giovedì 29 marzo 2012

"Signing" nuovo album di Joe Locke

In una carriera che sta passando da una tappa all'altra con regolarità crescente, l'ultimo decennio ha rappresentato una straordinaria crescita artistica del vibrafonista Joe Locke come compositore e leader. 
A partire dal 2001 con lo Storms/Nocturnes Trio in collaborazione con Geoffrey Keezer e Tim Garland, e andando avanti con i progetti sotto la sua leadership - che vanno dal gruppo Four Walls of Freedom e Milt Jackson Tribute Band ed il più recente Force of Four, la profonda comprensione di Locke della tradizione jazz, sposata ad un modernismo profondo e implacabile, lo ha condotto ad essere il vibrafonista più multi-dimensionale della propria generazione, e anche uno dei leader più fantasiosi, oltre ad essere uno dei più lirici ed emotivamente interessanti compositori del jazz odierno.
Con la pubblicazione di Signing firmato dal Joe Locke /Geoffrey Keezer Group, seguito del loro fortunato Live in Seattle (premiato con il Earshot Awards come "Best performance live" nel 2006), la carriera di Locke è pronta ad andare ancora più in alto, avendo iniziato un nuovo rapporto con l'etichetta Motema. 
Il pluripremiato artista e la pluripremiata etichetta hanno avviato una collaborazione strategica che li porterà nel prossimo anno e mezzo, a pubblicare una serie di tre progetti di Locke, ciascuno designato a mostrare un diverso aspetto del suo accurato lirismo, libera immaginazione ed incomparabile virtuosismo. 


"Avevo diversi progetti che si concretizzavano nella mia mente, ma sapevo che il Joe Locke / Geoffrey Keezer Group doveva essere il primo, perché sento che è quello che definisce effettivamente chi sono io musicalmente", spiega Locke. "Mi piace fare ogni genere di cose, ma con il Joe Locke / Geoffrey Keezer Group mi sento come se non ci fossero qualifiche; se potessi fare qualsiasi cosa, sarebbe questa."
Dopo una fortunata tournée a sostegno di Live in Seattle, il quartetto di Locke, il pianista / tastierista Geoffrey Keezer (Art Blakey, Wayne Shorter, Jim Hall, Christian McBride), il bassista Mike Pope (David Sanborn, Chick Corea) e il batterista Terreon "Tank" Gully (Dianne Reeves, Christian McBride, Kurt Elling) ha continuato con altri progetti artistici, ma, come il vibrafonista spiega, "avevo sempre in  mente di continuare con Locke/Keezer e di fare il secondo capitolo." 
Signing mostra un gruppo più maturo, sia individualmente che collettivamente, pur senza perdere l'incendiaria chimica che aveva definito il suo debutto. "Non abbiamo suonato per tanto tempo", dice Gully, "ma il fatto che le tracce del disco furono quasi esclusivamente first-takes racconta molto della chimica della band."
Keezer concorda: "Mi sentivo come se la band fosse stata in tour per sei mesi." ed aggiunge: "Non facemmo prove, perché noi tutti viviamo in città diverse, quindi appena siamo entrati in sala di registrazione, le melodie vennero fuori in modo convincente e coerente, e le registrammoSigning ha quel tipo di immediatezza e, anche se non è un disco dal vivo, mantiene  po' di quell'energia".
Sin dalla title track di apertura - una delle quattro composizioni di Locke - diventa subito chiaro che questa è musica profonda, piena di sfide e di complessità, ma mai a scapito dei lirismo e della accessibilità.
Sia che si tratti di innegabili groove, o di melodie, esse rimangono ugualmente cantabili, portando Signing  ad ottenere una connessione istantanea e duratura.
"Si chiama Signing, perché tratta del desiderio di entrare in contatto diretto", dice Locke. "A volte non riusciamo a comunicare con gli altri, ma siamo li fuori cercando di essere ascoltati e cercando di ascoltare, inviando dei segnali." 
Avendo l'energia del pubblico, gli album dal vivo spesso bruciano con maggior fuoco delle date in studio, una trappola che Signing riesce ad evitare.
"Ci sono tre brani in cui la polveriera veramente si accende", dice Locke, "come nel bel mezzo del brano di apertura, quando parte Terreon. L'originale di Keezer, Darth Alexis, raggiunge alcuni bei picchi drammatici, come Her Sanctuary. C'è un sacco di fuoco, ma anche un sacco di controllo su quando deve essere tirato fuori e quando invece va ritirato."
Questo equilibrio di abbandono controllato è un modo perfetto per descrivere le performances di Locke in tutto l'album, sia se attraversa una strada tortuosa, attraverso gli accordi di una definitivo riarrangiamento del classico di John Coltrane  Naima, o per interagire con il pianista su Darth Alexis.
Ed è proprio quell'empatia, condivisa tra Locke e Keezer, che li posiziona come il più emotivamente interessante duo pianoforte / vibrafono dai tempi di Chick Corea e Gary Burton. 
In un insieme di prestazioni stellari, forse Mike Pope spicca, come sorpresa più grande, concentrandosi sul basso elettrico su tutti i pezzi, tranne un paio.
"E 'una tripla minaccia", dice Locke. "Ha anche progettato e mixato il disco, ed ha fatto un lavoro fantastico nel fare in modo che la voce di ogni strumento fosse fedelmente e pienamente realizzata."
Locke è altrettanto entusiasta di Gully. "Il contributo di Terreon è incredibile. Alcuni batteristi più giovani mi hanno detto che lo considerano il padre di un nuovo movimento nel drumming, e le battute che mette in questo disco sono veramente fresche. Se fosse stato un altro batterista, non importa quanto grande, sarebbe stata un'altra registrazione. Prendendo la title track, per esempio. Essa deriva dall'hip hop e dal drum 'n' bass, ma la raffinatezza musicale e ritmica di Tank porta la melodia ad un altro livello. Il suo timbro è su tutta questa registrazione."
"Sono veramente contento di come i miei succhi creativi scorrano in questo momento", conclude Locke. "Geoffrey e io crediamo che Signing sia collettivamente il nostro miglior disco fino ad oggi, che è molto da dire, ma è davvero quello che sentiamo."
Con la musica che sto realizzando con i miei spiriti affini nel The Joe Locke / Geoffrey Keezer Group, e con il vento alle mie spalle che sento dalla Motema ora, sento come l'unico limite sia il cielo ed il meglio deve ancora arrivare!"
(Fonte JazzCorner)

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