mercoledì 28 dicembre 2011

E nemmeno un rimpianto - Roberto Cotroneo

Sul blog l'Ermeneuta è stata pubblicata una bella recensione del libro di Roberto Cotroneo, intitolato E nemmeno un rimpianto un romanzo, in bilico tra realtà e finzione, su Chet Baker.

Questa non è una recensione. È la pregustazione di un’aspettativa, il sogno di una promessa fatta baluginare dalla foto di copertina e da poche note, l’immaginazione di una storia che non è stata ancora letta e che come tale è ancora potenzialmente infinita.
Ho comprato E nemmeno un rimpianto, l’ultimo libro di Roberto Cotroneo circa un mese fa, colpito dalla splendida foto di copertina che raffigura un giovane Chet Baker all’apice della sua languida bellezza, rapito dalle note di copertina. Pochi secondi per leggere le note e l’incipit del libro. Mi sono bastati per innamorarmi di una storia fantastica, in bilico tra il reale e il fantastico, tra la cronaca e l’immaginario, tra la letteratura e la musica.
Chet Baker è stato uno dei più grandi musicisti e cantanti jazz, noto per il suo stile lirico e intimista. Morì in circostanze poco chiare il 13 maggio 1988, cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam, probabilmente sotto l’effetto di droghe.
Nel libro si immagina che non sia morto: «Possibile che Chet Baker fosse ancora vivo? E che la sua morte fosse una messa in scena? Proprio vivo, e in Italia, e capace di passeggiare, di tanto in tanto, per un reticolo di paesi del Sud senza essere riconosciuto? Un vecchio, con una ragnatela di rughe sul viso che sembravano un insieme di tracce, di strade da percorrere?»
L’autore Roberto Cotroneo è anche critico letterario e musicale, oltre che grande ammiratore di Chet Baker e attorno alle varie versioni della celebre “My Funny Valentine“, rielaborate con piglio quasi filologico, costruisce la sua storia.
Un libro che genera così tante aspettative merita di essere letto nelle migliori condizioni possibili, gustato con lentezza, assaporato e centellinato come un rosso di grande annata, con i sensi vigili, senza distrazioni.
Per questo l’ho comprato e l’ho messo da parte. Per portarlo con me in Olanda e leggerlo con tranquillità la sera, quando tutto tacerà e sarà solo quiete attorno a me, nella casa in riva al mare, a Noordwijk aan Zee, e solo il vento nelle orecchie. Parto domani.
Quel luogo in Olanda, così carico di ricordi, è ormai il mio secondo “posto delle fragole“. Il primo, quello dell’infanzia e della prima giovinezza, è in Sicilia.
Oltre alle mie figlie, alla mia chitarra e alla mia macchina fotografica, porto con me in Olanda anche il libro 101 storie zen, intravisto in libreria pochi giorni fa e casualmente aperto alla pagina di una storia che mi ha illuminato su quello che si agitava dentro di me, turbandomi non poco.
E la voglia, il bisogno inderogabile e non più rimandabile di “pensare l’impensabile per tentare l’impossibile”.


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