martedì 28 febbraio 2012

Giovanni Mazzarino 4tet a Foggia

Domenica 11 Marzo 2012, al Moody Jazz Cafe' di Foggia, Giovanni Mazzarino guiderà i suoi compagni di viaggio, Max Ionata (sassofono), Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Nicola Angelucci (batteria),   per eseguire la splendida Suite dedicata alla sua Sicilia, intitolata, appunto, “In Sicilia Una Suite


Giovanni Mazzarino nasce il 26 maggio 1965 a Messina. Inizia a suonare all’età di cinque anni da autodidatta e lo studio del pianoforte all'età di undici. E’ considerato uno dei migliori pianisti italiani ed uno dei più richiesti dai musicisti americani in tour in Italia e in Europa come Tom Harrel, Bob Mintzer,  Steve Swallow, Adam Nussbaum, Mark Murphy, Lester Bowie, Randy Brecker con cui ha creato veri e propri progetti nel corso degli anni. Ha scelto, anche per il legame profondo con la sua terra, di vivere in Sicilia, lontano dai centri nevralgici dell’industria musicale. Ma fate il suo nome a qualche musicista che ha avuto il privilegio di suonare con lui  e non riceverete altro che lodi, complimenti ed espressioni di meraviglia. Conoscitore del pianoforte classico e della tradizione jazz, raffinato e solido accompagnatore di vocalist – impressionante la lista delle sue collaborazioni - uomo dalla conversazione ricca e interessante, si infervora parlando della difesa e della valorizzazione delle tradizioni culturali siciliane.
Questa sua ultima fatica da leader si inserisce a pieno titolo in questo "lavoro culturale": una suite dedicata a colori e profumi dell'isola, sintetizzata dalla frase di Goethe che non si può che sottoscrivere: "L'Italia, senza la Sicilia, non lascia alcuna immagine nell'anima. Qui è la chiave di tutto". 
La produzione è preziosa: oltre al lavoro di studio di Stefano Amerio e del suo Artesuono, ormai una firma di garanzia a livello europeo e mondiale, il Cd è accompagnato da un libretto di foto di Pino Ninfa dedicate alla Sicilia e ai musicisti. Per realizzare quest'idea Mazzarino ha riunito una delle formazioni più classiche del jazz post 1960, il quartetto con sax, invitando Rosario Bonaccorso al basso, uno dei più apprezzati bassisti italiani per la grande esperienza e la capacità di propellere tutto il gruppo, che qui si conferma ai massimi livelli; il giovane ma già autorevole batterista abruzzese Nicola Angelucci, e il sassofonista Max Ionata, che negli ultimi anni ha vertiginosamente accresciuto maturità e ricchezza espressiva, tale da renderlo uno dei più apprezzati sassofonisti italiani al mondo.
Tutti segnali della passione con cui è stato realizzato il disco, ma il cuore di tutto alla fine sono la musica e le idee di Mazzarino: anche se ampissimo è lo spazio lasciato agli altri musicisti – infatti non si tratta affatto di un pianoforte "accompagnato" da altri ma di un sound collettivo - tutto è alla fine profondamente suo, nutrito dall'ampiezza dei suoi riferimenti. 
Come nella storia della terra cui è dedicata, in questa musica ci sono fratture, dramma e grido – particolarmente espressivo il sax di Ionata in diversi passaggi – che si accompagnano a melodie colorate dall'amore per il jazz, per la tradizione europea del pianoforte e per le tradizioni musicali siciliane. Le risorse del gruppo sono sfruttate con intelligente duttilità, e passaggi arrangiati in modo sorprendente si alternano a improvvisazioni collettive di grande impatto o quiete meditazioni solistiche, e nessun brano obbedisce a regole "standard" di durata o struttura dettate da considerazioni esterne: si va dai due minuti di “Taormina”, con il brillante pianismo dell'introduzione e il nervoso tema, ai nove dell'esplosivo “Stromboli”, con la crescente tensione generata da sax, basso e batteria, cui segue “Marzamemi”, reso ancora più efficace dal drammatico cambio di atmosfera: un arpeggio pianistico colorato da uno svolazzo arabescato che introduce una sinuosa melodia impreziosita dal timbro brunito di Ionata, sviluppandosi poi in passaggi dall'elastico swing. Non a caso al centro dell'album sta “Piazza”, una meditazione sospesa e incantata, notturna ed evocativa come la foto di copertina dell'album: il brano in qualche modo raccoglie e sintetizza gli umori di tutto il lavoro, mettendo in evidenza l'originale pianismo del leader, le contro-melodie di Bonaccorso, la misura di Angelucci e ancora Ionata, questa volta in una vocale predicazione al soprano.
Per informazioni: www.moodyjazzcafe.it/

Ed ecco un estratto di In Sicilia una Suite:

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