martedì 28 febbraio 2012

Bobby Watson a Taranto

Nel novantesimo anno di attività, gli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” hanno il piacere di presentare presso l’Auditorium Tatà di Taranto in esclusiva per il Sud Italia una delle poche date del grande sassofonista e compositore americano Bobby Watson.


Un concerto importante, forse il più atteso dagli appassionati di jazz in Puglia e dintorni, che si terrà venerdì 9 marzo, con inizio alle ore 21, nell’ambito della 68esima Stagione Concertistica organizzata dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia di Taranto e del Comune di Taranto.
Il maestro, accompagnato da Richard Jonson al piano, Curtis Lundy al basso e da Victor Lewis alla batteria, presenterà il concerto “Appointment in Milan”, che riprende il disco prodotto nel 1985 e divenuto un classico della musica jazz.
Sergio Veschi, patron della Red Records, etichetta che ha pubblicato l’album di Watson, ha scritto nel guestbook del sito della sua etichetta: “Nel 1983 l’alto sassofonista di Kansas City Bobby Watson fece un concerto a Milano in un locale chiamato Le Scimmie, accompagnato da un gruppo italiano, L’Open Form Trio. Il gestore del locale registrò una cassetta di quello storico evento, quella registrazione piacque così tanto ai musicisti che, sebbene il supporto non potesse garantire un suono ad alta fedeltà, decisero di inciderla in un disco e nacque Perpetual Groove.
Bobby Watson rimase impressionato dal sound che usciva con il trio italiano e decisero di incidere un disco. Prenotarono lo studio per due giorni, ma tutti i pezzi risultarono talmente buoni già alla prima take che non furono necessarie altre registrazioni, quel disco mitico era Appointment in Milano”.
Watson è certamente uno degli eminenti musicisti della sua generazione, con alle spalle una notevole quantità di successi fin dai primi anni ’80, che hanno testimoniato la sua innegabile individualità di artista.
Compositore e sassofonista contralto, nato a Lawrence, negli Stati Uniti, precisamente nel Kansas, il 23 agosto 1953, ha cominciato suonando il clarinetto in chiesa prima di passare al sax contralto all’età di tredici anni.
Ha composto e scritto arrangiamenti per le band della scuola, prima di diventare il direttore musicale del gruppo “Jazz Messengers” di Art Blakey, il fondatore dell’acclamato 29th Street Saxophone Quartet, del quintetto Horizon, leader dell’etichetta Blue Note, con la quale ha pubblicato “No Question About It” nel 1988, “The Inventor” nel 1990 e “Post-Motown Bop” nel 1991, oltre che a pubblicare sempre nel ‘91 Present Tense con la Columbia, “Urban Renewal” con la Kokopelli, “Quiet As Its Kept” e “Live at Someday in Tokyo” con la Red e “Live & Learn” con la Palmetto.
Tra i vari riconoscimenti che ha ottenuto nel corso della sua carriera gli è stata conferita nel 2001 una cattedra presso l’Università del Missouri, al Conservatory of Music di Kansas City.
Watson combina una ragguardevole destrezza ed una particolare energia con una qualità interiore che viene direttamente dall’anima, la produzione musicale ricopre una vasta gamma di espressioni e di ambientazioni.

Ecco un estratto di un concerto di Bobby Watson al Bohemian Caverns di Washington:

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