lunedì 19 dicembre 2011

Intervista a Francesco Cafiso

Sul sito di Famiglia Cristiana è stato pubblicato una bell'articolo con intervista al giovane sassofonista Francesco Cafiso.
Francesco Cafiso è uno dei talenti più precoci nella storia del jazz. Già a nove anni muove i primi passi facendo esperienze con musicisti di fama internazionale. Decisivo per la sua carriera è l’incontro, nel Luglio del 2002, durante il Pescara Jazz Festival con Wynton Marsalis che, stupito dalle sue qualità musicali, lo porta con sé nell’European tour del 2003. Da allora, Francesco ha suonato nei Jazz Festival e nei Jazz Club più importanti del mondo.
Ha vinto diversi premi importanti tra i quali il Premio Nazionale Massimo Urbani a Urbisaglia, il premio EuroJazz a Lecco, l’International Jazz Festivals Organization Award a New York, la World Saxophone Competition a Londra, il Django d’Or a Roma e molti altri prestigiosi riconoscimenti. Per migliorare l’inglese, ma soprattutto per fare esperienze di ascolto di nuovi generi e stili musicali, è stato a New Orleans, dove ha suonato con Ellis Marsalis, Jason Marsalis, Thadeus Richard, Bob Franch, Maurice Brown e con molti altri importanti musicisti del luogo ricevendo, contemporaneamente, delle speciali lezioni da Alvin Batiste.

Ecco un estratto dell'articolo:
Francesco, Moody'n è un disco improntato all'essenzialità del puro jazz. Come nasce questo progetto? 
«Nel 2009 con l'album A New trip (incluso sempre con l'Island blue quartet) ho voluto fare un omaggio alla mia terra, la Sicilia. Era un progetto siciliano fino al midollo. Tutti i componenti del gruppo hanno scritto dei brani che riecheggiavano le sonorità tipiche della mia regione.  Poi, nel 2010 ho deciso di intraprendere la strada prettamente jazzistica. La parola Moody'n non esiste, l'ho inventata io, deriva dall'inglese mood, che significa umore, e mi piaceva come suonava. Ho scelto dei brani standard (da Charlie Parker a Miles Davis) affidandomi ai miei gusti personali e rivisitandoli in chiave moderna. Quanto alle composizioni originali, ho scritto dei brani che più risaltassero il suono del gruppo, per certi versi cameristico, e poi l'impasto sonoro, ad esempio, tra tromba e sassofono. In questo album volevo realizzare qualcosa di inusuale, come un duo con il contrabbasso nel brano Moody'n. Volevo rivisitare materiale tradizionale rileggendolo con una concezione moderna e fresca. Fare qualcosa di veramente nuovo a livello formale oggi è difficile. Io credo che la tradizione resti il trampolino di lancio verso il futuro del jazz». 
Hai ripreso tre brani di Charlie Parker. Sei particolarmente legato alla figura di questo sassofonista?
«Sono legato a tutti i grandi della storia del jazz. Ovviamente Parker, in quanto sassofonista alto, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione e non potevo non rifarmi a lui. Mr Knom's nats - Introspectaball, ad esempio, è un mio brano dedicato a Thelonious Monk». 
La tua scelta prettamente jazzistica è interessante, in un momento in cui molti musicisti tendono a mescolare il jazz con altri stili...
«Il mio obiettivo è quello di essere un musicista per pochi ma allo stesso tempo per tutti. E' difficile lanciare un messaggio ai cultori del jazz e contemporaneamente riuscire a comunicare con chi di questo genere è meno esperto. In questo disco il mio modo di suonare non è usuale, io non scendo a compromessi, però ci sono delle melodie che, una volta ascoltate, rimangono in testa e si ricordano a lungo. In passato ho provato a muovermi su altri territori, ma io mi sento un jazzista fino al midollo e penso che sia importante fare ciò che si ama davvero». 
La copertina di "Moody'n", l'ultimo album di Francesco Cafiso, registrato con l'Island blue quartet..
A 22 anni hai vissuto esperienze professionali che in genere i musicisti fanno quando sono un po' più anziani di te... Come vivi questa tua maturità? Ti senti più grande della tua età?
« Non mi sono mai posto il problema. Questa maturità raggiunta presto mi ha dato la forza di compiere le scelte giuste. Io fondamentalmente mi diverto, faccio quello che più amo fare nella mia vita. E dal punto di vista umano non mi manca nulla, faccio proprio tutto quello che normalmente fa un ragazzo di 22 anni». 
Nel tempo libero cosa ti piace fare?
«La musica, oltre che il mio lavoro, è anche il mio più grande hobby. Poi mi piace leggere e andare a teatro. L'anno scorso sono andato al Teatro Massimo "Vincenzo Bellini" di Catania a vedere un'opera lirica e mi sono commosso da morire. Pensavo che non avrei provato nessuna emozione, invece la lirica si è rivelata una delle esperienze più belle che ho vissuto. Mi piace stare con i miei amici, adoro viaggiare. Qualche tempo fa sono stato due settimane in Messico per dei concerti, ho conosciuto tanti ragazzi e ho avuto modo di girare, entrare un po' nella cultura messicana»....
(continua a leggere sul sito originario)

Ecco un video di Francesco Cafiso che presenta una versione di Woody'n You, registrata dal vivo al Cotton Club di Roma:

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