sabato 24 dicembre 2011

Ritratto di Jason Lindner

Sul sito di Musica Jazz è stato pubblicato un interessante articolo sul pianista Jason Lindner.

Ecco un estratto dell'articolo: 
Lo stile: un focolaio di suoni elettroacustici alimentato da influenze world, sul quale soffia la storia del jazz. Tra l’enfatico e il composito, questa definizione si attaglia bene alla musica di Jason Lindner, pianista, tastierista, figlio legittimo dell’underground newyorkese. Conosciuto in Italia come sideman di Claudia Acuña, Omer Avital, Anat Cohen, del contrabbassista Avishai Cohen (si sa meno invece, del suo lavoro triennale con Meshell Ndegeocello), è stato una key figure dello Smalls anni Novanta, formatosi, come dice, "a suon di jam in club rumorosi e dance bar”. Dopo la big band condotta per oltre un decennio, Now Vs Now è un progetto diverso, teso a riassumere “molti anni di sperimentazione passati a suonare una musica orientata verso il funky, spesso in posti piccoli, con strumenti elettrici e tastiere”. Ed è proprio da quest'ultima tappa che parte il nostro racconto.
Now Vs Now è un gruppo nato per sottrazione, un quintetto diventato trio dopo le partenze del trombettista Avishai Cohen e di Baba Israel, rap artist cresciuto tra le file del Living Theatre (per trovare una testimonianza dell’insieme originario, bisogna tornare negli studi della Wbgo). 
Lindner aveva visto giusto quando dopo i fasti underground ottenuti con la big band, pensò a “un gruppo di piccola taglia; un bassista e un batterista con i quali crescere assieme”. Fedele alla propria causa, fatta di suoni elettrici e tante musiche diverse, cercava due musicisti che la sposassero appieno. La chimica fu immediata con Panagiotis Andreou, bassista di origine greca, uno che non s’inceppa mai sulle “Hot time signatures” (altresì dicasi: ritmi e tempi tosti), oltre a muoversi con agilità tra musiche balcaniche e cubane (“Anch’io me la cavo piuttosto bene con queste cose ma non come lui”). Lo seguì Mark Guiliana, complemento ideale, uomo nuovo delle pelli e vecchia conoscenza del leader, strumentista in bilico tra jazz e rock, beat in salsa Brooklyn e suoni mediterranei. Con tali ingredienti, a Lindner ci è voluto poco per trovare la giusta amalgama. “Now Vs Now” (Anzic, 2009) è un impasto di suoni e sonorità farcito di guests: dai membri originari, Cohen e Israel, a Kurt Rosenwinkel, fino alla Ndegeocello, che assieme a Bob Power ha curato la produzione del disco: “Hanno fatto un lavoro incredibile riuscendo combinare l’impatto del pop rock con l’interazione del jazz. Puoi ascoltarlo ad alto o basso volume, nella più scassata delle radio o nel migliore degli hifi, e suonerà comunque bene”.
Lindner ha fatto la scuola allo Smalls, un posto piccolo per gente che sarebbe diventata grande. Negli anni della cosiddetta Zero Tolerance, un’intera generazione di talenti fece di questo club nel Village il proprio riparo: “Fu un periodo davvero speciale. C'erano jam fino a notte fonda e gli incontri erano favoriti da una gestione amicale. Al club non c’era una vera a propria cucina, ma un retrobbottega dove noi musicisti parlavamo, a volte fumavamo… Vivevamo lì ed è stato così per anni. Qualcheduno aveva persino le chiavi”. Il segreto dello Smalls stava nella pacifica convivenza tra “vecchio e nuovo”, due generazioni legate da un mutuo rapporto di dare e avere: “Da un lato c’erano i grandi vecchi: Jimmy Lovelace, Herman Foster, Frank Hewitt, Frank Gant, Tommy Turrentine, Junior Cook e via dicendo; e dall’altro noi giovani: Avital, Brad Mehldau, Kurt Rosenwinkel, Peter Bernstein, Jeff Ballard, Ned Goold, Myron Walden, Guillermo Klein, Magali Souriau. Eravamo come studenti e professori: loro volevano ascoltare qualcosa di nuovo, e noi imparare i segreti del bop”. Allo Smalls aveva due strumenti: un pianoforte chiuso in una cella frigorifera (“Era orribile, sempre scordato”) e, a partire dal 1995, la propria big band: “venti ragazzi tenuti insieme con tenacia” ricorda Ballard, “Jason dava a tutti la chance di poter suonare”. Corea pescò a piene mani in quel bacino di talento. Ne tirò fuori qualche pezzo degli Origin (il contrabbassista Cohen, come Ballard, di tanto in tanto circolava allo Smalls) e non perse l'opportunità di produrre “Premonition” (Stretch, 2000), primo disco dell'ensemble di Lindner e base di lancio per l'avventura con la big band.....
(continua a leggere l'articolo sul sito originario).

Ecco un bellissimo video di Jason Lindner & Anat Cohen, che suonano dal vivo J Blues, il 18 agosto 2011:

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