venerdì 30 marzo 2012

Lew Tabackin Quartet all'Alexanderplatz di Roma

Questa sera e domani, grande appuntamento all'Alexanderplatz di Roma con il concerto del Lew Tabackin Quartet (Lew Tabackin: sax, Helen Sung: piano, Giuseppe Bassi: basso, Gasper Bertoncelj: batteria).


Filadelfiano, figlio di immigrati russi, Lew Tabackin è un artista di ampie visioni. Autentico virtuoso del flauto, approfondito al Conservatorio della città natale (“ma non ero uno studente modello; dovetti scegliere quel corso perché non ce n'era uno di sax”), esprime un suono allo stesso tempo primordiale e classicheggiante, sovente sensibile agli incroci culturali, e nei suoi toni si respirano aromi orientali e bouquet di champagne.
È considerato da sempre un gigante gentile dello strumento ed ha abitato per anni gli attici delle classifiche di Down Beat. Il che non deve far dimenticare il suo posto d'onore tra i grandi tenoristi dell'età di mezzo.
Diretto discendente del tono satinato, e all'occorrenza impetuoso, di Coleman Hawkins e Ben Webster, appartiene a una specie rara, al tempo stesso archeologo e avventuriero del jazz, in grado di sintetizzare in pochi passaggi, alla maniera di un Sonny Rollins, l'intera essenza della storia dello strumento.
Il suo stile distintivo adotta ampi intervalli, improvvisi cambi di mood e di tempo e un illuminante fervore, dimostrando l'intera gamma delle possibilità dello strumento, cromatiche, ritmiche e dinamiche.
Personaggio dalla multiforme carriera, iniziò a Philly accompagnando l'idolo adolescente del pop, Frankie Avalon, per poi stabilirsi a New York, dove nel 1967 conobbe la pianista giapponese Toshiko Akiyoshi, sua futura sposa, nella cui big band riveste un ruolo di primo piano. Nel 1972 si trasferì a Los Angeles per dedicarsi a partiture per la tv e il cinema, una mossa che rimpiangerà a causa dello scarso coinvolgimento del pubblico, che a suo dire considerava il jazz solo “musica di sottofondo”.
Dieci anni dopo, il ritorno definitivo a New York inaugura finalmente la sua propria stagione solista. Specializzato nei brani lenti (“sono i più complessi, perché ogni nota deve trovare il suo spazio e il suo tempo”) e alieno da ogni frenesia armonica, ha inciso una serie di pregevoli cd per la Concord dove si alterna ai due strumenti con invidiabile eleganza e passione.
Con lui all’Alexanderplatz straordinari musicisti come: Helen Sung, pianista jazz, compositrice, ha suonato nella Mingus Big Band con Ronnie Cuber. Artista asiatica americana si impone nella scena musicale con classe ed eleganza, riuscendo a coniugare mondi musicalmente lontani tra loro con una visione ed un suono unico. Si è laureata presso la prestigiosa Thelonious Monk Institute of Performance Jazz e da allora ha lavorato con maestri come Clark Terry, Ron Carter, Wayne Shorter e MacArthur Fellow Regina Carter. Nei suoi cinque album, accolti positivamente dal pubblico e dalla critica, emerge passione e straordinaria fantasia doti che le consentono di improvvisare ed esplorare variegati universi sonori.
A completare l’ensemble uno dei più importanti contrabbassisti italiani Giuseppe Bassi, che dopo un lungo periodo di studio e perfezionamento negli USA è tornato in Italia dove suona con i migliori musicisti in circolazione, Gasper Bertonceli, nato in Slovenia nel 1978 e residente a New York dal 2002, è uno dei batteristi più energici in circolazione.

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