, a cui ha fatto seguito "Sounds of the 30s", uscito da pochi giorni.

Rota, un amarcord in jazz

Sul sito Giudizio Universale è stata pubblicata una bella recensione dell'ultimo album di Fabrizio Bosso, Enchantment che, con la collaborazione dalla London Symphony Orchestra, rende omaggio a uno dei più grandi compositori del cinema italiano.


La serata dei grandi compositori italiani, piuttosto che la serata della semplice musica italiana. Così si potrebbe specificare meglio quello che è stato, qualche mese fa ormai, lo show della terza serata del Festival di Sanremo, che ha visto re-interpretare grandi pezzi italiani del passato con nomi importanti della scena musicale. Ma c’è un dettaglio, forse sfuggito a chi è stato rapito dal potere dell’apparenza. Tutti gli ospiti sono scesi in palco sulle note di celebri melodie, quelle colonne sonore immortali che hanno costruito l’identità di film, di epoche, e che vantano autori italianissimi. A dominare gli altoparlanti Ennio Morricone e Nino Rota, del quale è appena trascorso, nel 2011, il centenario dalla nascita.
Un evento celebrato in musica anche con un meraviglioso disco uscito lo scorso novembre per Schema- Rearward: Enchantment – l’incantesimo di Nino Rota. Fabrizio Bosso, celebrato trombettista jazz, fonde il suo sound con quello maestoso della London Symphony Orchestra, una delle migliori orchestre del mondo, per dare nuova luce ai brani del nostro compositore. 

Enrico Pieranunzi a Teramo

Domenica 22 Aprile 2012,  la Sala Polifunzionale della Provincia di Teramo ospiterà Enrico Pieranunzi, uno dei pianisti jazz più apprezzati al mondo, che si esibirà nel concerto “Un Voyage avec Debussy”, progetto ideato dall'eclettico musicista in collaborazione con l'Associazione Kymbala in esclusiva per l'Italia per la rassegna “Pomeriggi Musicali”. 


Enrico Pieranunzi torna a Teramo, città a lui cara per antiche origini familiari, dove già quest'estate ha tenuto una affollatissima Masterclass di Pianoforte in Progetto IMC Jazz e dove omaggia questa volta Claude Debussy di cui quest'anno ricorre il 150° anniversario dalla nascita e che la stagione Pomeriggi Musicali sta festeggiando con concerti settimanali, a Teramo e Campli
I musicisti hanno il privilegio di captare" scrisse Claude Debussy "tutta la poesia della notte e del giorno, della terra e del cielo, di ricostruirne l’atmosfera e di ritmarne la palpitazione”.
Durante la serata Enrico Pieranunzi alternerà brevi interventi parlati alle esecuzioni dei brani i quali, inoltre, potranno essere soggetti e/o oggetti di sue improvvisazioni.