venerdì 30 marzo 2012

Sotto le stelle del Jazz a Senigallia

Sta per partire la decima edizione di Sotto le stelle del Jazz, la rassegna musicale di alto livello per giovani e meno giovani, tutta gratuita. La manifestazione si avvale ancora della direzione artistica del Gratis Club, che la ospita tra l’altro nei suoi locali, particolarmente adatti a una rassegna di questo genere di musica. Anche quest’anno vi sarà la presentazione in anteprima di un disco, oltre alla puntuale presenza di artisti di livello nazionale ed europeo, tra cui graditissime conferme come quella del nostro Massimo Manzi, mentre per tutto il mese di aprile si susseguiranno appuntamenti domenicali con la grande musica jazz.
La rassegna Sotto le stelle del jazz continua a rappresentare una occasione preziosa per i giovani che si avvicinano alla musica e possono così ampliare la loro conoscenza, passando da generi come il rock, il pop e le loro influenze e contaminazioni al jazz. Non pochi sono, infatti, gli esempi di giovani senigalliesi che stanno calcando i palcoscenici italiani nella scena jazz. E per questo il progetto della rassegna continua a essere sostenuto con convinzione dall’Assessorato alle Politiche Giovanili insieme con l’Assessorato alla cultura.
Il calendario della rassegna 2012 propone nelle cinque domeniche di aprile altrettanti appuntamenti, tutte proposte attentamente vagliate dall’Associazione Gratisclub e sempre con orario d’inizio fissato per le ore 21,45.
Domenica 1 aprile, in collaborazione con Ancona Jazz, saranno protagonisti gli standard di Andrea Pozza, featuring Mattia Cigalini.
Un incontro prezioso, quello tra Andrea Pozza e Mattia Cigalini, e forse inevitabile. Andrea è riconosciuto come uno dei massimi pianisti italiani ed europei. Per lui parla una carriera ultraventennale, che l’ha visto suonare e confrontarsi con i massimi jazzisti dei due continenti. Ispirato da nomi nobili del mainstream e del bop quali Teddy Wilson, Bud Powell, Bill Evans e Wynton Kelly, Andrea unisce ad un linguaggio che non tradisce mai la via dello swing una enorme cultura specifica. Ha inciso da leader, ha fatto parte del quintetto di Enrico Rava dal 2004 al 2008 (Muse, AJSF 2004) e collabora stabilmente con Steve Grossman e il quartetto di Rosario Bonaccorso. Dirige quindi un proprio trio e l’European Quintet, in cui ha modo di sfoggiare una scrittura originale e creativa, legata alla tradizione con un occhio verso il futuro. In tale ambito espressivo va vista l’unione con Mattia Cigalini, esponente di primo piano della nuova generazione di jazzisti italiani, già piena di talenti. Nato nel 1989, Mattia si esibisce in pubblico fin dall’età di dodici anni, secondo uno stile che guarda con ammirazione al bop e ad uno strumentista imprescindibile quale Cannonball Adderley. La sua fluidità nel fraseggio e la sonorità, di notevole impatto, hanno già trovato nei pubblici di tutto il mondo, specialmente in Giappone, degli entusiasti ammiratori. Tra i musicisti che hanno suonato con lui, segnaliamo Guido Manusardi, Gianni Cazzola, Tullio De Piscopo. Il duo si produrrà in brani originali e in una scelta di standard a cui il successivo quartetto (allargato per l’occasione a due eccellenti musicisti come Gabriele Pesaresi e Stefano Paolini) saprà portare il calore e la vivacità tipici del jazz club.
Domenica 8 aprile è in programma la presentazione ufficiale del disco Tre (Giancarlo Bianchetti, chitarra, Silvia Donati, voce e Roberto Rossi, percussioni), con la partecipazione di Carlo Atti, e la musica brasiliana con reinterpretazione di brani di Chico Buarque de Hollanda, Milton Nascimento e Guinga.
Un trio essenziale che si muove ai confini della musica brasiliana, da cui trae spunto per cambiarne poi i contorni. Come un intreccio di colori fondamentali, voce chitarra e tamburi si fondono per formare colori nuovi, raccontando nuove storie con alcune composizioni originali e reinterpretando vecchi brani di Chico Buarque de Hollanda, Milton Nascimento, Guinga. La profonda conoscenza tra i musicisti e il reciproco rispetto rende la musica del trio libera, mai scontata e sempre di grande effetto.
Domenica 15 aprile gli Electrio proporranno le particolari performances con il basso a sei corde del disco Six strings Jazz, con la presenza del conosciutissimo Massimo Manzi.
La formazione nasce da un ‘idea dell’ apprezzato ed esperto bassista Stefano Mora che arrangia alcune sue composizioni in modo che i suoi bassi a 6 corde, di cui uno “fretless”, diventino la voce solistica principale del trio.  La funzione del pianista-tastierista Maurizio Marrani, che appare sulla scena jazzistica sul finire degli anni ’80, ruota fra i tradizionali ruoli solistici e di accompagnamento, e quello di sostegno nelle linee di basso quando è lo strumento di Mora il solista. La pulsazione ritmica è garantita, con ampia gamma dinamica e timbrica, dalla batteria di Massimo Manzi, ben noto agli appassionati di musica non solo nazionali per la straordinaria discografia e l’intensa attività concertistica e didattica . L’Electrio dopo un anno circa di “rodaggio” produce il proprio primo album  “Six Strings Jazz” nel 2009, il cui repertorio sarà presentato pressoché integralmente nel loro concerto.
Domenica 22 aprile sarà la volta dei Machine Head 4et (quartet) con una formazione “pianoless”, anche in questo caso con presentazione del cd del 2011 Fuori dal chorus tra tradizione e innovazione.
La scelta di suonare senza strumento armonico è dovuta alla presenza di effetti e samples,utilizzati da tutti e quattro i musicisti e che caratterizzano gran parte delle composizioni del gruppo.
Il quartetto ha registrato nel dicembre 2011 un cd dal titolo “Fuori dal chorus”, lavoro che racchiude in sé la volontà di far coesistere stilemi “tradizionali” ed innovazione, dove i ritmi  jazz, funk, latin e rock si fondono con l’utilizzo appunto di effetti, loops e sequenze.
Infine, domenica 29 aprile palcoscenico al Chitarreto dei Jazzemani, quattro chitarre da una idea di Roberto Zechini, spinto alla ricerca di chitarristi improvvisatori incontrati nei suoi corsi e influenzato dalla musica e dalle riproposizioni di standard e delle grandi performance di chitarristi come Pat Metheny, John Scofield, Jim Hall.

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