mercoledì 21 novembre 2012

REPLAY: L'eredità di Clifford Brown (2a parte)

(Pubblicato originariamente il 10 febbraio 2012)
Concludiamo la pubblicazione del bell'articolo di Barbara Gardener, pubblicato originariamente su Downbeat Magazine il 12 ottobre 1961, che ritrae il grande trombettista Clifford Brown.
La prima parte dell'articolo si può leggere a questo link


Gli esempi della disponibilità e della gentilezza di Brownie abbondano nel mondo della musica. Farmer ha un ricordo personale di Clifford, non per un atto importante, ma piuttosto per un piccolo atto di gentilezza.
"Una volta ci siamo incontrati a Chicago," disse Farmer. "Aveva appena finito al Bee Hive, ed io stavo iniziando. La notte in cui dovevo debuttare scoprì di aver terminato l'olio per le valvole, così lo chiamai e gli chiesi di portarmene un po'. Egli non esitò un attimo a portarmene un pò del suo. Lui era questo tipo di persona."
Era anche il tipo di persona che non voleva mai incontrare faccia a faccia quelli che aiutava.
Quando un sassofonista di primo piano violò la legge, la sua reazione immediata fu quella di aiutare la famiglia. Malgrado la decadenza morale e fisica del sassofonista, egli aveva sempre dato del suo meglio per la musica. Brownie ragionò, lascia che sia la musica ad aiutarlo. Così organizzò un concerto di beneficenza. Non raccolse un sacco di soldi, tuttavia per la moglie incinta del sassofonista, 350 $ furono una manna dal cielo, alla quale Brown contribuì, non come atto di carità, ma come una piccola espressione della stima che provava per il marito. Clifford non incontrò mai la moglie.
Max Roach stava lavorando in California nel 1954. Dopo aver suonato brevemente con il bassista Howard Rumsey e il suo gruppo al Lighthouse di Hermosa Beach, Roach tornò a New York per selezionare personalmente la propria band prima di tornare a Los Angeles.
"Conoscevo Brownie da un pò di tempo", ha detto Roach. "Avevo preso coscienza del suo lavoro attraverso le sue registrazioni. Aveva fatto alcune cose nella serie Birdland, e avevo sentito il suo lavoro con J.J. Fui subito impressionato dal suo lavoro, e quando ho cominciato a pensare di formare un mio gruppo, fu il primo trombettista a cui ho pensato. Non lo conoscevo molto bene personalmente, ma ho subito sentito che musicalmente avevamo una specie di legame spirituale ".
Questo fu l'inizio di una  partnership che sarebbe sbocciata in una delle più rinomate unioni del jazz. Lavorarono insieme circa 27 mesi. Eppure, in questo breve tempo cementarono il loro rapporto a tal punto che la morte di Brownie colpì Roach forse più di ogni altra persona al di fuori della sua famiglia.
"Quello che provo per Brownie non ha nulla a che fare con la tristezza," ha detto. "Quando penso a Brownie, penso all'amore e all'apprezzamento per tutta la felicità che mi ha portato, sia musicalmente che personalmente. Era un dolce, bella persona."
Quando Brown entrò nella band di Roach nel marzo del 1954, i due sapevano dei rischi che correvano nel mantenere una combo insieme. I due avevano molte occasioni di lavorare come singoli, ma decisero di rimanere insieme.
"La cosa che danneggiava le piccole unità di jazz era il fatto che i proprietari dei club spesso non erano sicuri che sarebbero riusciti ad avere lo stesso personale la volta successiva," disse Brown ad uno scrittore nel 1955. "Non erano sicuri del personale o del suono. In un piccolo gruppo, se devi stare insieme, devi avere la responsabilità di mantenere la propria identità. Max ed io abbiamo avuto delle offerte per lavorare come singoli. Ma se essi non avessero assunto l'intera unità, non avremmo accettato il lavoro. Questo era l'unico modo per restare insieme. Dovevamo lavorare insieme per tutto il tempo."
"Brownie era consapevole delle sue responsabilità", notò Roach. "Neanche io, benchè fossimo così vicini, sapevo bene quanto fosse consapevole in quel momento". Roach pensò un attimo e disse: "Sai, era una persona così stabile che aveva avuto la lungimiranza di farsi una polizza assicurativa. Quando morì, la polizza coprì interamente quanto dovuto per il mutuo sulla sua casa.
Anche se le indicazioni dicono che Brown fosse una persona intrinsecamente affidabile, è opinione di Roach che il matrimonio fu un fattore decisivo.
"Quando Clifford venne via dalla California si innamorò perdutamente. Mentre faceva la corte, a volte era un po' traballante, ma non appena si sposò con la ragazza, si sistemò e si stabilizzò".
Roach ricorda il suo amico come un individuo curioso, uno che sentiva un insaziabile desiderio di sapere tutto quello che ci fosse da sapere sulla musica.
"Oh, cercava sempre di imparare qualcosa", il batterista ricordò con affetto. "Giù in California, avevamo una casa, dove avevamo un pianoforte, un vibrafono, tromba e tamburi. Brownie sapeva suonare tutti questi strumenti. Uscivo di casa e quando tornavo, l'avrei trovato a fare pratica su qualsiasi cosa, batteria, vibrafono, qualsiasi cosa. Amava realmente la musica ".
Ma la musica, oltre al suo piacere, era anche la sua attività, così dovette uscire al di fuori della musica per trovare i suoi due hobbies preferiti.
"Era un ottimo giocatore di scacchi ed un ottimo giocatore di biliardo, inoltre era anche un genio in matematica. Gli piaceva molto giocare con i numeri." 
"Era davvero troppo. Era uno degli individui più completi che abbia mai conosciuto."
"Era una persona calda ed educata con tutti. Non faceva alcuna differenza con chi fosse. Ma sapeva anche essere forte. Sapeva come prendersi cura di sé. Sapeva anche come prendersi cura di me a volte. Non dimenticare, ho visto Brownie in molte circostanze, e lui non prendeva bastonate da nessuno. Ha saputo trattare con operatori e proprietari di club, agenti, senza mezzi termini."
Qui Roach aggiunge un punto che sembra quasi incredibile alla luce della attuale forte personalità del batterista: "Quando avevamo il nostro gruppo, io subivo il peso dell'oppressione di queste persone, e Brownie spesso raddrizzava la situazione.
I suoi colleghi musicisti forse non hanno mai compreso l'estrema pressione a cui Brown doveva sottostare. Accettandolo come nuovo campione, i musicisti assumevano la posizione di sfidanti. La competizione costantemente lo costringeva a salire sul ring nella forma dell'artista contemporaneo. Gli "oldtimer" del jazz come Art Blakey, che era di 11 anni più vecchio, o Roach, che era un innovatore al Minton prima che Clifford iniziasse a studiare la tromba, accettavano il giovane come un loro pari, e portavano scarsa considerazione per la sua giovane età. Dopo una seduta particolarmente infuocata al Bee Hive di Chicago, Clifford passeggiò fuori dal club e si fermò aspirando l'aria fresca della notte.
Confidò ad un amico: "Mi sento come se mi avessero gettato dell'acido in faccia. Le mie labbra sono in fiamme. A volte mi chiedo se possa tenere il passo con Max quando fa andare i piatti in quella maniera."
Questa è forse la prima volta che Roach saprà della paura interiore del giovane Clifford.
Ma la personalità di Brown non convinse solo i musicisti; scrittori e critici di jazz elogiarono il trombettista per aver saputo combinare le migliori qualità di Miles Davis e Fats Navarro. Gli fu affidata la grande responsabilità di tentare una sintesi del jazz moderno. Il suo fermo, definito e quasi percussivo attacco, differenziava il suo sound da quello di Davis, che suonava nello stesso stile distaccato. Il suo fraseggio aderiva abbastanza da vicino alla struttura della battuta e del ritmo. Brown era un improvvisatore la cui mobilità dello stile gli permetteva di viaggiare a piacere, creando linee melodiche che seguivano l'armonia di base, mentre per tutto il tempo pungolava l'immaginazione con le varie possibilità di estensione.
Fu riconosciuto come un brillante tecnico, e la purezza del suo tono si aggiungeva alla precisione della sua esecuzione.
"Io e Brownie ricevemmo la nostra ispirazione primaria dalla stessa fonte," disse Art Farmer "e credo che noi una volta suonassimo in maniera simile, ma lui era sempre il più capace di muoversi intorno alla tromba." 
Nella maggior parte delle critiche o valutazioni su Brown, si fa poca menzione dei suoi limiti, che erano reali ed evidenti. Di tanto in tanto andava fuori giri ritmicamente, l'originalità e la maturità dei suoi assoli a volte erano discutibili.
Roach, pur non riconoscendo queste specifiche aree di debolezza, allude ad esse nelle sue lodi a Brown:
"Era un individualista, come Bird. Io non voglio dire che suonava come Bird, o che cercava di suonare in quel modo. Suonava come Brownie per tutto il tempo. Era però così individualista che si doveva votare per lui su diversi altri trombettisti importanti, anche se ciò che faceva Brownie non sempre era accettabile come quello che questi altri facevano." 
In una mattina piovosa nel mese di giugno 1956, sulla Pennsylvania Turnpike, Clifford Brown, insieme con il pianista Richie Powell, e la moglie di Richie, Nancy, che era alla guida, fu ucciso quando la loro automobile precipitò su un terrapieno.
Diverse persone vicine a Brown pensano ai motivi perchè quell'incidente non sarebbe dovuto mai accadere. Come la maggior parte delle tragedie, anche questa è racchiusa in una serie di "se".
Roach ricorda vividamente i minimi dettagli dei particolari che hanno portato all'incidente.
"Il tutto non sarebbe dovuto accadere", ha detto Roach. "Dei produttori di strumenti erano stati con noi per qualche tempo per farci usare i loro strumenti. Non avevamo mai acconsentito prima. Una volta ogni tanto, Brownie avrebbe usato una nuova tromba, ma poi sarebbe sempre ritornato a quella vecchia. Questa volta, avevamo avuto tre giorni di riposo e Clifford e Richie tornarono a casa a Philly, ed io venni a New York. Dovevamo debuttare al Blue Note di Chicago il seguente mercoledì. Chiamai Brownie da New York per dirgli a che ora ci saremmo dovuti incontrare alla barriera dell'autostrada, così che saremmo potuti andare a Chicago insieme. Ma Clifford mi disse di no, aveva deciso di andare a prendere una nuova tromba. "
Max si fermò un secondo. Poi disse: «Se non avesse deciso di prendere quella tromba ... Comunque, abbiamo concordato di incontrarci a Chicago. Così andai avanti in modo da poter dormire un po' prima di lavorare, così partiì in tempo per arrivare a Chicago intorno alle 3 del mattino. Brownie lasciò Philadelphia in tempo per arrivare a Elkhart, Indiana, circa alle 9, prendere la tromba e venire a Chicago. La ragazza era alla guida. pioveva, e sono stati uccisi ".
La notizia della tragedia si diffuse rapidamente, e sia Roach e Art Farmer ricordano che non fu un amico personale o un parente a dare la notizia, ma dei produttori. 
"Joe Glaser mi chiamò nel pomeriggio", ha detto Roach. "mi ero addormentato e non avevo saputo niente. Tornai a New York. Abbiamo cancellato la data, naturalmente. Ci furono i funerali di massa quel sabato a Philadelphia".
Farmer ha ricordato: "Ero in una sessione di registrazione con Helen Merrill, Gil Evans aveva scritto gli arrangiamenti e dirigeva. L'impresario Max Zeppo, uscì dalla cabina di regia e disse qualcosa a proposito del fatto che Clifford Brown fosse stato ucciso. Abbiamo fatto due o tre false partenze sul brano che stavamo cercando di registrare, poi chiudemmo i bagagli e ce ne tornammo a casa. "
Così ebbe termine una carriera fugace. Dopo lo shock, venne la triste conspevolezza che la produttività e la vitalità di Clifford Brown fossero state perse per sempre. Poi, attraverso l'interscambio di ricordi fu chiaro che Brownie aveva lasciato una preziosa eredità di buone azioni ed amicizie. Il rispetto e l'ammirazione confinava con la riverenza. 
Benny Golson scrisse una commovente ballata, e Jon Hendricks impostò il testo della canzone I Remember Clifford. Il motivo è uno dei più registrati tra gli originali di Golson. Ogni musicista che la esegue tenta di mettere in essa un pò del proprio affetto per la musa ispiratrice.
I musicisti locali di Philadelphia costituirono un fondo per delle borse di studio commemorative in memoria dell'artista.
Anche se Max Roach non ha pubblicato o registrato un brano che apertamente suggerisce un legame con il suo ex compagno, "cerco di commemorarlo in altri modi", ha detto. "Ho scritto due cose, tuttavia, con Brownie in mente. Ho fatto una cosa chiamata Tender Warriors, in cui ho cercato di raccontare quello che provavo sia per Brownie che per Richie. Poi c'è una cosa nuova chiamata Praise for a Martyr, che è davvero dedicata a Brownie". 
Negli ultimi anni, Roach ha preso delle posizioni sempre più forti riguardo i suoi diritti di individuo e come essere umano. I suoi atteggiamenti non sono sempre stati gentili o signorili. Molto spesso, può diventare minaccioso nella sua rabbia. Per molte persone, questo comportamento può sembrare strano.
Spesso si sente autorevolmente sussurrare: "La morte di Clifford Brown ha realmente colpito Max. Non è mai più stato lo stesso."
Roach non nega l'ovvio senso personale di perdita che prova quando ricorda i giorni dell'amicizia e della compatibilità musicale che sentiva per Brownie. Egli però nega categoricamente, che la morte del trombettista abbia a che fare con il suo attuale malcontento. 
"Io non sono stato influenzato dalla morte di Brownie in quel modo", ha detto Roach. "Quello che invece mi colpisce oggi, e che mi ha colpito di più per tutto il tempo, è l'intera atmosfera sociale che genera le condizioni in cui siamo costretti a vivere. La morte di Brownie è una parte di tutto il casino. Se le condizioni fossero state più giuste ed eque in questo paese, non avremmo dovuto attraversare tutto il paese in auto, cercando di guadagnarci da vivere. Saremmo stati in grado di lavorare ed essere pagati secondo le nostre capacità. Dovevamo fare così semplicemente perché non potevamo permetterci di viaggiare in un altro modo.
Apparentemente, Brown condivideva parte di questi sentimenti con Roach.
"Certo, Brownie aveva capito cosa stava succedendo, e, a suo modo, se ne risentì. Sapeva di Chet Baker e del denaro che stava facendo. Siamo stati insieme per due anni e stavamo appena cominciando a fare un po' di soldi quando Brownie fu ucciso. Non ha vissuto abbastanza per ottenere un indennizzo per tutto quello che aveva fatto."
Forse i soldi gli sfuggivano, ma Brown visse per ricevere il rispetto e il riconoscimento internazionale. Ottenne il Down Beat International Critics Poll come stella nascente nel 1954. Godeva di un affetto sincero tra i suoi colleghi artisti, e visse per vedere suo figlio, che non aveva ancora un anno quando morì.
Venticinque anni non è tanto tempo. Molti giovani ancora annaspano a questa età. Brown era diventato un contributore reale e permanente, non solo come musicista. Molti artisti si sono sviluppati ed alcuni si sono bruciati entro i 25 anni. Ma Brown era una persona responsabile.
Nessuno può sapere come quel primo incidente, nel 1950, colpì emotivamente il trombettista.  Può essere significativo, tuttavia, che non egli fece alcun tentativo di tornare a scuola per prepararsi ad una carriera di lungo raggio. Si tuffò a capofitto nel esercizio del suo dono più conosciuto, assunse un co-leadership con Roach, si sposò, ed assicurò il futuro dei suoi cari, assicurando la propria vita. Ed ha vissuto una vita esemplare.
Ci sono pochi rimpianti per la morte di Brownie, c'è solo il riconoscimento di un senso profondo di vuoto per la sua assenza e di ringraziamento per il tempo che passato su questa terra.

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