venerdì 30 dicembre 2011

Intervista a Paolo Fresu

Ancora una intervista a Paolo Fresu, pubblicata questa volta sul sito torinese Pagina.

Ecco un'estratto dell'articolo:
Quest’estate, per festeggiare i tuoi cinquant’anni, hai fatto 50 concerti consecutivi in Sardegna, stabilendo sicuramente un record. Che esperienza è stata e quali ricordi e riflessioni ti ha generato?
È stata un’esperienza molto forte e straordinaria. Adesso stiamo lavorando su un cofanetto di 5 cd, 50 brani, uno per ogni concerto, un libro fotografico. Una sfida a me stesso, con 250 musicisti, luoghi irraggiungibili, un lavoro sulle energie, sulla solidarietà e, con mia grande sorpresa, nonostante il budget ridottissimo, abbiamo ricevuto più di quanto mi aspettassi.
Quanto è stata importante, per la tua formazione di musicista, la figura di Miles Davis?
Sicuramente, per me, è stato una sorta di padre spirituale, nel libro che ho scritto per Feltrinelli lo spiego diffusamente dedicando un capitolo a lui. Lo considero uno dei più grandi artisti del 900 in assoluto, un musicista che è riuscito ad andare oltre il suo strumento, un visionario che ha aperto delle porte, come pochi altri. Il suono che riesce ad esprimere in “Kind of Blue”, ad esempio, uno dei dischi più importanti nella storia del jazz, è stupefacente. Pur avendo nel tempo affinato un mio stile, Davis è sicuramente un punto di riferimento fondamentale per me e certo per tantissimi altri jazzisti.
Sei sempre stato un grande alchimista di suoni e uno sperimentatore di musiche di ogni parte del pianeta, pensi che la musica abbia una componente mistica?
Sicuro, e la percepisco sempre di più e l’ho sperimentato con tanti musicisti, come ad esempio Omar Sosa. Credo che questa componente spirituale e religiosa sia più sentita ed espressa in Oriente più che da noi in Occidente. Tanti musicisti, tra cui due geni come Coltrane e Davis, negli ultimi anni della loro vita hanno creato brani di matrice orientale. Naturalmente, questa percezione si avverte moltissimo nella “terra madre” che è l’Africa, vera radice dei suoni caratteristici del jazz.
Che musica ascolti ultimamente?
Oltre ad ascoltare molta musica jazz, che mi viene inviata da giovani jazzisti, ascolto tanta classica, e in particolar modo barocca, poi etnica, brasiliana, jazz d’annata e poco rock.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
A gennaio uscirà un mio disco con Omar Sosa e Jacques Morelenbaum dal titolo “Alma”, poi forse realizzerò un disco per la Ecm, un audio-libro per bambini - a scopo benefico, per raccogliere fondi per l’infanzia - con musiche curate da me e mia moglie; proseguirò, naturalmente, il mio festival di Berchidda che il prossimo anno festeggia la 25ª edizione, quindi i seminari di Nuoro e tanti concerti in giro per il mondo. 
(leggi l'articolo integrale sul sito originario)

Ecco un estratto del concerto che il duo Fresu/Sosa hanno tenuto a Barcellona l'11/11/11:

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