mercoledì 28 dicembre 2011

Sam Rivers - Crystals (1974)

E' difficile notare oggi, nel 21° secolo, quanto fosse lungimirante questa big band di avanguardia, e come completamente innovative fossero le composizioni di Rivers.
Il numero di musicisti in questa sessione è sconcertante: con Rivers, ci sono ben 64 musicisti! Alcuni dei nomi che appaiono qui sono Hamiet Bluiett, Richard Davis, Bob Stewart, John Stubblefield, Bill Barron, Robin Kenyatta, Julius Watkins, Norman Connors, Andrew Cyrille, Billy Hart, Ahmed Abdullah, Charles Sullivan, Clifford Thornton, Grachan Moncur, Ronnie Boykins, e Reggie Workman - e non c'è un pianista. 
Musicalmente, questo è un maturo Sam Rivers che parla dalla ampia base della sua conoscenza come compositore, improvvisatore, e concettualista. Queste composizioni furono scritte tra il 1959 e il 1972, e furono terminate, quando Rivers inserì nuovi elementi che riuscirono a farle stare insieme concettualmente. Il fatto che tutte le sei composizioni siano così splendidamente giustapposte è un testamento alla sua disciplina e alla sua visione.
In questo album Rivers ha scritto alcune delle musiche più complesse della sua vita, permettendo ai brevi, toccanti, e spesso strettamente composti assoli, di completare le lineari, contrappuntistiche strutture di queste complesse composizioni. Mentre i solisti si cedono il passo l'un l'altro, è notevole che la profonda densità dello swing duro, fornisca il centro del vortice con una vasta gamma emozionale e cromatica. 
Questa è musica spirituale nel senso più profondo, in quanto tenta di rompere il cerchio tra ciò che è già stato detto - da Ellington, soprattutto - ciò che può essere detto, e l'indicibile musicalmente. C'è una massiccia forza centrifuga al lavoro nelle composizioni di Rivers, che attira di tutto al suo interno, ogni balbettare dinamico, fraseggio legato, ostinato sussurro e l'alterazione di tono a favore di ciò che viene dopo. 
La natura swingante di questi brani confuta una volta per tutte la questione se la musica d'avanguardia possa essere anche accessibile - anche se è vero Sun Ra l'aveva già fatto, ma mai fino a questo punto. In sintesi, ci sono momenti difficili qui, ma sono parte di un universo molto più grande e musicalmente diversificato. 
Delle molte registrazioni che Rivers ha fatto, questa è stata la prima a mostrare l'intera gamma dei suoi molti doni. Si tratta di un capolavoro sottovalutato e tra le esperienze più gratificanti e avventurose della storia del jazz. 
(estratto di una recensione di Thom Jurek, All Music Guide)

Qui si può ascoltare in streaming l'intero album Crystals:

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