martedì 25 dicembre 2012

REPLAY: Gli imperdibili: Charlie Parker with Strings: The Master Takes

(Pubblicato originariamente l'11 marzo 2012)
Charlie Parker with Strings: The Master Takes è costituito da una selezione di incisioni in studio pubblicate originariamente in due LP negli anni cinquanta dalla Mercury Records. Le sessioni vedevano la musica di Parker immersa in un contesto atipico, il suono del suo sax è accompagnato da una sezione orchestrale d'archi e da una sezione ritmica jazz, invece che delle abituali quartetti o quintetti bebop. 
Anche grazie a degli arrangiamenti dei brani molto sdolcinati e commerciali, quindi più appetibili al pubblico mainstream dell'epoca, questi dischi furono i maggiori successi commerciali in vita per Parker, e nel 1988 sono stati ammessi alla Grammy Hall of Fame.
Alcuni esperti, criticando la troppa melensaggine degli arrangiamenti dei brani, avanzarono l'ipotesi che i dirigenti della Mercury avessero esercitato una qualche forma di pressione su Parker affinché registrasse degli standard, piuttosto che le sue composizioni originali, in modo da poter ottenere un maggiore riscontro commerciale. Altre fonti biografiche indicano invece che Parker abbia volutamente inciso tali brani, escludendo i suoi classici bebop di maggior difficoltà all'ascolto.
Nonostante questo, le incisioni "orchestrali" di Parker fecero scuola tra i jazzisti dell'epoca, e iniziarono ad essere pubblicati album sulla falsariga di quelli di "Bird": si vedano per esempio Clifford Brown with Strings del 1955, Lady in Satin di Billie Holiday del 1958, e Focus di Stan Getz del 1961, tra i tanti. 
(Fonte Wikipedia)


Nonostante la critica abbia spesso criticato queste registrazioni, considerandole troppo sdolcinate, ritengo che in questa circostanza le interpretazioni di Parker siano state tra quelle di maggior spessore della sua carriera; il suo playing raggiunge vette di lirismo e di intensità incredibili, rendendo i classici pezzi presentati assolutamente indimenticabili.
Personalmente non amo particolarmente le registrazioni with Strings, proprio a causa di quella nota dolciastra che spesso lasciano, ma questa fa eccezione grazie agli intricati voli del sax di Bird che riesce a limitare il predominare degli archi, che invece fanno da giusto corollario alle preziose e tumultuose improvvisazioni parkeriane.
L'album è stato giustamente inserito nella celebre lista 1.000 Recording to Hear Before You Die, con questa motivazione:
"Charlie Parker non solo contribuì ad inventare il torrido stile del jazz noto come bebop negli anni '40. Ma il più veloce sassofonista vivente, un noto drogato che impegnò regolarmente il suo strumento, dette un contributo ancora più significativo: insegnò agli spesso isolati musicisti jazz, ad espandere il loro pensiero. Era un modernista, un curioso cittadino del mondo che permise alle sue ossessioni, da Stravinsky e Bartók alle scale degli zingari, per non parlare di Bach, di permeare la sua arte.
Attraverso progetti come il popolare Charlie Parker with Strings, che è tra le prime registrazioni a presentare un solista jazz con una studio orchestra, Parker mostrò a tutti coloro che seguirono, come fosse possibile modificare il vocabolario del jazz, e di come gli intricati codici del bebop potessero diffondersi oltre il terreno fertile dei piccoli gruppi.

Benchè ormai possa sembrare quasi pittoresca, Charlie Parker with Strings rappresentò un cambiamento radicale nel 1949: essa mise l'improvvisatore tecnicamente più abile del pianeta in un contesto meno sfrenato ritmicamente.
Come Parker disse in un'intervista, lui avrebbe voluto registrare con un'orchestra fin dagli inizi degli anni '40. "Ero alla ricerca di nuovi modi di dire le cose musicalmente. Nuove combinazioni di suoni".
Questa ricerca lo condusse dall'arrangiatore Jimmy Carroll, che fornì all'impulsivo sassofonista sufficente struttura per reggere l'urto con gli archi. L'album generò diversi singoli di successo (tra cui Just Friends) e divenne il best-selling della carriera di Parker.
Come Parker aveva previsto, l'atmosfera della studio orchestra, lo costrinse a cambiare le sue tattiche di improvvisatore: qui Bird suona più liricamente, con una tenerezza quasi straziante. Il guizzo e l'impetuosità che contraddistinse le opere precedenti rimane, comunque, e grazie a quelle Parker riesce ad attraversare le setose linee degli archi e i glissando dell'arpa e si delizia in disorientanti aspettative.
Egli è il rinnegato delle sala da ballo che suona per i ballerini, solo per dimostrare che può farlo. Fino al momento in cui il bello si arresta, e l'irriverente Parker preme sul gas per portare ognuno, inclusi i suonatori d'archi, verso una corsa da brividi."

Ecco in streaming l'intero album:

Charlie Parker with Strings by Elfio Nicolosi on Grooveshark

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